giovedì 26 giugno 2014

Test Dell' Ommità

Ora vanno tanto di moda i test su Facebook, tipo Che animale sei?
un puorco, un gallo sulla munnezza, un totano nella chitarra, un babbuino col culo abbruscato...
Che colore sei?
rosa miccio, fucsian, carta di zucchero, verde pera a spadone...
Che talo personaggio di tala serie televisiva sei?
Bruke, Ridge, uno di lost che non lo so come si chiamano....
Che punta di trapano sei?
da 10, per fierro, per ligname ....
Che acconciatura per patana sei?
brasiliana, a cuoricino, a pentagono, a google maps...
Che pesce di mazzamma sei?
una licia, un merluzziello, un ciciniello... 

Che piezzo di carne di dentro al raù sei?
la pezza a cannella, la purpetta, la braciola, la cotona mbuttunata, la sasiccia...
Che fuoco di artificio sei?
un tracko, un filipazzo, un rentino, un rauto....
Che piezzo di callo di trippa sei?
Il musso, il pero, la zizza, la lengua, il ntestino, il centopelle..
Eh? Eh? che spaccimm si? eh? Eh? eh?
Però diciamo sono tutti test inutili che servono solo a fare le acchiappanze tra disperati tipo “ua pure io sono un Fenicottero!!! … ua sono pure io Blu Cobalto! ... ua pure io sono il cientopelle!! Siamo proprio tale e quali io e te!.. vuò chiavà?”.
Io invece ho sviluppato un test che ha una sua utilità, specialmente per voi femmine, che ormai veramente mi fate una cosa nello stomaco perché vi aizate pure i trans con la barba pur di tenervi un miezo vruoccolo affianco, fate fare il test al vostro compagno e scoprite se è un Ommo oppure no…

Test sulla Ommità:

1. Ogni quanto ti lavi?

A. più volte al giorno devo sempre prufumare di lavanda selvatica.
B. una volta al giorno senza far bagnare a terra.
C. un giorno si e uno per non consumare troppa acqua.
D. il sabato o la domenica ma solo se devo uscire.

2. Con che cosa ti lavi?

A. Quello che compra mia moglie.
B. Vidal unisex.
C. Lel Piatti.
D. Bagnosciuma con nome francese alla lavanda e zucchero filato che costa almeno 30€ al millilitro.

3. come porti la barba?

A. la rado tutti i giorni sennò abbosco.
B. pizzetto, baffetto, basettella ecc..
C. lunga fin quando non mi prude per i pullici.
D. la faccio crescere giusto giusto un pochino come si porta adesso.

4. con che cosa ti fai il Bidè?

A. Near Uomo.

B. nel mio intimo c’è Chilly.
C. Col sapone intimo di mia moglie.
D. con la creolina una volta al mese quando viene lo spurgo.

5. posizione sessuale preferita

A. a pecora.
B. missionario.
C.lei sopra io sotto.
D. a pecora.


6. che dopobarba usi?

A. Balsamo delicato a crema per pelli sensibili e anche un poco suscettibili.
B. Nivea uomo.
C. preta di allume o Denim blu.
D. Dolce e Gabbana avuto regalato a natale.

7. cos'è Kiko?

A. un negozio del centro commeciale pieno di patane.
B. una catena di cosmesi di scarsissima qualità.
C. un insegna davanti a una panchina.
D. il nome di un cane.


8. qual'è la tua pizza preferita?


A. non me lo ricordo più.
B. wustel e patatine.
C. non assumo carboibrati.
D. mezzo metro sasiccie friaielli papacelle e tonno.

9. in quale negozio vai a fare shopping?

A. Declathon.
B. Gucci semiuomo.
C. Alcuozz.
D. Non li scelgo io i miei vestiti.

10. ti piace il calcio?

A. Nientimeno! solo che non incarro una bulletta.
B. Forza Napoli!
C. cerco di assumerne la quantità consigliata dal mio dietologo.
D. Solo quando non devo andare da mia suocera.

11. quanto sei rattoso?

A. malamente..
B. malamente..
C. malamente..
D. malamente..

12. al bar cosa prendi?

A. un caffè macchiato in vetro freddo.
B. due caffè da portare senza zucchero.
C. un mocaccino al ginseng.
D. un ristretto corretto a Vov.

13. Cocktail preferito

A. Negrone.
B. non posso bere perchè dopo devo guidare.
C. quello che si porta più assai.
D. Amaro del Capo.

14. la domenica mattina

A. Bar, Snai, casa mammà.
B. Messa, centro commerciale, casa suocera.
C. Centro estetico, aperitivo, casa di amici.
D. Cesso, Divano, Piedi sotto al tavolo. and repeat..

