mercoledì 11 aprile 2018

Fate liberamente Schifo

Viviamo l’era dell’Ultracapitalismo. Molti dicono che la crisi economica è sintomo della fine del capitalismo. Che torneremo a zappare la terra e a crescere il puorco. Io non ci credo anche se ci spero. Anche perché crescermi il puorco è uno dei sogni della mia vita. 
Forse però il capitalismo in agonia si sta sparando le ultime cartucce. Gli ultimi colpi di coda. Come quando i nazisti capirono che avevano perso la guerra e accuminciarono a ritirarsi appicciando tuttcos a schiovere. Così il capitalismo si sta impadronendo di tutto prima di morire; i rapporti sociali, la pietà, l’umanità, addirittura i sentimenti. 
Tutti applichiamo, forse inconsapevolmente, le regole del capitalismo anche ai nostri affetti; comprare e vendere. Tutto è marketing. Ci scetiamo alla matina e ogni azione è volta a vendere o a comprare, qualcosa o qualcuno, spesso noi stessi. Pure sto cazzo di Facebook alla fine non è altro che un enorme vetrina dove mettiamo in vendita noi stessi. 
E la prima regola del marketing è mentire. Fare a vedere che quello che stiamo vendendo è meglio di quello che è in realtà. Come nelle televendite per i chiattuni che vogliono dimagrire con la fascia di bitume azzeccata sulla panciera. Si vede che è una strunzata, tutti lo sanno, è palese. Però intanto i chiattuni se lo accattano lo stesso, in realtà si accattano la speranza di dimagrire senza fare le poze della fame. 
Così nei rapporti umani, nelle amicizie, in amore, in famiglia, tutto deve sembrare meglio di quello che è in realtà, si deve fare fesso chi ci accatta, e tutti ci accatteranno lo stesso. Perchè forse accattano la speranza e l’autoconvinzione che chi ci vuole bene è meglio di quello che sembra. 
Trattiamo gli altri come se li dovessimo fare sempre fessi oppure come se stessimo valutando come ci conviene amare quella persona, come se stessimo trattando sul prezzo, come se volessimo capire cosa ci guadagniamo o se ci conviene. 
Io perciò ho deciso di fare schifo. Ed è lo stesso che invito a fare a tutti voi. Fate liberamente Schifo. Non cercate di sembrare meglio di quello che siete. E’ un atto di resistenza. Una forma di lotta. Regalatevi. Svendetevi. Alla fine quando uno pare che non vale niente, vuol dire che non ha prezzo.

