lunedì 1 luglio 2024

Che cos'è Napoli?

Che cos’è Napoli? Di sicuro non è solo una città. Deve essere sicuramente qualcosa di astratto, altrimenti non si spiega perché scrittori, poeti, registi, autori… hanno sempre provato a definire in qualche modo Napoli ma nessuno ci è mai riuscito appieno. Come se la città, i monumenti, i musei, perfino la cultura venissero dopo, fossero conseguenza di un qualcosa che già c’era. Qualcosa di arcaico. Forse solo i greci hanno visto Napoli. Qualcuno ha detto che Napoli è un sentimento. Ci è andato vicino secondo me, anche se forse questa cosa è valida solo per i napoletani, mentre Napoli è qualcosa di percepibile a tutti, anche a chi ci viene solo in visita. Qualcun altro ha detto che Napoli è una sensazione. Ci è andato ancora più vicino secondo me. “Come stai oggi?” “Mi sento un poco Napoli”. Per me ha senso, ma è difficile che lo abbia per tutti. Nel libro Ciro cita i famosi barattoli con l’aria di Napoli. Buccaccielli vuoti venduti come souvenir. Li ricordo fin da piccolo i giornalisti alla tv che facevano i servizi su questi barattoli, portati ad esempio della genialità dei napoletani, dell’arte di arrangiarsi (termine che schifo), della napoletanità (termine che schifo ancora di più). Eppure secondo me sono la cosa che più si avvicina alla definizione di cos’è Napoli. L’aria di Napoli è la prima cosa che ti rimane impressa e che ti manca quando te ne vai. Per aria non intendo l’ambiente, il contesto, l’atmosfera. Parlo proprio dell’aria. Napoli ha la sua aria, un suo respiro, come se il vuoto sotto la città fossero polmoni che rilasciano qualcosa che non è semplicemente ossigeno. Ti entra dal naso e non riempie solo i polmoni ma tutto l’addome, il cuore, la testa e poi uscendo ti purifica. Ogni respiro è liberazione. E’ fuoco? Lava? Tufo? Mare? E chi la conosce la ricetta di quest’incantesimo... so solo che funziona. Ti lega e non ti lascia più. Pure se ci vieni solo come turista, te ne vai sapendo che dovrai ritornare perché ormai questo sortilegio ti ha colpito e ti manca o’ ciato. Quando sei lontano da Napoli non ti prende semplicemente la nostalgia di casa, magari della famiglia o degli amici, è qualcosa di diverso. “Vivere Fuori” così si dice, ed ha un senso molto più profondo della collocazione geografica. Hai una bella vita, il tuo lavoro, i tuoi amici, la tua casa e la tua bella città, dove magari funziona tutto meglio che a Napoli. Però al contempo hai la terribile sensazione che ti stai perdendo qualcosa, come se la vita, non strettamente la tua, ma la vita come “concetto” si trovasse da qualche altra parte. Le cose succedono a Napoli ed io me le sto perdendo. “Vivo Fuori” così si dice. Capita a tutti di provare questa terribile sensazione, anche a chi non è di Napoli, di stare sprecando il proprio tempo, che la vita sta passando e tu non la stai vivendo, di vivere senza sentirsi vivo. Se ti capita vieni a Napoli che ti passa. Sergio Bruni ha scritto “l'ammore è 'o ccuntrario d'a morte”, forse si potrebbe dire che Napoli è 'o ccuntrario d'a morte. Ci sareste andati vicino ma comunque non del tutto. Ciro Pellegrino ha scritto una lettera d’amore. Una lettera d’amore dove non c’è mai scritto “ti amo”, che poi sono quelle più belle. Ci vorrebbe un termine apposito per descrive l’impeto, la passione, l’angoscia, la frustrazione e la rabbia che un napoletano prova quando ti vuole descrivere la sua Napoli. In questo libro questa cosa ti annega e ti fa mancare il respiro. Ciro ti porta a Napoli con le parole, non solo per le vie, gli itinerari, le opere d’arte, le architetture… ti fa sentire lì con lui, ti fa sentire quel sentimento, quella sensazione, addirittura quell’aria e perfino 'o ccuntrario d'a morte. L’impeto, la passione, l’angoscia, la frustrazione e la rabbia di un innamorato che ti vuole descrivere la persona cha ama, non semplicemente descrivendola fisicamente o nel carattere, ma vuole che anche tu ti innamori di lei, perchè solo così lo potrai capire.

sabato 23 settembre 2023

SAITTELLO PROBBEMSOLVY SPA: L'IMMIGRAZIONE.