15. Cosa guardi per prima in una donna?

A. Le zezze.
B. Le scarpe.
C. abbosco.
D. Gli Occhi.

16. La tua birra preferita?

A. Quella con la fella di limone dentro.
B. Peroni.
C. Analcolica.
D. HalfWeiss Tedesca al limite trappista bianca.

17. Hai mai abbuscato da una femmina?

A. Solo nell'intimità.
B. tutti i giorni da femmine diverse.
C. tramite strascino.
D. magari.

18. Balli?

A. conosco a memoria le coreografie di Dirty Dancing.
B. no.
C. i latinimericani per fare le acchiappanze.
D. solo lenti.

19. Che dieta segui?

A. Dukan tisanoproteica all'acqua di cocco.
B. quella che mi ha dato l'istruttore di body building.
C. quella delle femmine.
D. lo sfunno come stile di vita.

20. quanto spesso te rump o cazz?

A. continuamente.
B. coltivo tanti interessi, cerco di essere una persona attiva e allegra.
C. solo quando mi danno il permesso di farlo.
D. spesso, ma non lo ammetto in pubblico.

 PUNTEGGIO:


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RISULTATI:



DA 0 A 26 PUNTI: SEI UNA MEZAFEMMINA.



Fondamentalmente ti piace il pesce, ma non è questa la discrimine con l’ommità, ognuno chiava come gli pare, l’orientamento sessuale non è rilevante per il test ma il mezafemmina è considerato l’anti-ommo per tutto il resto: l’attenzione maniacale alla moda, all’aspetto e all’abbigliamento, la cura personale, lo stile di vita, l’aspetto fisico, le scarpe, il taglio di capelli, i gusti musicali ecc… l’elenco sarebbe infinito. Se siete fidanzate con un uomo così, magari fate capa e muro tutti i giorni però andrete vestite sempre sistimate.



DA 27 A 42 PUNTI: SEI UN PUCCHIACCAINCAPA.



Soffri di una grave patologia.http://cirosaittello.blogspot.it/2014/01/la-pucchiaccaincapita.html E mi dispiace non c'è rimedio, meglio che ti uccidi, senti a me, come quelli che vengono mozzicati dai Zombi, sparati in fronte prima che sia troppo tardi. Se siete fidanzate con uomini così, dovete passare tanta guai a voi e chi vi ha creato.




DA 43 A 61 PUNTI: SEI UN CHIACHIELLO.



fondamentalmente ti piace la fessa. Ma questo non basta per fare di te un vero ommo. Tieni un software per il fantacalcio al posto delle cervelle e vivi nella speranza che una femmina diventi disperata al punto di dartela. Segui le mode più cuozze che ci esistono e non potendotele permettere economicamente ti abboffi di debiti. L'unica differenza tra te e un Mezafemmina è che tu ti puzzi di fame e ti piace la picchiacca. Se siete fidanzate con uomini così potete comunque sfoggiarli come accompagnatori però appena aprono la bocca mi raccomando dateglele sul musso. 

DA 62 A 80 PUNTI: SEI UN OMMO.


compagno, siamo rimasti in pochi, manco i panda stanno più in estinzione di noi, bisogna resistere. Non te lo dico come sei perchè sarebbe una mancanza di rispetto e poi tu già sai.http://cirosaittello.blogspot.it/2014/02/le-regole-base-dellommita.html A sto punto già ti dovresti essere cacato il cazzo di leggere. Se siete fidanzate con uomini così ringraziate la Maronna e il Padreterno e cercate di non cacare il cazzo.

martedì 10 giugno 2014

Il Mio Troisi..



Nei primi anni novanta internet non esisteva, o almeno se esisteva, a Ercolano in provincia di Napoli, a pochi chilometri da San Giorgio a Cremano, di sicuro non sapevamo nemmeno cosa fosse. Per un ragazzino di 10 anni, o poco più, appassionato di Massimo Troisi reperire informazioni certe riguardo al suo cinema, o meglio alla sua filmografia, era quasi impossibile, non era come adesso che clicchi su Google e ti escono 8000 pagine oppure vai su Emule e ti scarichi vita, morte e miracoli, una cosa del genere per me era un'utopia vera  e propria, la mia mente all’epoca non sarebbe riuscita nemmeno a concepirla.

L’unica fonte di informazioni semi attendibile, oltre alla tv, era Don Armando. Don Armando gestiva l’unica videoteca del paese che apriva solo la domenica mattina, immagino fosse la sua seconda attività, era un negozio senza insegna sotto ai portici nel deserto delle case popolari, ancora oggi non ho capito se si trattava di una attività legale o meno, vendeva i duplicati delle videocassette dei film di maggiore successo, andavi lì ti prenotavi il tuo film e dopo una settimana andavi a ritirare la videocassetta.