venerdì 6 aprile 2018

i due Zii

Ogni tanto a lavoro mi vengono a trovare due miei zii; Zio Pasquale e Zio Aniello. Zio Pasquale è mbriacone, Zio Aniello è sul scem. Entrambi sono gnuranti crapi besti e pensionati senza un cazzo da fare dalla matina alla sera e hanno deciso che io sono il loro “cantiere” preferito, anche perché effettivamente guardandomi bene mi ho fatto come la sfravecatura. 
Zio Pasquale feta di festa dell’unità e sta sempre fatto a vino, è sicco sicco ma nun more, e da giovane faceva lo scalpellino. A suo dire il corso da SanGiovanniaTeduccio fino a TorreAnnunziata è stato scolpito medesimamente da lui medesimo vasolo dopo vasolo. 
Zio Aniello è sempre stato sciemo, incline allo nciucio e alla chiachiellità, la sua carriera lavorativa si divide tra Cuoco sulle navi da crociera e Truffatore della cassa marittima. 
Entrambi mi vengono a cacare il cazzo perchè sono affascinati da questo nuovo ritrovato della tecnologia moderna di cui io sono il custode universale: L’internet. 
Zio Pasquale mi chiede delucidazioni riguardo alle sue numerose patologie mediche ma essendo crapo non sape manco lui di cosa è affetto. 
“Guagliò o’ zì, mi vir nu poco loc ncopp (loc ncopp sta per Google) i trigliceridi nelle urine?!” 
“O zì, guarda che non ci esistono i trigliceridi nelle urine!” 
“Come no? Quello il dottore me li ha trovati un poco alti, non me li vuoi vedere?” 
“O’ zi, io te li vedo pure ma non ci esistono, perdimm tiemp!” 
“Vabbè ho capito, tieni che fare, allò me li vedi la prossima volta!” 
Io per educazione non ci rispondo male ma in capa a me penso che il massimo che ci possono trovare nelle urine è l’Aglianico. 
Zio Aniello invece dopo lustri passati a chiavarsi qualsiasi pertuso gli capitasse a tiro sulle navi da crociera, dalle vecchie cuperte ai sottoufficiali, dalle turiste nzevate agli oblò, dai cannelloni Crudi alle senchie delle riggiole etc..etc.. alla vicchiaia si è convertito al bizzuochesimo e in prossimità di qualunque ricorrenza religiosa mi chiede di stampargli in formato a4 le “fotografie” dei santi. “Guagliò o’ zì, mi fai nu bel SanVicienzo che poi io ci accatto la cornice dal cinese e me lo appengo a casa!” Praticamente la casa di Zio Aniello deve essere una specie di Santuario della Maronna di Pumpei oppure, più probabilmente, lo zio tiene un contrabbando di santini nella sacrestia tra i bizzuochi e si fa pavare i santi che ci stampo a 5 euri cadauno. 
Comunque quando mi vengono trovare io chiamo al bar e ci faccio portare il cafè; Zio Aniello lo vuole corretto e così Zio Pasquale può fare la battuta ormai trentennale “A me solo il corretto”, tengo il sospetto che si mettono d’accordo prima. 
Il loro argomento preferito quando mi vengo a trovare sono i muorti accisi.
In pratica i zii sono una specie di wikipedia degli omicidi di Camorra avvenuti nel vesuviano dal 1968 ad oggi, potessero andare a Scommettiamo che e Saviano se li pigliasse a faticare mò mò. Però data la non più giovane età non si ricordano più bene tutti questi bei fattarielli simpatici. E allora battibeccano tra di loro riferendosi a personaggi dai nomi assurdi e a luoghi geografici toponomasticamente risalenti forse al medioevo: 
“Aniè t’arricuord quand acciretteno a Totonno e’ Ciabbecogna abbascio alla Ruana!”
“Pascà tu stai Mbriaco, Quello a Totonno e’ Ciabbecogna lo hanna acciso ncopp o’ Maciello! Quello che dici tu era Nicola e’ Cantammuorto!”
“Ma quann mai!! Nicola e’ Cantammuorto lo hanno acciso for o’ Lagno! Mi arricordo perché due mesi primma accirettero a Gerozzo Capaianca semp la!”
“Ma tu si scem pop! Gerozzo Capaianca l’hanno accisso For o’ Ponte! Ci stevo pur’io!”
“None! Quello era Peppe e’ Susamiello! Gerozzo Capaianca l’hanno acciso ncopp o’Munastero!”
“Se vabbuò! Quello era Peppe O’ Scartellato! Quello che dici tu era Tonino O’ Scarpariello!”
“Te fatt viecchio! Tonino O’ Scarpariello quello è ancora vivo!”
“Ah già, però è vivo For o’ Pont!”
“E no, è vivo abbascio A’Ghiacciera!”
Etc.. Etc.. 
E mi deliziano con dovizia di particolari, dai moventi al modus operandi che mi mettono un’ansia ncuollo saggerata che alla sera quando mi arritiro a csa vedo killer appostati pettuttpart e se mi segue un motorino mi paro PinoMauro dentro alla 128. 
Mo sono indeciso su cosa fare:
1. Emigro.
2. Chiamo a Assad e vedo se fa una menata di Sarin pure qua. 
3. Piglio i zii e li caccio a cavaci in culo.