Finalmente sono stato assunto dallo Stato italiano come Probbemsolvy. Allora ho fondato la Saittella Probbemsolvy Spa. Spa non sta per società per azioni ma è popio una Spa, mi sono appoggiato alla partita Iva di un mio cuggino a Torre Annunziata che tiene un centro massaggi di cinese, happy ending, CAPISC A ME, FATTE E FATTE TUOJE! Nello specifico andrò a risolvere i problemi dell’Italia o a niente a niente dell’intero Universo, se avanza tempo e mi pavano gli straordinari. Il primo problema che ho risolto è l’immigrazione. Un problema che si porta sempre da decenni e che va su tutto un poco come la camicia celeste. Inizialmente ho avuto qualche resistenza da parte di un esponente del governo, non dico il nome per delicatezza, userò un nome di fantasia: Felpino Papete. Il quale aveva proposto come soluzione di chiudere i porti. Allora noi della Saittella Probbemsolvy Spa abbiamo fatto uno studio prendendo come esempio il problema della malasanità. Praticamente abbiamo chiuso gli ospedali ed effettivamente il problema della malasanità veniva risolto, perché le persone si sentivano male, correvano all’ospedale, trovano chiuso e morivano fuori. Che tecnicamente non è colpa della sanità. Però qualche buonista dell’opposizione ha detto che non si può fare perché non possiamo fare morire la gente così. In mare possono morire ma così no. Va a capì! Allora abbiamo fatto uno studio da dove abbiamo evinciuto che circa il 96% degli immigrati che vengono in Italia non vogliono rimanere in Italia, giustamente, che pure noi che siamo italiani non ci vogliamo rimanere, tu mietti che il migrato tiene a disposizione tutta l’Europa; Germania, Francia, Svezia, Svizzera..etc… e quello sceglie l’Italia, allo non si tratta di essere migrato si tratta popio di essere strunz. Allora abbiamo fatto un altro studio (forse non si è capito ma a noi ci pavano a studi) da dove abbiamo evinciuto che un migrato per arrivare in Europa paga al trafficante fino a 6000€! Uno schifo! Che va bene che sono aumentati i prezzi però mi pare che adesso ne state approfittando un poco troppo, ti lamienti tu migrato, io stamattina sono andato a comprare le mandarancie e il verdummaro mi ha chiesto 3€ al chilo! Ma dove andremo a finire signora mia! Allora noi della Saittella Probbemsolvy Spa abbiamo trovato una soluzione che accontenta a tutti quanti e nessuno ci può parlare dietro. Allora stammi a sentere migrato; Noi ti veniamo a prendere fino all’africa, dove vuoi tu, Libia, Marocco, Sharmesciek, addò stai stai. Ti veniamo a prendere noi con una bella nave da crociera (Prendiamo un bel appalto con qualche compagnia di crociere che il politico quanto sente appalto si arripiglia tutto quanto e si sta a tuttcose!). Stammi a sentere caro migrato! All inclusive, colazione, pranzo e cena a buffet, free bar (tanto quelli so mussulmani, non bevono alcol, bastano un paro di casciette di cocacola e aranciate sanpellegrino), animazione, baby dance etc… dall’Africa fino all’Italia, tutto compreso, a soli 3000€ a migrato!!! La metà di quanto si prende un trafficante caro il mio migrato! Però senza il rischio di morire in mare, viaggiando in tutta comodità, accussì ti rilassi un poco, ti fai una doccia, e vieni in Italia tutto sistimato. Qualche Pidiota dell’opposizione potrebbe obiettare che non è moralmente accettabile approfittare della disperazione del migrato per farsi pagare. Caro il mio Pidiota, tanto quello pava lo stesso! Non è meglio che pava a noi così sparambia e non rischia di morire?! Parli sempre a schiovere Pidiota! In primis noi della Saittella Probbemsolvy Spa abbiamo fatto uno studio dal quale abbiamo evinciuto che nel 2023 arriveranno in Italia almeno 200.000 migrati, ma a jettà popio. Moltiplicate per 3000€ e facetevi un poco il conto, robba che nel parlamento hanno intostato all’unanimità. Qualche amico razzista potrebbe obiettare che così non abbiamo risolto il problema della immigrazione perché tecnicamente il migrato comunque arriva in Italia. Caro il mio amico razzista, annanzo ai soldi i compagni tuoi sono cazzi pure di ammiscare ai migrati la vitiligine oppure scambiarli con la candeggina Aurora. Appaciati che ci esce