ATTENZIONE: POST LUNGHISSIMO E PIENO DI MALEPAROLE DASI CHE
L’ARGOMENTO TRATTATO E’ DI SERIOSITA’ IMPONENTE:
O’ CASATIELLO.
Molti di voi mi hanno chiesto la ricetta del Casatiello.
Accussì.
Come ca niente fosse.
Senza rendersi conto che scrivere una ricetta del genere sul
facebook avrebbe fatto implodere l’internet per la massa di cacamienti di cazzo
che avrebbe attirato manco che il casatiello fosse il buco nero supermassiccio
dei sciemi.
Quindi, premessa:
O’ Casatiello ognuno lo fa come spaccimmo vuole, come tutte
le ricette casalinghe della tradizione ogni casa ci ha la sua e nessuna è
sbagliata. Cercare di codificare universalmente la ricetta del casatiello è
come dover decidere chi ha ragione sul Pataterno tra ebbrei, cristiani e
mussulmani. Io vi conto come lo faccio io anticipando i commenti sciemi e le
tarantelle indi per cui vi vado a illustrare:
LA RICETTA DEL CASATIELLO DI CASA MIA CON APPICCICHI
INCLUSI.
(i commenti e gli appiccichi dei sciemi saranno illustrati
in maiuscolo)
Per il mpasto:
1lt di acqua, 1,5kg di farina,1lievito di birra, 40 grammi di sale.
Sto ancora scrivendo il post è il primo sciemo già sta
commentando: IN UNA PIZZERIA CON 1 LIEVITO DI BIRRA CI FANNO 500 PIZZE!
... e cacchec o cazz…
I scienziati della lievitazione so assai, i vidii di
youtubbe hanno fatto danni che manco la LegaNord, e mo sient a cainateta che
mentre fa la pizza chiena parla di idratazione, lievito madre, criscito,
fermentazione, che fino a ieri nun sapeva fa manco nu panzarott senza farlo
arapire.
Tempi di lievitazione di 24 ore, 48 ore, 72 ore, gente che
impasta il casatiello alla befana, gente che rinnova il criscito di pappagone,
gente che va a impastare direttamente sul cippo a forcella, la nonna che mentre
aspetta il casatiello che cresce si chiede se riuscirà a mangiarlo e lascia comunque
scritto sul testamento che la sua fella andrà ai nepoti etc.. etc..
QUELLO IL LIEVITO DEVE ESSERE POCO PERCHE’ E’ PESANTE, SI
GONFIA NELLA PANCIA.
…mallanemaechitemmuort.. nzogna, salame, pruvulone, ova,
pancetta.. o prublem foss o’ lievito?!
Quindi non esagerate come si faceva prima tipo 1 lievito
ogni mezzo chilo di farina ma manco abbuffateci la palla che comunque diciamo
in giornata uno il Casatiello se lo volesse mangiare senza aspettare che scade
l’uovo di pasqua.
Per l’acqua e la farina le dosi sono indicative, se la nonna
mi vedesse pesare l’acqua si facesse le croci con le mane storte, le quantità
dipendono da troppi fattori: l’umidità nell’aree, la temperatura esterna,
quella interna, quella corporea, se tieni i panni umidi stesi fuori al balcone,
se il cano del vicino vi ha pisciato sul pianerottolo, se tieni il ciclo, se
hai cambiato l’uoglio alla macchina etc.. etc.. quindi dovete fare un poco a capa
vostra. Insomma atà mpastà. Fino a quando la farina è ben incorporata e
l’impasto non è troppo azzeccoso. Na ventina di minuti.
Io sciolgo il lievito nell’acqua a temperatura ambiente,
qualcuno ci mette un poco di zucchero perché I LIEVITI SI MANGIANO GLI ZUCCHERI
E AIUTA LA LIEVITAZIONE, anche se fosse, per una questione di ommità, il
zucchero nel casatiello io comunque non ce lo metto manco se viene cristo in
croce con la busta Eridiana in mano e lo zucchero che scorre dai pertugi.