martedì 20 febbraio 2018

Piazza Matteotti

Piazza Matteotti è l’unica piazza del paese non adibita a parcheggio abusivo, tempo fa era invasa dalla munnezza, non tanto tempo fa a dire il vero, poi il Comune ha risolto il problema mettendo dei paletti che impediscono ai trerruote carichi di sfravecatura di passare e scaricare, resistere però un cumulo di indifferenziato che ogni tanto viene appicciato in un angolo, poco prima di una piccola rientranza tra i palazzi usata come urinatoio pubblico, vorrei dire dai barboni o dai tossici ma in realtà un po’ da tutti.
Sullo sfondo la “Scuola Elementare Statale IV Circolo Plesso G. Matteotti” abbandonata da anni e a rischio crollo adornata con un murales artistico fatto durante una manifestazione contro il degrado urbano da un’associazione di figli di papà cummunisti che da un effetto inquietante quasi da scenario post-atomico all’armonioso degrado che invece regnava in questa piazza. Il portone in ferro della scuola è stato arrubato tempo fa è sostituito dal solerte Comune con dei pannelli in alluminio, la porta perfetta per una partitella di pallone, anche grazie al rumore assordante che ne scaturisce ogni volta che il SuperSantos la colpisce forte, aumentando così la soddisfazione del gol.  Oggi Piazza Matteotti è troppo piccola come campetto di calcetto per tutti i bambini che non sono andati a scuola, quindi come da tradizione si organizza un torneo, le regole dettate dal “Tocco” dicono che chi vince tra le due squadre in campo sfiderà in finale la squadra che è rimasta fuori a guardare. Tutta questa organizzazione rende il tutto quasi professionale e incute un autodisciplina ai pargoli inaspettata che inispiegabilmente li tieni lì a guardare i compagni che giocano in campo seduti sul muretto composti e ammutoliti.
L’evento speciale è sentito da tutti quindi come le grandi occasioni prevedono si procede alla messa al norma del campo spostando tutti i rifiuti sul cumulo appicciato nell’angolo anche se la presenza di una cacata di cane pregiudica per un attimo la regolarità del campo e accende un dibattito risolto dal più grande dei bambini che aiza la merda con un cartone e la azzecca a a capa sotta sul cumulo di munnezza, mettendola quindi in sicurezza.

La semifinale prosegue con slanci di entusiasmo agonistico immischiati a esercizi linguistici di una scurrilità ammirevole data la giovine età degli sportivi. Un rumore di metallo che si chiea all’itrasatto però richiama la mia attenzione, stamane ho parcheggiato incautamente tra i paletti della piazza, che ovviamente sono l’altra porta del campetto, e grazie a un gol da fuori area il centravanti mi ha stampato la scritta del SuperSantos nella portiera. Esito per un attimo, non vorrei rovinare l’evento sportivo così ben organizzato ma poi riflettendo giungo alla conclusione che un “MallanemaechitèBivv!” in questa situazione di perfetto degrado poetico ci starebbe proprio bene, lo lancio con dei tempi e una postura vocale ineccepibile, quasi teatrale, mi piglio un cuofeno di maleparole, volto le spalle e sorrido, sono felice di aver partecipato anche io.  

venerdì 12 gennaio 2018

Le Femmine sul Facebook

C'è una cosa che non ho mai capito in sopra al Facebook e cioè le femmine che si commentano le foto tra di loro; accade soevemente che una vecchia cuperta o anche una preta di tufo posta una sua foto cututtcosafor e puntualmente le sue amiche o presunte tali iniziano a commentare facendo iniziare un salamallicco tipo: "sei bellissima!" "Grazie tesoro" "sei stupenda!" "Grazie amore" "sei troppa spaccimma bella!" "Grazie cara come sei dorce" ecc.. che se lo facessimo tra noi maschi accominciassero a chiovere Ricchiioooooò che manco se il gay pride passasse per il quartiere carceri a Torre Annunziata. Mo ho cercato di dare delle spiegazioni a tale fenomenologia non riuscendo però a giungere ad una conclusione perciò chiedo il vostro aiuto. Le ipotesi più probabili sono:
1- siete diabolicamente sarcastiche; in capa a voi pensate "ma tu vir a sta ciardona che ten a cellulite pur adret e recchie si mette le foto co lardume da fuori!".. commento: "quanto sei bellISSIMA! cuoro"
2- contraccambiate; quella la ciardona magari ha commentato positivamente una vostra foto che voi pure siete uno scuonceco anatomico e allora per gentilezza lo fate pure voi pensando che magari se qualche rattuso malato legge una quantità spropositata di complimenti poi si convince che quel cesso a viento veramente è bella.
3- è una consuetudine; è una di quelle cose che fate voi femmine a schiovere come andare al cesso due alla volta, sperdervi dentro da Kiko, ordinare la pizza che costa di più, organizzare le cene durante la partita, cacare il cazzo genericamente ecc..
Premesso ciò mi chiedo: come fanno le lesbiche a fare le acchiappanze sopra al Facebook?? Cioè nessuna le prende sul serio. Se a una lesbica piace una sul facebook ne esce una cosa tipo:
"Uanema a Sora sei propo il stucco per il legno!"
"Grazie tesoro..cuoricino"
"No aspè non hai capito.. si popa bona!"
"Grazie cara.. sei troppo gentile"
"No qua gentile! Io te facesse popò uscire il sangue dal naso!"
"Grazie amora. . Sei proprio dolce!"
"Non hai capito.. te chiavass!"
"Cuoricino cuoricino cuoricino"
E così via all'infinito.. povere lesbiche.. perché nessuno pensa alle lesbiche??!!