qualcosa pure per te. Dicevamo caro il mio amico migrato; Io ti vengo a prendere fino all’Africa, all inclusive a 3000€ possiamo fare anche qualche pacchetto famiglia, tipo 2 adulti e 2 bambini a soli 10.000€ per farti sparambiare ancora di più. Ci tengo a precisare amico migrato che quando dico tutto compreso è veramente tutto compreso, non è che poi vieni in Italia e ti cerco i soldi per la tessera club, la tassa di soggiorno, la mazzetta per il giovane del bar.. no niente! Noi siamo persone corrette. Poi caro migrato ti facciamo attraccare a Torre Annunziata, che io a Torre Annunziata sto buono ammanigliato, mi posso muovere liberamente, CAPISC A ME, FATTE E FATTE TUOJE! Comunque è facile migrato, tu arrivi allo scoglio di Ruvignano e ti truovi alla foce del Sarno, te ne accorgi dalla puzza e dal colore dell’acqua che non diprezzando è più marrone di te! Appena vedi i Silos giri a destra e sei arrivato. Caro il mio migrato, cumfronne che tu mietti il piede sulla banchina del porto di Torre Annunziata io di rimpetto, stesso in coppa al puorto, ti faccio due uffici (Li facciamo costruire apposta, Caro il mio politico, facciamo un bel appalto! chiamiamo a RenzioPiano, facciamo una bella cosa tipo con il tetto a forma di onde, campata unica, qualche statua di artisti contemporanei a schiovere che non hanno voluto manco sulle rotonde… inzomma come facciamo sempre quando pigliamo un bel appalto e vogliamo fare lievitare i costi): - Il primo ufficio: UFFICIO ANAGRAFE, con dentro il Sindaco. Qui è sorto un piccolo problema, perché a Torre Annunziata non teniamo più il sindaco in quanto il Comune è stato sciolto per infiltrazione camorristica. Praticamente si è scoperto che i politici si volevano infiltrare nella Camorra, allora i cammorristi si sono ribellati, hanno detto “ma comm’è, noi stiamo qua da tanti anni, facciamo tutto noi, mo arrivano questi politici cacchi cacchi e vonno fare pure loro…etc..” ed effettivamente non è una cosa giusta. Allora i cammorristi hanno denunciato (poi dicono che sono omertosi) e hanno fatto indagare a tutta la giunta comunale. Allò mo non teniamo il sindaco, ma quello un sindaco quanto ci può venire a fare, caro amico politico, un 30.000€, massimo 35.000€, volendo esagerare… 20€ a voto… avanzano pure i soldi per la cena di fine campagna elettorale. Come Sindaco mettiamo a mio zio, non per nepotismo, anche se io sono il nepote, ma perché tiene una bella presenza; è un bel vicchiariello, snello, barba sempre fatta, il capello bianco fresco di parrucchiere, un bel doppiopetto e la fascia tricolore e viene popio bello. Vabbè non divaghiamo. Migrato ti stavo dicendo, appena che metti il piede in Italia subito all’ufficio anagrafe: Cittadinanza onoraria da parte del Sindaco (mio zio Carmine) e cartà d’identità valida per l’espatrio. - Secondo ufficio: AGENZIA VIAGGI, di mio cuggino, il figlio del sindaco, che quello è bravo co sti fatti last minute cos… e ti facciamo il biglietto del treno per dove vuoi tu in tutta l’Europa! Sempre compreso nei 3000€ caro migrato! Stammi a sentere; così comme che arrivi alla Germania oppure per esempio al confino con la Francia quando il guardio francese ti fermà: “Uè giovanotto! Dove andate? Qua non si può passare nella Francia! Iesc a parte e’ for! Iamm bell forza!” ( che quello il guardio francese la tiene questa arroganza scustumata) allò tu ti prendi pure la tua soddisfazione caro migrato che ci cacci la cartà d’identità italiana e ce la chiavi in faccia: “Tiè guardio! So italiano! che vuò!? Sono di Torre Annunziata (che così giustificate pure il fatto dell’accento strano), so venuto a fare la villeggiatura a Montecarlo! (così ti atteggi pure un poco a tipo buono), livete annanzo oì!”. Che solo per i paccheri che lievi da faccia me li dovesti dare 3000€ caro migrato! Così risolviamo il problema migrati, non muore nessuno a mare, ci abbuschiamo una cosa di soldi e ci esceno un cuofano di appalti, e andiamo in culo alla Francia che è sempre una soddisfazione. Nelle prossime puntate risolveremo il problema del debito pubblico e dei matrimoni gay. Distinti Saluti Ciro Saittello Direttore esecutivo a nero Saittella Probbemsolvy Spa

