giovedì 17 gennaio 2013

FA FREDDO...



BAR “LA TAZZA D’ORO” 17/01/2013 ORE 9.30..

“Buongiorno” (l’educazione)
“Buongiorn…”  (a primma cosa)
“Buongiò…” (ma chist chi è?)
“Ciorn…” (alle 12 ci sta la sentenza del Napoli)
“Peppe un caffè… amaro..” (devo ancora defecare..)
“Subito!” (pous 1 euro!)
“..Marò che fridd…” (l’incoscienza)
“Mammamì fa prop fridd..” (l’innesco)
“Mammà..” (la miccia)
“prop Fridd..prop..” (magari ce leven sul 1 punto)
“e chest nun è nient, chell a dit a television ca o fridd ancora addà venì..” (la televisione custodisce la verità)
“Brà aggio sentut pur io int a television” (appunto)
“Brà..” (ha detto la televisione che forse ce li ridanno tutti e 2 i punti)
“però ajere faceva chiù fridd…” ( la provocazione)
“ma quand mai!! Oggi fa chiù fridd ra ajere!” ( sono pronto alla sfida)
“ma che sti ricenn! Ajere facev assai chiù fridd!” ( ma io tengo duro)
“chist è scem.. chell ajere stev sul ca giacchetta..” ( apporto prove inconfutabili alla mia tesi)
“uà chell ajere me steven zumpann e rient a vocc..” ( le mie prove sono più valevoli)
“comunque ha dit a television ca oggi fa chiù fridd” (gioco il jolly)
“ se vabbè…” (mi ritiro in buon ordine)
“brrrrrrr..” (magari ci danno solo un ammenda..ma che rè po sta ammenda?)
“chill po nun è tanto o fridd ….è l’ummidità” ( gioco la carta ummidità)
“brà .. chelle è l’ummidità” ( contro l’ummidità non posso competere)
“te tras int all’ossa prop..” ( mi compiaccio di aver pensato all’ummidità prima di te e rincaro la mano con prove medico-scientifiche)
“chill tu già si fracet pe fatt re tuoje..” ( cerco di recuperare punti buttandomi sulle offese personali)
“ahahahah…” (finta risata atta a nascondere la mancanza nell’immediato di una  battuta tesa a offendere con pari gravità)
“ihih” ( ha detto l’avvocato del Napoli che però è difficile… ma foss juventino?)
“ua …ci saranno al massimo 5 gradi..” (so determinare la temperatura esterna senza l’ausilio di strumentazioni e ve lo dimostro parlando in italiano)
“se vabbè stamm a Siberia..” (round 2… rispondo alla tua conoscenza della lingua italiana con la mie preziose nozioni geografiche..)
“chella asciut ncopp o telefonin …guard cà o scè..” (rilancio mostrando status symbol di elevato valore economico che tu non potrai mai permetterti)
“ma che rè stu coso.. nun o sacciò verè..” (ammetto la mia inferiorità sociale ma non riconosco allo Smartphone un attendibilità pari alla televisione)
“ma tu si prop na capra!” (essere socialmente inferiore non ho dimenticato l’offesa apportatami in precedenza )
“ e scem prop..” (mi accodo alle offese gratuite a prescindere… so sul e 10 mancano ancora 2 ore alla sentenza..)
“ma tu vir che fridd che fa stammatin?” (cerco di distogliere l’attenzione dalla mia fresca umiliazione provando a resettare la sfida)
“ma tu si scis a copp cu sta pillicchiella ncuoll” (ho capito che il tuo punto debole è l'inferiorità economica e provo l’affondo finale tirando in ballo l’abbigliamento)
“ma chell ajere mica facev tutt stu fridd..” (nonostante sono prossimo alla resa difendo fino alla fine le mie teorie)

Dalla Tv accesa: “..oggi temperature lievemente in salita in  tutta Italia..” (GAME OVER)

“Vabbè.. buongiorno” (tu vir a sti 4 sciem..)
“cià Gerò..” (tagg fatt o riest..)
“Buongiorno!” (grazie pubblico… alla prossima…)
“cià” (che figura…)
“Ce verimm..” (appena sai della sentenza da internet fammi sapere immediatamente)

“Buongiorno.. Peppe un caffè per favore.. ma tu è vist che cazz e fridd che fa?” (poverino)
“Mammamì fa prop fridd..” (campione in carica…)
“Mammà..” (rivincità?..)
“prop Fridd..prop..” (Forza Napoli!)

venerdì 14 dicembre 2012

FESTA AL PAESE



FESTA AL PAESE.