Non che Don Armando fosse un grande cinefilo, anzi in verità penso di non aver mai sentito il suono della sua voce, però aveva il negozio tappezzato di copertine di videocassette, raffiguranti le locandine dei film che vendeva, ordinate in modo maniacale; per genere, autore, interprete ecc..   per me era come entrare in un sogno; c’era Eduardo De Filippo che occupava mezza parete destra, Totò, una fila intera in alto a sinistra, tutti i Rocky e i Rambo proprio dietro alla cassa vicino a “Quando l’erba si tinge di sangue”  il film di genere più in voga all’epoca, e lì in altro a sinistra dietro al bancone c’era il “reparto” Massimo Troisi, 4 o 5 cinque locandine che erano il mio desiderio più grande, dovevo completare a tutti i costi la mia collezione “La Filmografia Completa di Massimo Troisi in videocassette false semiautorizzate”, perché per me la filmografia di Troisi era quella, ovviamente non era così, ma questo l’ho scoperto anni dopo.

La collezione era iniziata grazie a Tore detto “il Nero”, un amico mio dalla carnagione molto scura, che possedeva “Ricomincio da tre” ovviamente in videocassetta falsa di scarsissima qualità con la copertina fotocopiata storta, una schifezza comprata sulle bancarelle che avrebbe fatto inorridire Don Armando, che ci teneva tanto alla qualità audio-video delle sue videocassette anche se lui non ti dava mai la copertina ma scriveva solo il titolo del film sulla videocassetta con l’uniposca bianco in un codice tutto suo tipo “Ric. Da3” oppure “non ci resta.” Ecc…

C’ho messo mesi per convincere Tore o’nero a scambiare Ricomincio da Tre con varie macchinine e una mazzetta sana di “Dollari” di calciatori, lo vedevo tutti i giorni quel film , ancora oggi ricordo a memoria i refusi dovuti alla scarsa qualità di quella videocassetta e quando rivedo il film mi aspetto sempre che la voce di Franky a quel punto acceleri, o che la faccia di Mirabella si deformi oppure che l’immagine zompi su titoli di coda ecc..

E intanto però, citando il film, “avevo sparagnato 5mila lire..” ..lo so, nel film sono 7mila ma da Don Armando 5mila lire era il prezzo di una videocassetta, per me non era facile apparare quei soldi; regali del nonno, spicci rubacchiati da sopra al comò quando papà svuotava le tasche ecc..  facevo enormi sacrifici, privandomi di dolciumi e Supersantos,  ma quando alla fine ci riuscivo era festa grande , mi vestivo di tutto punto (era domenica mattina, mammà ci teneva a mandarmi in giro sistemato) impugnavo la mia 5mila lire e mi incamminavo verso il negozio di Don Armando. Passavo fuori al bar “Santo Spirito” che faceva una pizza fritta che era qualcosa di meraviglioso, l’odore invadeva tutta la strada, caro Massimo quante volte sono stato sul punto di cedere, ma poi rigavo sempre dritto verso la Videoteca di Don Armando.

Quello era un giorno speciale avrei finalmente completato la mia collezione, arrivai sparato dal Don Armando con la mia 5mila lire in bella vista e ritirai “Pensavo Fosse Amore invece era un calesse”, ovvero “Pens. Fosse Amore” …evvai.. è fatta! Ho finito! Saluto Don Armando, che ovviamente non ricambia, faccio per andar via ma all’ultimo istante manco se me lo sentivo alzo la testa verso il “reparto Troisi” e che ti vedo?... 2 nuovi film!!! Ma come?? E da dove sono usciti??.. chiedere spiegazioni a Don Armando era inutile, rimasi li a contemplare quelle videocassette per qualche minuto, immobile, “Che ora è” e “Il Viaggio di Capitan Fracassa” con Troisi vestito da pulcinella in copertina, e io non ne sapevo niente, provai un misto tra eccitazione e delusione; c’erano ancora film di Troisi che non conoscevo e potevo vedere ma adesso dovevo apparare almeno altre 10mila lire! Un impresa quasi impossibile, almeno a breve termine.

Così mi venne l’idea per completare la mia collezione a costi più accessibili: il videoregistratore!! Avevo studiato tutto nei dettagli, ogni tanto in Tv davano i film di Troisi e io avrei potuto registrarli, dimezzando così i costi!  E potendomi mangiare anche una pizza fritta di domenica mattina alla faccia di Don Armando! Il sistema consisteva nel comprare la settimana prima la giuda tv dal giornalaio, circa 1000lire, studiarla tutta, e quando capitava un film di Troisi passare alla fase successiva, solo però dopo aver ritagliato la locandina del film dalla guida tv.

Andavo nel negozio di elettronica a comprare una videocassetta vuota della durata di 180 minuti, circa 2000lire, ovviamente un film all’epoca durava al massimo 90-100 minuti, però non si poteva mai sapere.

Avvisavo mamma e papà che quella sera la camera da letto, dove era ubicato il videoregistratore, era off limits, e passavo tutta la durata del film seduto a terra con l’indice e il medio sui tasti rec e stop, perché ad ogni stacco pubblicitario dovevo fermare la registrazione e riavviarla nel preciso momento in cui ripartiva il film, guai a perdersi qualche secondo prezioso.