sabato 16 luglio 2022

Misteri Vesuviani

Benvenuti ad una nuova puntata di "Misteri Vesuviani". Dopo aver risposto ai più grandi enigmi che affliggono da secoli la popolazione autoctona come ad esempio "Perchè la Aulive bianche in realtà sono verdi?" oppure "La differenza tra il vascuotto e la fresella" e nell'ultima puntata "Il Biscotto di Castellammare, esiste davvero chi lo magia?". Finalmente siamo riusciti a sperdere a Roberto Giacobbo sulla tangenziale di Rennes-le-Château, mandiamo il contributo video... "Robbè, Robbè, ci sta un cavaliere templare dentro al bagno dell'autogrill! si è vestito da trans, curre curre!".. Adesso senza Giacobbo che ci affligge la uallera possiamo passare all'argomento di questa puntata, un mistero che affligge l'umanità da almeno 43 anni, e quando parlo di umanità intendo me stesso medesimo. Su un tratto dell'autostrada Napoli-Salerno più precisamente tra Torre del Greco e Torre Annunziata Nord ( zona conosciuta da tempo in tutto il mondo esoterico come "il triangolo della lengua steveza", non dimentichiamo che Torre Del Greco a dato i natali al più grande sensitivo del mondo, il venerabile Gennaro D'Auria) si trovano le rovine di queste strane costruzioni a forma di capocchia la cui funzione e origine sono avvolte dal mistero. Abbiamo interpellato i nostri esperti esoterici al riguardo; il Dott. Palluottolo, ex detenuto, monopolista della vendita abusiva al dettaglio di sigarette Regina Rosse e contestualmente percettore di reddito di cittadinanza, che da piccolo ha abbuscato da un munaciello, affiancato dal Dott. Ciaciello, ex detenuto, rivenditore abusivo di cazzimbocchi al limone e contestualmente percettore di reddito di cittadinanza, che dopo aver ingerito qualsiasi sostanza stupefacente esistente al mondo ha cominciato ad avere queste visioni mistiche che una volta vedeva la Maronna della Neve e la Maronna di Pumpei che si facevano lo strascino. I quali hanno sviluppato alcune teorie sull'origine di queste strane costruzioni rupestri, inizialmente su suggerimento del Palluottolo... "Ngerò vir ncopp o telefonain"... abbiamo cercato semplicemente attraverso google lens, i nostri tecnici informatici hanno fatto una foto allo schermo del compiters pecchè non sapevano come si caricavano le foto e hanno trovato alcuno corrispondenza da non escludere del tutto: 1. Le pacche di Elettra Lamborghini. 2. I truzzi di Alberobello 3. Le foto profilo di alcune Case Carute sul facebook di cui per buonacrianza non pubblichiamo i nomi. 4. Donatella Versace. 5. Alcune Costruzioni ideate da un famoso architetto svedese che non si fosse trovato a Torre del Greco manco se si fosse sperzo. A seguito di questa infruttuosa ricerca abbiamo cercato con l’aiuto dei nostri esperti di sviluppare alcune teorie, invitiamo il nostro pubblico ad aggiungere qualsiasi ipotesi: 1. Ormai è un dato accertato che gli esseri umani sono discendenti degli alieni, probabilmente trattasi di un arcaico insediamento di rettiliani, in particolare della famiglia dei cosiddetti Cuozzi, che sarebbero in pratica gli antenati dei Torresi, il che spiegherebbe anche la lingua locale incomprensibile. 2. Trattasi di Fondi Europei destinati alla riqualificazione del Parco Nazionale del Vesuvio con info point, museo della pummarola del piennolo, negozio souvenir, bagni fuori servizio etc.. che probabilmente gli assessori locali per fare aumentare i costi hanno optato per strutture a cupola. 3. Trattasi di bunker antiatomici costruiti da Raffaele Cutolo. 4. E’ un campo rom di Hobbit. 5. E’ stato un malinteso tra Masto fravecatore e Giovine di Cardarella… “Masto comme aggià fa sta cammisa e stucco?” …. “se vabbuò a capocchia!” 6. Sono monumenti in onore della zizzona di Battipaglia. 7. Trattasi di abuso edilizio creativo per confondere quelli del catasto. 8. E’ il set abbandonato del famoso film porno “Guerre Stellari – Le Capocchie dello Jedi” Con questi dubbi vi diamo appuntamento alle prossime puntate di “Misteri Vesuviani” dove ci occuperemo di: “I melloni che non superano la prova del fruttaiolo che fine fanno?” … “Jo Donatello è veramente il figlio di Gigione?” … “Rita De Crescenzo”… “La ricetta del russo per dentro alla zuppa di cozzeche”… “Bruscolotti era detto Palo e’ fierro per quello che penso io?” … Questi ed altri misteri da risolvere solo su “Misteri Vesuviani”… alla prossima puntata.