Poi ci mettete la farina; in una ciotola o con la classica
fontana, nzomm come cazz vulit vuje. Il Sale io lo metto quasi all’ultimo. Qualcuno
ci mette l’olio PERCHE’ DEVE CUOCERE TANTO TEMPO E L’IMPASTO DEVE ESSERE BEN
IDRATATO, io lo ritengo inutile perché tanto lo doveste squacchiare di nzogna.
A sto punto mettete il mbasto in una zupparella,
arravogliatela dentro a un mesalo, e mettela in un angolo di muro; Sopra a una
seggia, sopra al sicriterio, in coppa alla machina per cosere, basta che sta
coperto e lontano dai spifferi. Fate conto che è un criaturo di pochi giorni con
la brunchita. E scurdatavill per un paio di ore.
Quando l’impasto è raddoppiato lo arrevacate sul tavolo
infarinato e cominciate a stenderlo, meglio a mano, ma se non ne tenete in
cuorpo va bene pure il matterello. NO SI STENDE CON IL MATTARELLO CHE SI INIBISCE
LA LIEVITAZIONE … bello, non disprezzando a voi ma a me con il matterello in
mano la lievitazione non si è mai inibita.
Fate una bella pettola rettangolare dello spessore di un
mezzo centrimento.
E poi viene la parte zuzzosa sporca rattosa.
La nzonga.
Se pesare acqua e farina è una chiachiellata, pesare la
nzogna è proprio una dichiarazione di bottanellospurtiellismo.
La nzogna è a sentimento.
Dovete riempirvi le mane di nzogna e massaggiare
sensualmente la pettola del mpasto fino a che non intostate. Le mani, la nzogna
e il casatiello devono addiventare una cosa sola. Non siate avari di nzogna,
sennò viene il casatiello tuosto, e capirete bene che in una situazione di
sensualismo spuorco come questa ritrovarsi qualcosa di tuosto tra le mani non è
una cosa omma. SI MA LA NZOGNA FA MALE ALLA SALUTE…
Intafessesoreta.. vi magnate le buste di patatine che se
leggi gli ingredienti nientimeno che le patane non ci stanno e po ve fa
impressione nu poco e nzogna!
A questo punto, quando lo strato di nzogna è ben
distribuito, dopo che vi siete fumati una sigaretta, ci rattate sopra pepe nero
e pecorino entrambi abbondanti che così si azzeccano ben bene sopra.
E poi passate alla mbuttunatura: 300 gr salame Napoli, 300
gr. Pancetta tesa, 250 provolone piccante, 250 provolone dolce, uova sode a
piacere (almeno 4 /5).
Appiccio sulla mbuttunatura:
Mortadella: NO
Prosciutto: NO
Emmental: NO
Cicoli: se po fa.
I Cicoli io li preferisco in purezza, con sale, pepe,
ricotta e un panino attuorno allimite una pizza fritta. Sulle lunghe cotture
non li preferisco perché mi perdono tanto, si ammollano e addiventano quasi
prosciutto cotto, se trovate i Cicoli secchi allò si, che mi mantengono di più
la croccantezza, ma sono quasi introvabili.
IO CI METTO SOLO IL SALAME DOC E LA PANCETTA IGP COSI’ VIENE
PIU’ MEGLIO. A questo punto più che chiachiello si pop strunz. Se il pataterno
ti ha dato l’agio di accattarti il salame da 50€ al kg, la pancetta del norcino
e il provolone del monaco e tu li mietti dentro a un casatiello, allora
fratello caro, si strunz. Informati. Ai tempi miei quando andavi dal
casantuoglio e chiedevi del salame, isso, che era casantuoglio ommo, ti
chiedeva se il salame era da mangiare a sulo o per cucinare, in tal caso ti
dava quello più economico. Che comunque era buono. Il Casatiello è (e deve
restare) un piatto povero, se mi inventate il Casatiello gurmè come avete
arruvinato la pizza pigl e valigie e me ne vado cuncè, me ne vaco ncopp a na
montagna, vado a fare il romito (cit).