mercoledì 15 novembre 2017

Ode al Barbiè

Ode al Barbiè

L’ommo fa troppo assai na vita e merd
I diebbiti, a fatica.. soprattutto a gnora
Na vota l’aggio pruvat pure a sperd
Ma torna, par o’ cane. Sent addora.
Allora per trovare un po arricciato
L’ommo na vota o’ mese si rilassa
Specie quando si sente un po abbacchiato
Va dal barbiè prima c’a uallera si scassa.
Trase e già nell’aere sente il denimmo
Na addore e brillantina lo pervade
Si ammeschia dolcemente con il fummo
E corpo muorto su poltrona cade
Il giovine del barbiè ha mano fine
Ti fa lo shampoo con maestria divina
Per un momento a un gay ti senti affine
Non fosse che feta il ciato di creolina
Ti assetti e tutti i guai ti schuordi
il tuo bel scalpo il giovine massaggia
Poi al solito con il Barbiè ti accordi
e la tua mente in paradiso viaggia
Basetta longa, Meastro mi arraccomando
O’Napule, Juvemerda, la mbulletta..
Un armonia perfetta si va creando
Anche se c’hai una palla sulla scuzzetta
Al fine del lavor poi ti guarda la capa
Comme ca fosse una vera opera d’arte
Col talco ti benedice come o’ papa
e già ti senti messo un po in disparte
un po’ di pucundria ti piglia dentro
per ringraziare chiammi due cafè
mazzetta lasci al giovine contento
perché sul isso te tratta comm’o re.
Barbiè, forse non te l’ho mai detto
Per la paura d’apparir un po fecato
Ma io per te provo un sincero affetto

Sei l’unico che non mi ha abbandonato. 