mercoledì 20 gennaio 2021

Nuje

Nuje che sapimm vulè bene sulo chiagnenno. Nuje che ce mettimm paura e c’arricurdà. Nuje che tutte e colpe do munno song e nostre. Nuje ca tutt o male do munno ce fa male. Nuja ca sapimm essere sulo dulore Nuje ca putessem essere sulo ammore. Nuje ca nun sapimm astregnere tropp forte Nuje ca vulimm bene sulo a luntano. Nuje che guardamm e figli e ce vene a chiagnere. Nuje che coccrun ce vo bene e nun sapimm mai pecchè. Nuje che tenimm semp paura. Nuje che niente ce fa paura overamente. Nuje ca c’arrennimm tutt e juorn. Nuje che tutt e juorn stamm semp ccà. Nuje c’aspettann semp che cagna coccosa. Nuje ca nun sapimm comm ammà fa. Nuje ca simm pe semp suli. Nuje salvamm o munno tutte e juorn.

mercoledì 30 settembre 2020

Quel dilemma mai risolto

stamattina al Bar il dibattito verteva sul dilemma morale mai risolto: "Per quanti danari ti faresti deflagrare l'ano?" Riportiamo qui di seguito il resecondo ufficiale: 1. Peppe (Il Barista) : 100.000 € Motivazione: "tant che me ne fott so 5 minuti però po t'accuncc pe tutt a vita” Traduzione: “Vale la pena sacrificarsi in quanto un rapporto omosessuale passivo completo ha comunque una durata relativamente irrisoria se paragonata all’aspettativa di una vita economicamente serena” 2. Salvatore (il vice Barista): 300.000€ Motivazione: "ua pè cu 100.000 € nun t'accatt manc na casa!..300.000..se po fà" Traduzione: “Sono in disaccordo con il mio esimio collega in quanto 100.000€ non mi sembra una cifra sufficiente per garantire una serenità finanziaria a lungo termine anche in rapporto al mercato immobiliare attuale” 3. Rafele Palluottolo (Noto alcolizzato locale): 50.000€ Motivazione: “M’accunciass nu fatt do mio, vuje sit tropp angiarus!” Traduzione: “Io mi accontenterei di una cifra molto più bassa, appena sufficiente a risolvere un mio problema momentaneo di liquidità, voi siete troppo pretenziosi a mio parere” 4. Emilio (Giovine del Bar): 250€ Motivazione: "si è chill ve dann a vuje?!.. rint' o' vico affianc ce sta uno ca cu 20€..... a me almeno 250€..." Traduzione: “State a mio avviso sopravvalutandovi in modo eccessivo. Da fonti certe posso affermare che il mercato del sesso omosessuale a pagamento è profondamente svalutato. Ed attualmente un rapporto passivo completo costerebbe una cifra irrisoria che si approssima allo zero. Per tali motivazioni io mi accontenterei anche solo di una sopravvalutazione, comunque eccessiva, del 1000%” 5. Viecchio Fravecatore in alta uniforme con gli abiti spuorchi di ngiumenta e stucco con la faccia appicciata dal sole e un fisico per la sua età invidiabile che leggeva il giornale locale sorseggiando il suo cappuccino e che fino a quel momento non aveva proferito parola ma dava tutta l'impressione di farsi i fatti suoi ignorando i nostri discorsi ipotetici con tono serioso e per nulla goliardico: "Emì.. 150€.. e vuò?..." Io: " Peppe il cornetto me lo incarti che me lo porto via.."