Così riuscii a completare la mia collezione che era esposta in bella mostra sulla parete attrezzata del soggiorno, al sicuro (mamma non avrebbe permesso a nessuno di entrare nel soggiorno senza autorizzazione) e penso che per almeno 3-4 anni ho visto un film di Troisi al giorno, senza mai sgarrare.

Da grande poi lavorando sono riuscito a comprare i dvd addirittura originali,  nella versione Deluxe ecc… però una videocassetta di quelle l’ho conservata, è lì nel mio “reparto Trosi” personale, e quando l’occhio ci cade sopra mi ricordo quanto mi faceva sentire meno solo Massimo Troisi.


martedì 20 maggio 2014

E intanto in uno studio fotografico campano…







Spicciafacende: “ nooooo nooooo… pammoreDDio .. non va bene…”

Fotografo: “nemmeno questa? Ma come è possibile?”

Spicciafacende: “no maestro, guardate qua? Non va proprio bene…”

Fotografo: “mannacctuttcos.. nun c’ha facc cchiù”

Spicciafacende: “maestro un poco di pazienza.. vedrà che prima o poi ci riusciamo..”

Fotografo: “prima o poi? Stiamo qui da 6 ore!”

Spicciafacende: “maestro, io veramente mi scuso.. sono mortificato..”

Fotografo: “è il 785esimo scatto!!… naccamortnfam..”

Spicciafacende: “maestro avete ragione, vedrà che con la sua arte…”

Fotografo: “ma io sono il mago dei matrimoni, il principe delle prime comunioni, il re dei battesimi… ma questa volta veramente mi sto trovando in difficoltà..”

Spicciafacende: “maestro noi perciò ci siamo rivolti a lei.. perché è il migliore..”

Fotografo: “e io vi ringrazio, ma non è che posso fare miracoli…a tutto c’è un limite…mettetevi pure nei miei panni”

Spicciafacende: “maestro ma io lo so che la colpa non è vostra…”

Fotografo: “il materiale è quello che è…mi capite?”

Spicciafacende: “vi ho capito, ma queste non vanno bene, dobbiamo farne delle altre..”

Fotografo: “vabbuò facciamo l’ultimo tentativo però..”

Spicciafacende: “maestro, forse non vi è chiaro… noi dobbiamo provare fino a che non ci riusciamo…”

Fotografo: “Vabbè ci riprovo… click!!.... allora che dite?”

Spicciafacende: “Maestro, che vi devo dire, mi stanno cadendo proprio le braccia…”

Fotografo: “ja manco questa? Ma famm verè?”

Spicciafacende: “eh guardate qua…”

Fotografo: “ah…”

Spicciafacende: “eh…”

Fotografo: “ma sta foto è proprio indispensabile?...”

Spicciafacende: “e certo.. che figura ci facciamo!”

Fotografo: “a sto punto è una questione di principio!!! Click…click…click…click…”

Spicciafacende: “Bravo maestro, pigliatel e facc!!!…”

Fotografo: “ecco qua!! Le migliori!!”

Spicciafacende: “…mmmmmh.. maestro... non so come dirvelo.. ma non ci siamo proprio..”

Fotografo: “mo la scamozzo a terra sta cazz e machina fotografica!!!”

Spicciafacende: “Maestro calmatevi vedrete che una soluzione la troviamo…”

Fotografo: “qua la soluzione è una sola… dottò…”

Spicciafacende: Maestro non dite così.. io sono sicuro che con un poco di pazienza…”

Fotografo: “ma qua pazienza e pazienza!! Questa è proprio una missione impossibile!!”

Spiccaifacende: “meastro, ritentate, ricordatevi quali erano i patti…vi conviene prima a voi riuscirci…”

Fotografo: “ guarda ma proprio solo per quello!... naggiocazz!!! Click!!!... ecco qua!”

Spicciafacende: “marò maè… guadate qua guardate…”

Fotografo: “nun sacc si aggia chianghere o ridere..”

Spicciafacende: “Maè io mo mi metto a piangere…”

Fotografo: “Coraggio ragazzo, coraggio… nun fa accussì…”

Spicciafacende: “…scusate maestro un momento di sconforto…”

Fotografo: “hai ragione…. poveromm…”

Spicciafacende: “Ma secondo voi se io tenevo una fatica mi umiliavo a darvi tanto disturbo…”

Fotografo: “no ja nun o’ dicer propr.. mo ne scatto un'altra.. lo faccio solo per te.. Click!!.. guardate questa..”

Spicciafacende: “Maestro.. sono un uomo distrutto..”

Fotografo: “guagliò nun è cosa… buttiamo la spugna…”

Spicciafacende: “l’ultima Meastro… nun è per me è pe criatur…”

Fotografo: “click….”

Spicciafacende: “marò chest è a pegg…”

Fotografo: “ja basta mo… bisogna ammettere la sconfitta amico caro…”

Spicciafacende: “Maestro ma non ci possiamo presentare alle elezioni comunali senza le foto sui manifesti!!!”

Fotografo: “e tiè… 800 scatti scegline una!!!”