Se vi perdete e quindi vi trovate ad attraversare uno dei paesi della provincia vesuviana vi renderete subito conto della piaga sociale che li accomuna e li affligge ormai da secoli, che, oltre al traffico e alla camorra, sono le feste patronali a sfondo religioso.

Anche qui, dove lavoro io, nella cittadina con la più bassa densità di incensurati per Kmq, è creanza una volta all’anno di onorare un personaggio famoso religioso.

Ovviamente nell’impossibilità che questa terra avesse partorito qualcuno che anche lontanamente si avvicinasse a un santo, un beato, o a uno che una volta ha dato un passaggio a un papa che si era perso, si è virati su una Maronna non ben identificata.

Sia ben inteso la Maronna quella ufficiale è una, quella del presepe per intenderci, ma è un dato di  fatto che invece esistono un numero indefinito di Maronne, tutte diverse tra loro, e ciò mi ha sempre religiosamente parlando turbato.

Le ipotesi che mi sono fatto sono due: o lo Spirito Santo era un gran puttaniere, una specie di Franco Califano dell’anno zero, oppure effettivamente per ingravidare una donna senza l’ausilio di pistolino e spermatozoo bisogna fare un po’ di pratica.

Quindi secondo me lo Spirito Santo, prima di andare a Betlemme e sparare a salve, ha pensato bene di fare qualche altro tentativo tipo a Pompei, a Montevergine, Pugliano ecc… e ha lasciato tutta questa scia di Maronne che sono Maronne a pieno titolo in quanto qualche cosina con lo Spirito Santo, pure coppa coppa, ma l’hanno fatta. 

Ovviamente poi il popolo trovandosi tutte queste Maronne ha dovuto in qualche modo catalogarle per distinguerle tra di loro, creando così tutta una serie di categorie di Maronne, ad esempio; le Maronne distinte per origine geografica ovvero madonne igp: la Madonna di Pompei, La Madonna di Pugliano ecc oppure le Maronne divise per aspetto fisico: la Madonna bianca, la Madonna nera, la Madonna col doppio taglio ecc.. e così via.

Nella fattispecie ho cercato di indagare sulla Madonna autoctona ma alla domanda : ”che Maronn è?”, nel migliore dei casi, cioè quando ne uscivo fisicamente incolume, venivo comunque additato come una via di mezzo tra un blasfemo, un testimone di Geova e uno Juventino, uno su cui nemmeno De Andrè sarebbe stato capace di scrivere una canzone.

Solo quando ormai ero diventato il Giordano Bruno locale ho capito dove sbagliavo; essendo questa la provincia partenopea più sperduta, in pratica per capirci un posto dove è nata prima la discarica e poi il paese ci è cresciuto intorno (sia letteralmente che metaforicamente parlando)  ovviamente l’idioma locale è leggermente diverso dal napoletano, quindi il mio era un mero errore grammaticale, la domanda da fare non era “ Che Maronn è?” ma invece “Che Maronn gl’è?” dove la GL non è un semplice rafforzativo come pensavo ma “Articolo identificativo”.

Finalmente così ho identificato la Madonna Locale e cioè La Madonna della Neve. Categoria agenti Atmosferici.

Secondo me sono andati per esclusione, erano finite le Madonne e si sono dovuti accontentare.

Ovviamente il fatto che qui non nevica dal 79 d.c., e che comunque anche allora si trattava delle ceneri del Vesuvio in eruzione, e che la statua della Madonna della Neve fu trovata in fondo al mare dai pescatori e che inoltre (io l’ho vista) la suddetta madonna ha tratti tipicamente mediterranei, par nu poc na vaiassa per intenderci, non ha scoraggiato gli indigeni locali ormai decisi per la denominazione della Madonna, forse anche perché la Madonna del Mare era già stata presa e di cominciare tutta un'altra serie di madonne accoppiandole alle specie ittiche non se la sono sentita.