martedì 11 agosto 2020

Semp vene a Staggione

Alla staggione il paese si svacanta, manco dieci giorni fa due di loro si sono pigliati a mazzate per il posto della machina qua fuori e mo ce ne stanno na decina. Il sole abbatte sopra alle lamiere che coprono i balconi e panni stesi subito si asciuttano. Le sicchiate di acqua sporca che le vrenzole menano sui marciapiedi scomparono subito e la munezza feta più del solito. Ma se guardi bene ci stanno tutti, so sempre e’ stessi faccie, solo che si arriparano dal calore come le lacerte sotto alle teste delle piante. Le puteche sono tutte aperte ma i putecari stanno in ferie, scendono ad aprire con gli infradito e i cazuncielli perché stanno faticando però stanno in ferie, se entri nel negozio mi pare quasi che ci dai fastidio, perché stanno faticando però stanno in ferie, se ci chiedi qualcosa sembrano pensare “Ma tu che vai truvann?! Nun o’ vì che stong in ferie!” perché stanno faticando però stanno in ferie. E Capì? E c’hanno ragione. Le comitive di criaturi se ne sagliono dal mare con le guance rosse e spellate, i capelli ancora infusi e i pieri spuorchi di rena. O’ mare feta e nafta e la rena è nera ma questo teniamo. Tengono tutti la canottiera lasca e si cacano il cazzo a vicenda menandosi gli zaini e i palloni appresso, ma senza genio perché il mare li ha stracquati. Faccio il vico accussì almeno cammino al frisco. Fuori ai vasci i viecchi si arrocchiano con le seggie, le nonne tengono le veste a fiori e i nonni le canottiere bianche e addorano tutti di borotalco. Il giovane che fa il fierro viecchio alla staggione si avota a vendere le spogne e mentre lava la caurara e il trerrote con la pompa mi saluta sfastriuso. Un neonato schiatta a chiagnere da dentro a una finestra e qualcuno ci canta la nonnanonna. Tutto è più lento; i panni stesi sventolano più lenti, i portoni si chiudono più lentamente, le votate delle chiavi nelle maschature sembrano fare più fatica, perfino i motorini arrancano lenti sui vasoli. E Tutto è più silenzioso, che è la cosa più strana. Come se il silenzio si fosse sperzo ma si vede che non è di qua. Si sente solo ogni tanto il rumore delle caccavalle di qualcuno che sta lavando i piatti. In questo Silenzio straniero l’eco dello strascino dei miei zuoccoli mi fa pensare. E Penso. Penso che l’estate è solo una delle cose a cui chesta gente nun tene diritto. Eppure semp vene a staggione. Eppure io non lo so se per loro è na cosa bona. Eppure sembrano felici… …poi all'intrasatto da dentro a un vascio n’addore e mulignane ndurate e fritte.

martedì 3 marzo 2020

Un Amore in Quarantena

Come voi sapete ho tenuto a battesimo il celeberrimo artista neomelodico Lodovico. Dasi che comunque nella melodia bisogna essere sempre meinstrim e stare sempre sul piezzo anche se stare sul piezzo è scomodo, vi presento la nuova hit di Lodovico:

“Un Amore in Quarantena”

Nuje…
Nuje ce simm annammurati sopra i banchi di scuoooolaaaaa
Poi…
Dopo un mese a parlare con tuo padre pe ce fidanzaaaaaaà
Lui…
Non voleva questo amore perché je so dicoccupaaaaaatoooo
Ma io…
Tengo a nu zio do mio a Codogno che me fa faticaaaaaaaaà 
(scaricata di batteria)
Questo amore in quarantena
Non nun chiangnere, nun  fa a scema
Te lo giuro, nun teng a freva
Era solo uno starnuto al telefono stasera
Me so miso in malattia
M’o diceva o nonno mio
Guagliò statt a casa toja
A fatica fa ammalaaaaaaaà
(scaricata di batteria + breve assolo di chitarra elettrica)
Mo’…
Da 8 giorni chiuso in casa penso sulo a teeeeeeeeee
Chissà..
Si po pure tu me piens o fai sulo a vedeeeeeeeeeè
Io..
Taggia dicere na cosa però tu nun te ncazzààààààà
No..
Nun è stata a fatica o’ Nord che m’ha fatt ammallààààààà
(scaricatata di batteria)
Questo amore in quarantena
Colpa di una apericena
Nun sapeva manco che era
Ce so juto sul pe’ pariààààààààà
Una bionda mi guardava
Una mano mi toccava
Te lo giuro solo un bacio
E poi non l’ho vista piùùùùùùùùùù
(scaricata di batteria + breve assolo di chitarra elettrica)
(Segue Variazione)
Si sul tu a tosse int o core mije
E pirciò mo m’è credereeeeee
Il nostro amore come Enzo e Lucì
Ti prego nun me lassaaaaaaaaààààà
(scaricatata di batteria)
Questo amore in quarantena
Colpa di quella slovena
Nun sapevo manco chi era
Nun a pens manc a chella lààààààààà
No, non sono un appestato
Ma il mio cuore si è ammalato
E’ stato sulo na sbandata
Giuro non lo faccio piùùùùùùùùùùùùù
(assolo di chitarra elettrica bello lungo)
(Segue voce parlante melodrammatica)
Ti prego Amore perdonami.. Teng sul qualche decimo..
..Si Si.. dopo mi sono lavate le mane… come a Barbara Urso..
..si.. amore mio.. ti accatto tutta l’amuchina che vuò..
.. si.. Voglio bene sulo a te… t’o giuro…
(Scaricata di batteria)
Questo amore in quarantena
Questo nord m’avvelena
Io domani torno a casa
Con tuo padre aggia turnà a parlààààààà
Basta con questa Brianza
Piglio o’ reddito e cittadinanza
Subito una gravidanza
Accussì ce fa spusààààààààà
(assolo di batteria a sfumare)