Spicciafacende: “maestre ci serve una foto dove l’onorevole non sembri un ricuttaro!!”

Fotografo: “si ma se quello è un ricuttaro tu da me che vuoi!? …mettici questa!”

Spicciafacende: “ maestro .. qua lo tiene scritto proprio in faccia che nun a mai faticat in vita sua…”

Fotografo: “questa qua… dove sorride…”

Spicciafacende: “qua invece tiene la faccia di uno che tanno tanno te lo ha messo nculo..”

Fotografo: “tiè.. questa qua..”

Spicciafacende: “qua è proprio la controfigura del Malacarne..”

Fotografo: “allora questa..”

Spicciafacende: “una via di mezzo tra il Boss Delle Cerimonie e il cattivo nei film di Pino Mauro..”

Fotografo: “questa ja… questa nun c’è male…”

Spicciafacende: “maestro ja.. che coraggio… voi ce lo metteste un euro in mano a uno cu sta faccia?”

Fotografo: “hai ragione… ten pop a facc ro mariuolo.. e lo so amico caro ma tu allora da me cosa vuoi?”

Spicciafacende: “ Maestro, volessimo riprovare col cappello?”

Fotografo: “Ma qua capello e capello!!! Io poi vorrei sapere chi l’ha vestut a chist stamattina?.. Brian De Palma?”

Spicciafacende: “maestro, pigliamoci un caffè e poi ci riproviamo…”

Fotografo: “dottò però poi dopo me lo fate quel favore… me lo avete promesso..”

Spicciafacende: “il permesso per parcheggiare davanti al negozio nel posto degli invalidi?... maestro se riesce in questa impresa consideratela cosa fatta..”

Fotografo: “sient mo jammec a piglià nu cafè…poi però ne scegliamo una come è è ..e la schiaffiamo sui manifesti.. io a quest’ora devo chiudere”

Spicciafacende: “e si maestro…avete ragione… per forza…”

Candidato sindaco per la lista civica “DeMita & Mastella Insieme Per La Rinascita Dell’Agronocerinosarneseirpinocilentano” al Comune di San Michele di Montepugliano Irpino a Mare: “allora, ciovane, come sonco venuto nella fotocrafia?..”

Spicciafancende: “ tale e quale Onorevole… tale e quale…”

sabato 17 maggio 2014

La Bellezza è una cascetta ovvero le fasi neomelodiche dello sfascio.



Io sfascio cascette. Le cascette delle frutta, quelle di legno, è diventato il mio hobby preferito ormai, inizialmente era una necessità, che siccome che sono povero usavo i legnetti ricavatici per appicciare il fuoco del camino, un uomo vero deve saper sempre accendere un fuoco, sono le basi della ommità proprio, ovviamente senza l’ausilio di benzina o alcool, la diavolina è ammessa ma è comunque considerata doping, niente ti fa sentire più ommo che appicciare qualcosa, forse solo scassare qualcosa, e infatti io sfascio cascette, mi diverte proprio, faccio la posta fuori a tutti i verdummari, ormai conosco gli orari e i giorni dei mercati ortofrutticoli, pure perché, anche se sono pochi, ci sono altri uomini veri che come me vanno arrunzzando le cascette, per lo più pensionati, uomini di altri tempi, io comunque non mi faccio intimorire perché a livello di ommità non mi sento inferiore a nessuno, forse solo al vecchio che viene a caricare le cascette con l’apecar, me ne devo comprare uno pure io.

Anche quando torno a casa devo stare attento, perché sopra di me abita un pensionato abbastanza ommo, che appena vede le cascette si offre volontariamente di sfasciarle, io non è che posso rifiutare un aiuto, però un poco mi rovina il divertimento perché si sa quella la meglia cascetta è quella che ti sfasci con le mani tue, infatti ovviamente è preferibile sfasciarle a mani nude o a limite a cauci per trarne il massimo godimento, tenaglie e pinze sono ammesse ma comunque sono considerate doping.

Le sfascio, le scamazzo, le faccio proprio piezzi piezzi, è quasi una cosa zen come lo yoga o il pilates, mi rilassa, mi aiuta a pensare, ovviamente con le scarde di legno che ti si infizzano nelle carni la prima cosa che pensi è come la bellezza sia andata allo sfascio, proprio come queste cascette, e come per le cascette siamo proprio noi che la sfasciamo.

Io non lo so perché il mondo si sta arriccettando, ma si avverte distintamente la mancanza di cose belle, come se la bellezza ci avesse dichiarato l’embargo, anzi come se ce lo fossimo dichiarati da soli.

Un uomo più saggio di me ha scritto che è perché il pubblico è salito sul palco, e quindi adesso non esiste più un pubblico ma solo gente che aspetta il proprio turno di salire sul palco,http://www.amazon.it/INGRESSO-LIBERO-GIANFRANCO-MARZIANO-ebook/dp/B00D4AA7LU è giustamente se sale sul palco uno che fa schifo tu non è che puoi dire che fa schifo perché poi dopo sul palco ci devi salire pure tu che fai ancora più schifo di lui. Quindi ti fai i fatti tuoi anzi lo acclami pure, e questo porta ovviamente a produrre valanghe di merda.