Certo è che in un paese dove esistono ancora i drogati quelli veri, quelli che si fanno le siringhe di cocaina (Op.cit.) e dove se casualmente parcheggiando intoppi uno spigolo di muro con il parafanghi potresti scoprire una centrale del narcotraffico, intitolare una Madonna alla “Neve” è quantomeno ironico. 
Quando l’ho fatta notare al bar locale questa cosa ci siamo fatti un sacco di risate, anche dopo con il dottore e l’infermiere in ambulanza, che risate!

Fatto sta che il paese viene magnificamente addobbato a festa con le cosiddette “Allummate” (luminarie) una serie di lampadine colorate a forma dell’oggetto più kitsch che vi viene in mente, e in pratica il viale principale viene diviso in due sponde contrapposte: 


  1. marciapiede di destra: tutta una fila indiana di furgoncini, le cui luci al neon sono visibili dal satellite, ognuno di essi dotato di rumorosissimo gruppo elettrogeno che va a  uranio impoverito e olio di colza che vendono tutti le stesse identiche cose: 
    • Torrone verde: non è a pistacchio, in origine era normalissimo torrone bianco, solo che si è fatto tutte le feste di paese da Caianiello a Vallo della Lucania dal 1987 ad oggi.
    • Caramelle al petrolio: ottenute dagli scarti del gruppo elettrogeno.
    • Liquirizie: che non sanno di liquirizia, in tutte le forme possibili, e se non c’è la forma che vuoi, l’ambulante te le fa a volo volo tipo barboncino coi palloncini.
    • Mescmellos: cosi ci è scritto, che si squagliano in bocca però poi annozzano, unico cibo al mondo.
    • Giocattoli demodè: Paparelle, pinocchi, ruote che tu le spingi e a loro girano le palle, un po’ come i mariti al centro commerciale, il mio nipote di 8 anni (playstation, xbox, iphone ecc.) quando li ha visti pensava fossero addobbi ornamentali.
    • Mennole atterrate: letteralmente mandorle dissotterrate, Mandorle che dopo aver passato qualche ora in una betoniera assumono l’aspetto di una ferita in cancrena, gustose.
    • E per finire fragoloni, ciucciotti ecc qualsiasi cosa semicommestibile su cui GiGione potrebbe scrivere una canzone piena di doppi sensi scabrosi.



  1. marciapiede di sinistra: un’altra fila indiana di vucumprà venuti da tutte le parti del mondo, tanto da dare l’impressione che pur non essendo cristiani sono gli unici veri pellegrini devoti alla Madonna della Neve. Anche questi vendono tutti la stessa cosa e cioè: Pulcini pii, occhiali, borse, e qualsiasi cosa si possa contraffare, quest’anno inoltre si portava assai un anello di plastica di circa 5 cm di diametro che, a detta del bengalese confinante, servirebbe a infilare il fino di cotone nella cruna dell’ago anche se sei Steve Wonder. Ovviamente il bengalese ha omesso che però per usarlo bisogna avere la manualità di David Copperfield, ovviamente non essendo riuscito nell’impresa ho deciso di utilizzarlo come stimolatore sessuale femminile, e cioè me lo sono infilato sul cosino anche perché sempre il bengalese ha detto:”con questo tu prende subito buco” e visto che è un problema che mi affligge da anni perché non provare?





Il paese magicamente si blocca; zone ztl non ben identificate, parcheggiatori abusivi anche sui pianerottoli, generazioni e generazioni di cuozzamma varia che forse si incotrano qui dopo anni tipo a “C’è posta per te”, migliaia di pellegrini devoti penso più alla Mennela atterrata che alla Madonna della Neve, e io mi devo fare un ora di traffico in più per venire a lavoro, parcheggiare dopo tempo indefinito al comune limitrofo, farmi km a piedi tra dolciumi vari che ovviamente non posso mangiare (ufficialmente perché sto a dieta ma in realtà perchè non posso economicamente permettermeli) e arrivare a lavoro bestemmiando … però almeno adesso so a quale Madonna  rivolgermi.