(fine) 

martedì 14 gennaio 2020

Il Dolore e il Dindondero

Il Dolore si leva con altro Dolore.
Chiodo scaccia chiodo solo se il primo chiodo lo tieni conficcato nella mano e il secondo nelle palle. 
Non deve essere necessariamente un dolore più forte, basta che sia un dolore nuovo. 
Per esempio; hai la colite da mesi, ti fa male nel cianco, passi le giornate a farti derubare dal farmacista accantandoti le peggio scimità dal carbone attivo della befana all’oloe vera, poi mentre stai preparando la cena, tagliando le patane (che fanno tanto bene alla colite, l’ho letto su irimedidimammeta.it) ti tagli un dito, una bella ferita profonda, cominci a iastemmare il criato, prendi il disinfettante e ce lo meni sopra a beverune e così ti fa male ancora di più… però… puff… la colite è sparita, sei talmente concentrato sul tuo dito in cancrena che non senti più il dolore nel fianco. 
O ancora; hai problemi a lavoro, passi mesi a cercare di uccidere il masto e farlo sembrare un incidente, poi un giorno all’intrasatta ti ammali… puff… fanculo il lavoro, passi tutto il giorno a diagnosticarti malattie rare su google e a autocurarti con bicarbonato di sodio e aloe vera (che va più o meno bene per tutto, dalla tubercolosi alla sciatica) e che te ne fotte se il masto vuole licenziarti tanto tengo il morbo di Winchestern, che lo teniamo io, un bambino in Cina e un viecchio in Australia, minimo minimo piglio l’accompagnamento. 
Oppure; hai litigato con gli amici, passi mesi a cercare aforismi di OscarUaild abbastanza acidi e offensivi e a bloccare la parentela tutta sui social fino al quarto grado, poi all’intrasatta scopri che mugliereta si tiene a uno… puff… fotteminchia degli amici, sto chin e corn. 
Seguendo questa filosofia ti rendi conto che puoi trovare pace solo quando arriverà il guaio più grosso di tutti, insomma quando dovrai morire, allora… puff… in prima istanza magari proverai con l’aloe vera però poi spariranno tutti i guai accessori e sarai finalmente libero di goderti la vita senza fustigarti in continuazione. 
Ma sarai probabilmente troppo vecchio, malato e stanco per farlo. 
Tutto questo ragionamento mi ha fatto pensare a quando da piccolo sono andato in vacanza con la mia famiglia. L’unica vera vacanza fatta con la mia famiglia. Di solito, per qualche giorno estivo, ci ammuntunavamo nei lietti a castello in qualche casa abusiva del cilento affittata a prezzi sproporzionati da qualche zio di secondo grado o peggio si accampavamo di stramacchio con la tenda, come i terremotati dell’irpinia, dientro al camper di nonno al Camping Europa, 2 stelle, servizi igienici non inclusi. 
Quel anno papà deve essersi abbuscato una cosa di soldi in più e allora abbiamo valicato le colonne d’Ercole di Paestum per andare a villeggiare in questa località esotica e misteriosa che era la Puglia. 
Villaggio Turistico a Manfredonia, mare marrone tale e quale a Paestum, però c’era l’animazione. Tutto organizzato dall’amico di papà che somigliava spaventosamente a Filini, però c’era l’animazione. Milioni di lire di affitto per un bilocale in amianto di 25 metri quadri, però c’era l’animazione. Architettura e ambientazione una via di mezzo tra il post-atomico e inacasa, però c’era l’animazione. 
L’animazione all’epoca non si sapeva cosa fosse, almeno per me la cosa che più si avvicinava al concetto di animazione turistica durante le vacanze era quando il nonno al Camping Europa si chiamava i paccheri con gli altri viecchi mentre giocavano a tresette. 
C’era perfino il miniclub, non era come adesso però, il miniclub all’epoca consisteva nel mettere le canzoncine per i bembini a tutto volume negli altoparlanti per una mezz’oretta prima dello spettacolo serale (a giorni alterni Cabaret o Corrida) lasciando che i pargoli dai sei mesi ai 16 anni potessero occupare il palco pascolando liberamente e sbattendosi come i puorci. Nel migliore dei casi provocavano megarisse prima tra i pargoli stessi e magari poi tra i genitori, che avrebbero poi andato ad alimentare faide all’interno del villaggio vacanze che manco nella Mafia italoamericana negli anni 50, quando andava bene invece qualche pargolo si stroppiava autonomamente menandosi da sopra al palco o facendo capa e capa con gli altri pargoli. All’epoca far stroppiare i bambini era una cosa socialmente accettabile se non vista addirittura di buon occhio. Insomma, gli animatori del miniclub erano in maggioranza paramedici e infermieri specializzati.