Un altro uomo sempre più saggio di me ha detto che è perché la gente vuole sentire, vedere o leggere qualcosa che sarebbe in grado di fare anche da sola,http://www.amlo.it/?p=4276 che è un po’ come andare al ristorante di lusso sulla costiera amalfitana e ordinare la pasta e cravicione come la fa tua mamma a casa tua, e magari essere disposti a pagare pure una ventina di euro al piatto, che quanto te la propone tua mamma  jastemmi tutti i santi e inoltre lei con quella cifra te ne potrebbe produrre una fornitura a vita. E questo ovviamente porta a produrre valanghe di pasta e cravicione.

Internet ci ha dato una bella botta all’esilio della bellezza, diciamolo, perché se da un lato da la possibilità a chiunque di mettersi in mostra dall’altro fa perdere completamente la visione della realtà, più che altro di se stessi comparati alla realtà, chiunque con una chitarra e una webcam si sente come Jimi Hendrix, Chiunque tenga istallato Word si sente Jules Verne, ecc.. e ovviamente aspettando il proprio turno di salire sul palco ci abituiamo alla merda, fino a tollerare tutto ed a esaltare qualsiasi cosa.

Io credo che lo sfascio vero e proprio sia ancora in fase di evoluzione, io la chiamo la fase “Mimmo Dany”.

Mimmo Dany, per chi non lo sapesse, è un cantante neomelodico che iniziò la sua carriera cantando, in capa lui, cose belle e profonde, e ballando, sempre in capa a lui, come un novello Celentano. A un certo punto si rese conto che la gente lo pigliava per culo ma non si perse di coraggio e si avotò a cantante comico avendo anche un discreto successo.

Nella fase “Mimmo Dany” infatti le persone sono sempre convinte di essere novelli geni, e usano internet per mostrare questa loro presunta genialità, solo che ringraziando a Dio, ci stanno ancora quelli come noi (se stai leggendo il mio blog devi essere per forza una persona apposta) che li pareano pe cuollo e resistendo come giapponesi sulle isole del pacifico cerchiamo di far capire quanto facciano schifo e che le cose belle sono un’altra cosa. Anche se in pochi la riconosco ma la distinzione tra cose belle e munezza restiste ancora.     

Non date per scontato che questi partigiani della bellezza resistino a lungo, ad un certo punto un po’ per motivi di età, un po’ perchè poi uno si caca il cazzo di avere sempre a che fare cu tanta sciemi, questi eroi verranno sconfitti, e a quel punto si aprirà quella che io chiamo la fase “Gigione”.

Gigione, per chi non lo sapesse, è un cantante neomelodico che canta palesemente cose brutte e ridicole; canzoni sui papi, doppi sensi sconci, ecc. il tutto con l’arrangiamento di una Mazurca, però la gente lo prende sul serio, Gigione riempie le piazze di persone che cantano “la Carcioffola” come se fosse una canzone d’amore struggente, oppure “Padre Pio Padre buono” come se fosse una specie di Starway to Heaven.

Più o meno quello che penso succederà in questa fase; le persone sempre convinte della loro genialità si offriranno al mondo su Internet, ma non ci sarà più nessuno a pariarli addosso. Non solo la distinzione tra cose belle e munezza sarà perduta per sempre ma si comincerà a non  riuscire a distinguere nemmeno più le cose serie dalle strunzate.

Probabilmente quando la ragazzina di Catanzaro pubblicherà su Youtube il suo saggio di danza pop-moderna-sbarazzina nel quale imita Beyoncè, nessuno comincerà a  sfotterla ma ci sarà qualcuno che commenterà:

“azz.. però la ragazza se la cava eh…modestamente io ho fatto le selezioni da Maria De Filippi”

e più in basso

“azz se la cava, quella è proprio brava fattelo dire da me che modestamente faccio latinoamericano da 2 anni..”

 e ancora più in basso

“sei una grande!!! Fattelo dire da me che sono stato in sudamerica 4 anni fa in vacanza”

e ancora più giù

“mitica!! Te lo dice uno che ha visto Beyoncè dal vivo all’aeroporto una volta!”

e ancora

“sei un genio!! E modestamente io al concerto di Beyoncè stavo in prima fila”

e così a schiovere

 “quando lo fai uno spettacolo che vengo a vederti a qualsiasi prezzo! Porto pure a Beyoncè che io e lei stiamo proprio così”


“ua, grande, sono Beyoncè, vengo pure io a vederti .. porto la pasta e craviciore per tutti!!” ecc…