Purtroppo di questi tempi se chiedi quello economico è cazzo
che ti danno il salame di topo e il capocollo di soya quindi optate per una
cosa media, che non sia Salumi Briatore ma manco quelli del discount
austroungarico.
Le Ove. Sulle ove l’appiccico si fa gruosso assai. Allivello
di neoborbonici pignataro assessore borrelli radiazza interrogazione
parlamentare. Ve lo riassumo un attimino:
Se metti le
uova sopra allora è Casatiello se le metti dentro allora è Tortano.
Se metti le
uova sopra e pure dentro allora si chiama casortano, se invece le metti dentro
e pure sopra allora si chiama tortatiello. Se per caso fai un un casatiello e
te lo mangi con le uova sode a parte allora si chiama tortano Pret a Porter. Se
invece fai un tortano e te lo mangi con le uova sode a parte allora si chiama
doppiotortano. Se invece ti mangi solo le uova sode senza casatiello o tortano
allora si chiamano uova sode.
In definitiva
la differenza tra tortano e casatiello è più o meno la stessa che passa tra
pucchiacca e fessa. Dove la pucchiacca è quella coi pili sopra mentre la fessa
è quella depilata. Ma fondamentalmente te stai magnann a stessa cosa. Quindi
(in entrambi i casi) il consiglio è nun ce scassà o cazz e menati con la capa
dentro. Quindi se ti piacciono le ove ce le mietti se non ti piacciono non ce
le mietti, senza paura che viene Ferdinando di Borbone in sogno e ti cazzea.
Dopo che avete
steso uniformemente la mbuttunatura sulla pettola si passa all’arravogliamento.
Il consiglio
ommo è di lavarsi le mani nella nzogna; in pratica prima di arrotolare prendete
la nzogna come ca fosse sapone e la spalmatela con cura su tutta l’epidermide
della mane come fanno i chirurgi prima di operare. E con le mani belle unte
cominciate ad arrotolare ripetendo l’unzione ad ogni piega. Se vi piace su ogni
piega ci potete anche fare un’altra rattata di pepe.
A questo punto
vi ritroverete uno strunzone di casatiello che deve diventare di forma
ciambellica, ungete il ruoto (se non sapete cos’è il ruoto mi chiedo che ci
fate ancora qui) con abbondante nzogna (savansadir) e riponeteci il casatiello
con delicatezza. Poi con la mane a karatekid ci fate 4 solchi copra dove
adagiate 4 ove crude. Se siete battezzati e vi siete confessati ci mettete le
crocette di mpasto sopra sinnò no, per rispetto, sennò Gesù si piglia collera e
non vi fa crescere il casatiello.
A questo punto
lo riponete dove lo avete riposto prima a crescere, sempre coperto, stando
attenti a non fargli prendere freddo, ma nemmeno a dargli a parlare, se non lo
guardate popio è pure meglio che il casatiello in questa fase è scurnuso e
delicato, se prima era un criaturo di pochi giorni adesso è un embrione al
congresso delle famiglie. E scurdatavill un paio d’ore.
Il consiglio
ommo è dopo due ore andare a controllarlo, senza farvene accorgere, vedete a
che punto sta, e poi dopo ogni mezz’ora ricontrollare, se sta crescendo ancora
lasciatelo stare, se non cresce più è arrivato il momento di infornarlo.
Prima di
infornare, per paura che il colesterolo possa venire meno nelle cusuture,
prendete dei piccoli riccioli di nzogna e come fosse un novello e rinsavito Mardizzi
e il casatiello fosse il tramonto con papaveri lasciate pennellate abbondanti
qua e là a rifinire la vostra opera d’arte.
Infornate a
forno preriscaldato a 180 gradi per un oretta. IO INFORNO CON IL FORNO STATICO
PERCHE’ I LIEVITATI CON IL FORNO VENTILATO NON VANNO BENE…
..ma accirt
oì.. c’ecciss… moccammamt…
Sfornate e
servite tiepido.
Colgo
l’occasione per ricordare a quelli che fanno il casatiello vegan senza puorco
che una chiavata senza femmina si chiama pescimmano.
Buona Pasqua.