martedì 19 settembre 2017

L'agguato di San Gennaro

Ennesima tragedia finita nel Sangue a Napoli, dove stamane in occasione di una festa religiosa a Napoli nel Duomo di Napoli, un noto boss appartenete al clan dei Bizzuochi di Napoli (dalle indagini dei procuratori clan attivo anche nella Capitale, oltre che a Napoli), Crescienzio Sepio (nome di fantasia) detto O’Cardinale ha ucciso a colpi di “Avemaria e Padrenostri” (che nella parlesia cammorristica stanno ad indicare kalasmikov e lupare) il capo reggente della malavita locale di Napoli Gennarino Del Santo (nome di fantasia) detto Faccia Gialla. Dalle prime testimonanze emerge uno scenario inquietante di un Duomo di Napoli insanguinato, mentre una folla di anziane donne di Napoli, probabilmente affiliate a uno dei clan, urlavano per coprire la fuga all’assassino invocando santi e maronne come da tradizione cammorristica di Napoli. Alcuni hanno visto l’assassino fuggire su un motorino rubato a Napoli, senza casco, guidato da altre quattro persone già note alle forze dell’ordine di Napoli.
Roberto Saviano su Repubblica ha spiegato che in realtà tali fenomeni criminali fanno parte della cultura di Napoli addirittura fin dal 1300 d.c. (quando un fatto simile fu documentato per la prima volta) e che in realtà le vecchie omertose nel Duomo di Napoli non sono altro che cinesi travestiti che dopo la Camorra utilizzerà come PittBull nei combattimenti clandestini tra cani (per approfondimenti “Gomorra 5: La Serie” prossimamente su SkyTelenovelas).
Il Sindaco di Napoli DeMagistris si è detto dispiaciuto che per colpa di questi cattolici praticanti la nostro amata Città di Napoli debba essere ricordata solo per la cronaca nera e ha condannato duramente l’accaduto annunciando:
  1. la ZTL nei giorni Dispari sopra i binari della Stazione Centrale, da oggi “Stazione Liberata”, dove finalmente i Napoletani di Napoli potranno tornare a godersi la passeggiata storica fino al deposito di Gianturco.
  2. il Ritorno alla funzionalità della Funicolare Senza Corrente, intitolata a Eduardo Scarpetta. A detta del NewYorkTimes la Funicolare senza corrente più bella d’Europa.
  3. La Sfogliatella Riccia Gigante sul Lungomare in tubbi innocenti, che sarà finanziata esclusivamente da privati e al cui interno saranno presenti: Una Pizzeria, una spa, una statua di Pulcinella di 6 metri in pietra lavica, il Museo del piede sinistro di Maradona, un Presepio vivente in scala 1:1, un parcheggio Brin, un eliporto e la riproduzione fedele della sala Reale della Sonrisa.
  4. la fondazione di uno Sportello dove i cittadini posso denunciare tutti quelli che sparlano di loro; le cainate, le suocere, la signora Gargiulo del terzo piano che quella non si fa mai i fatti suoi, i colleghi di lavoro, gli amici, i conoscenti, etc..etc.. accussì per sfogare una parola con qualcuno che la gente fa schifo popio.
Nel frattempo il Questore di Napoli ha aperto un indagine contro ignoti, La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo contro ignoti, l’assessore alla legalità ha esposto una denuncia contro ignoti. Giggino Ignoti, 46 anni, invalido civile, raggiunto dalle nostre telecamere in esclusiva su Fanpegg, ha minacciato di querelare a tuttquant.
Intanto un sedicente professore di Napoli, dell’università Federico secondo, precario, con precedenti di molestie sessuali assolutamente inventati da me in questo momento, ha dichiarato che in realtà non si tratta di un agguato di Camorra ma del cosiddetto “Miracolo di SanGennaro” scagionando così (con la fantasia tipica dei Napoletani di Napoli) ancora una volta i malavitosi di Napoli sotto il peso dell’omertà.

Siamo andati a intervistare un Salumiere che tiene la Salumeria fuori al Duomo per una dichiarazione ma ci ha scambiato per la Guardi di Finanza e ci ha presi con la mazza. Allora abbiamo intervistato un turista di Bergamo Alta che passava la fuori per scambio che ha dichiarato “Napoli è Bella ma non ci vivrei”.  

sabato 16 settembre 2017

Tratto da "Lo Sfunno for Dummies" Capitolo 3: "Il Raù domenicale", Cani&Puorci Editore.

  1. Attendere che la padrona di casa si assenti richiamata dal rumore della lavatrice dovuto alla Petra di tufo che avete inserito preventivamente.
2. Stracciare a mano il culuscio di pane cafone cotto a fascine preferibilmente proveniente da SanBastianoalVesuvio.
3. Alzare il cuperchio del raù ad un angolazione di 45gradi in modo da evitare che lo schizzio da pappuliamiento lasci tracce visibili sulle piastrelle.
4. Tenendo il culuscio tra l'indice e pollice immergerlo completamente come un novello Achille nel raù lasciandolo immerso al massimo per 3 secondi per evitare di lasciare tracce di mulliche nel raù.
5. Con una mano a cuppettiello per evitare di far sgocciolare il raù per terra avvicinarsi velocemente al lavello.
6. Col culo appuzzato e la capa nel lavello addentare velocemente il culuscio prima che si raffreddi (probabile l'annuzzamento, quindi procurarsi preventivamente un brick di tavernello).
7. I più esperti possono anche azzardare l'abbinamento con una fella di provola oppure una meza tracchiulella.
8. Pulirsi la barba con le mani e allontanarsi furtivamente, come se stesse tornando dal bagno o dal balcone.
9. Se per caso incrociate la padrona di casa nel corridoio simulare appetito con commenti tipo :" ma quann ven ch'ella cessa e soret! Ce sta facenn fa o'candalesimo!".
10. Ripetere l'operazione per l'intera mattinata fino al completamento dello sfunno.