Che si sa come fa la pasta e cravicione Beyoncè manco sulla costiera amalfitana… io perciò mi aparo la palla e passo il tempo a sfasciare cascette…

venerdì 9 maggio 2014

La Tarantella Dellu Perocchio

il perocchio è una figura sempre esistita, ma nonostante la natura arcaica di questo personaggio mitologico purtroppo non se ne trova traccia nella cultura popolare, allora sono andato a fare una ricerca e dentro al sicriterio del Maestro DeSimone ho trovato questo testo destinato al componimento di una tarantella risalente al 1500-1800 più o meno:





Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

Me metto allu muro di rinpett

E scocco pure na sigarett

Comm a na bestia rint a caiola

Annanz e addrett pe cchiù de n’ora

Finchè nun trase nu buono amico

Me vott appriess a manc c’ho dico



Tutte e’ matine for allu bar

Faccio la posta a qualche viandant

Addreto allu muro stong anguattat

Pecchè lu cafè voglio pavat

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo



Dint allu Bar so tutt cumpagne

E scennene tutt a copp a muntagne

Saluto tutti con ammirazione

E quelli mi offrono la culazione

“peppino caro stu cafè è pavato”

E allora o’ cor pigl arricciato

Faccio l’inchino, la giravolta

E aggio scroccat pure stavolta



Tutte e’ matine for allu bar

Faccio la posta a qualche viandant

Addreto allu muro stong anguattat

Pecchè lu cafè voglio pavat

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo



Sono perocchio da quann so nato

Mai nu cafè aggio pavato

Al mio onomastico o al compleanno

Me piglia semp qualche malanno

Pure se trase un conoscente

Me lo pazzeo allegramente

Pure tre ore vogl aspettare

Ma lu cafè nun voglio pavare



Tutte e’ matine for allu bar

Faccio la posta a qualche viandant

Addreto allu muro stong anguattat

Pecchè lu cafè voglio pavat

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo





E se per ciorta  trase Giggino

E tra l’amici è o’ chiù cretino

È festa grande chella matin

M’offre cornetto e cappuccin

Sono perocchio da generazion

Nun pav mai na colazion

Faccio l’inchino, la riverenza

E intanto mi piglio la cunfrenza



Tutte e’ matine for allu bar

Faccio la posta a qualche viandant

Addreto allu muro stong anguattat

Pecchè lu cafè voglio pavat

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

Alla matina me sceto co o’ gallo

P’accuminciare stu bellu ballo

giovedì 17 aprile 2014

Ode al Casatiello




La Pastiera zucosa
Della Pasqua regina
È da sempre gelosa
E in segreto t’ammira
La più vil Frittatina
Che è pur sempre apprezzata
Tutta triste si aggira
Ma non viene cacata
Pure il Tortano ingrato
La tua controfigura
Si è ormai rassegnato
Alla tua dittatura
e le timide Fave
nello scuorzo nascoste
con sciuppeo soave
solo a te sono esposte
Oh Maestà della nzogna
Del salame l’alcova
L’emigrante ti sogna
Tua corona le uova
Di ventresca il mantello
Pruvulone lo scettro
Anche il povero agnello
sdunucchea al tuo cospetto
Oh real Casatiello
Tua sostanza è sì seria
Che a pasquetta t’affello
E già s’appila l’arteria
Tuo vessallo il Gragnano
è dopo un paio di botteglie
non lo nomino invano
e non penso si offende
se in blasfemia m’avventuro
Ma il Messia quand’è morto
Sono quasi sicuro
Che per te sia Risorto.


lunedì 14 aprile 2014

La Santissima Pasqua



Con la Santa Pasqua si festeggia la resurrezione di Gesù, ovviamente noi tutti fedeli festeggiamo abbuffandoci come i puorchi infatti come da tradizione cattolica Gesù non può fare un pirito che noi apparecchiamo a tavola, la nascita, lo svezzamento, il battesimo… perfino quando muore , il venerdì santo, ci limitiamo a non consumare carne ma comunque mangiamo, c’essamà sciupà.

Giustamente a Pasqua gli abbuffamienti sono grandi: Pizze chiene, fave, Casatielli (che meritano un capitolo a parte), capretti, pastiere e Uova di cioccolato con dentro la sorpresa a simboleggiare giustamente la resurrezione di Cristo (???). Ma approfondiamo un attimino la storia di GesùCristo:

Gesù nasce a Betlemme, in un presepe vivente coi controcazzi il giorno 00/00/0000 alle ore 00.00, Capricorno ascendente Vergine, vive un infanzia difficile come tutti i bambini di padre ignoto, infatti solo a guardarlo a quel vicchiariello sciancato di SanGiuseppe si capiva che non poteva essere stato lui a fecondare Maria nemmeno con l’ausilio di un miracolo, e per questo i cumpagnelli lo sfottevano sempre mettendo in dubbio la moralità della madre, la Maronna si prendeva assai collera e cominciava a piangere sangue dagli occhi, molti gridavano al miracolo ma lei cercava di sminuire l’accaduto dicendo “ma se rimango incinta senza fare sesso e dopo aver partorito naturalmente sono ancora vergine, secondo voi le mestruazioni mi possono mai venire normale?”… la Maronna probabilmente teneva un apparato riproduttivo tutto sballato con delle cisti ovariche grosse come dei melloni.

Verso i 14anni Gesù riceve lo spirito santo e comincia a parlare perfettamente le lingue straniere, la sua maestra di egiziano se ne prea tutta quanta perché si pensa che è merito suo.

Dopo questa infanzia difficile giustamente una volta adulto Gesù diventa uno scapestrato e forma  una gang con una dozzina di sfasulati, il primo ad essere reclutato fu Pietro con queste parole “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia chiesa!” .. “ma io veramente mi chiamo Oronzo..” “ahahahahahah … me fatt parià …vien cu me.. ti farò pescatore di uomini.. si sa quelli gli uomini so tutt pisc….ahahahahaa….”  e passano il tempo fuori al bar facendo queste battute da “Made In Galilea del sud”  ma soprattutto facendo scommesse pericolossissime tipo “vuò verè ca mo mi abbraccio a quel lebbroso?” oppure tipo  “Guagliù vulit verè ca mo cammino sopra all’acqua’” … “ua Gesù e fa semp o’ buffon”… “in verità ti dico… guard guà…” .. “Oh o’scè tu te fai male!”…  ecc.. facendo così numerosi miracoli pericolosissimi tanto che nei vangeli apocrifi sotto ad ogni capitolo c’è scritto “Non Provateci a Casa”, però la gente nonostante la vista ai ciechi, la resurrezione di Lazzaro, la moltiplicazione dei pani e dei pesci (che effettivamente se non moltiplichi pure le pummarulelle un po’ annozzano) ecc.. si ricorda sempre solo del miracolo dell’acqua tramutata in vino perchè da allora tutte le vecchie che allungavano il vino con l’acqua e venivano cazziate dai mariti davano la colpa a Gesù e per questo nacque il luogo comune che gli anziani sono inclini alla jastemma.

Poi verso i trentatrè anni qualcuno di loro vinse una bulletta e se ne andarono a fare una mangiata schiati tutti quanti da un lato solo del tavolo per farsi i selfie coi controcazzi, ad un certo punto Gesù prese il pane, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse “attenzione, annozza.” Allo stesso modo prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse “aiz aiz aiz.. acal acal acal..” ma in questo clima di pariamiento a un certo punto successe lo scuonceco; mentre stavano fumando nel parcheggio sotto alle piante di olivo arrivano i guardi e si portano a Gesù che fa in tempo solo a dire “ dincell a Pietro ca mettess l’avvocato!”.

Viene processato per direttissima per una multa di Equitalia (all’epoca si chiamava RCGI – Recupero Crediti Giuda Iscariota) di 30 denari (2 denari di multa + 28 denari di mora e spese) e condannato a morte per crocifissione (all’epoca il decreto svuotacarceri era molto più severo di adesso), allora si fece una via Crucis coi controcazzi con tutto il corso principale bloccato, i vigili in alta uniforme e i farisei sopra alle bighe che jastemmavano da dentro al traffico.

Gesù avotò a faccia a terra per 2-3 volte ma comunque arrivò primo e diceva a tutti quanti “non vi preoccupate che tra tre giorni resusciterò”… questo il venerdì. Come infatti la domenica i discepoli se ne stavano tutti tranquilli a tagliare i salumi e i formaggi per dentro ai casatielli, con Tommaso che metteva le dita nella sugna e poi diceva “Ua ma allor over è sugna!” poi metteva le dita nella ventresca e diceva “Ua ma allora over e ventresca!” poi nel provolone “Ua ma allor over è pruvulon” ecc… tanto che gli altri discepoli lo cazziavano dicendogli “Tommà par o pesc… ma almeno te le sei lavate le mani!?” ma a un certo punto entra Gesù “in verità vi dico..tiè tiè agg arruvutat!” …e tutti quanti applaudirono “sta bene!!” ecc.. solo Tommaso vulett fa o’ bellill fino in fondo “Gesù ma non avevi detto tra 3 giorni? Niendimeno non è passato manco un giorno e mezzo!” ..e Gesù “in Verità ti dico sai comm’è domani è pasquetta agg ditt famm abbià nu poc primm sennò rimango impucchiaccato dentro al traffico..mammà mo dice sempre ca teng e track ncul…ahahahaha.”. Gesù teneva semp a capa a pazzià.. ma comunque nelle sacre scritture giustamente è riportato l’orario ufficiale:

“Gesù fu crocifisso, morì e fu sepolto, e il terzo giorno resuscitò … e non ve lo dico proprio quanto si fece interesse tra cafè e sfogliatelle cu gli amici al bar… tanto che fu assunto in cielo e lasciò il conto al bar in sospeso… ora siede alla destra del padre e ogni tanto lo guarda, scapuzzea e gli dice…ua Pà me ne fatt fa strunzat…”