Io ero molto timido, scurnuso, impaurito, traumatizzato, pessimista, distrutto dalla vita già a 7 anni e ovviamente non ci andavo mai, aspettavo composto di vedere per la dodicesima volta lo stesso sketch comico scopiazzato dalla tv e recitato male dagli animatori o ancora meglio di sentire Malafemmina nella memorabile interpretazione di Tonino di Caivano, che quando non stava mbriaco incarrava pure il testo (secondo classificato solo perché il primo posto lo faceva sempre la danzatrice del ventre, quarantenne zitella di Ottaviamo che si teneva il capovillaggio). 
Però c’era una canzone che mi piaceva assai: El Dindondero. 
Non ci avevamo ancora iniettato il vaccino anti-EnriqueIglesias e le canzoncine dal vago sentore sudamericano erano ancora divertenti. Avvertivo che era una cosa per pariare e poi quella voce di cazzo che diceva “MIGUEL SON MI” mi faceva ridere assai. Avevo 7 anni. 
Allora quando la passavano avevo qualche reazione incontrollata seduto composto nel mio sedile dell’anfiteatro all’aperto, tipo muovere un sopraciglio credo. Mamma se ne accorgeva e insisteva a farmi schiodare per andare a ballare: “Vai a mammà ja… abbiamo pagato tanta soldi per farti picchiare malamente dal figlio quindicenne di quel cammurrista di Marigliano, persona tanto gentile tra l’altro, ci offre sempre il caffè al bar.. vai a mammà ja..”
Ovviamente non riusciva a convincermi. 
L’ultimo giorno di vacanza, non so come, ci riuscì. Così anche io potetti provare l’ebbrezza di sbattermi come un puorco provocandomi fratture scomposte sul palco alluccando “MIGUEL SO MI”. E fatto strano, la cosa mi piacque, ero quasi pentito di averlo fatto solo l’ultimo giorno quando in pratica la vacanza era ormai finita. 
Lo ricordo come uno dei rari momenti di felicità pure della mia infanzia. 
Allora forse si è vero che il Dolore si leva con altro Dolore, però la controindicazione è che fai una vita e’ merda, e non disprezzando a voi ma io non mi sono fatto mancare niente in tal senso, ma forse il dolore si leva pure col Dindondero, il cazzeggio puro a schiovere senza senso fino a se stesso, pariare e far pariare senza nessun secondo fine, che poi e quello che faccio qua sopra da parecchio tempo ormai. La controindicazione è che qualcuno può scambiarti per un cretino, un buffone.. e vabbuò: “MIGUEL SO SEMPRE MI”.

venerdì 26 luglio 2019

La Botta Nello Sportiello

L’altro giorno si è schiattato un trerote nella machina.
È asciuto da una traversa senza guardare, ho provato a scansarmelo ma niente, si è schiattato nella ciancata sinistra.
Stavo sentendo nelle cuffiette Let it be nella splendida versione di Leo Sayer ma la citazione alla ben più nota cover di Nino D’Angelo è stata pressoché spontanea.
Quando sono sceso mi sono accorto che alla guida del trerrote c’era un giovine di fatica; forse giovane di cardarella o più probabilmente giovine di sapunaro/fierro viecchio/piccoli traslochi/sgombero cantine/vendita di droghe leggere al dettaglio.
Il quale a dire il vero è stato molto educato nel rivolgersi a me:
“Oh Maledetto sia l’altissimo! Egregio Signore le porgo le mie più sentite scuse per l’increscioso atto sciagurato testè accaduto, sono stato distolto dall’attenzione alla guida in quanto ero intento a mandare una missiva elettronica a codesta gentil donzella dai facili costumi e non mi sono affatto accorto della sua venuta, Oh Maledetta sia la Madre di nostro Signore!”
Al che io:
“Gentile Giovine, che l’anima dei tuoi avi defunti ti guidi a più discernimento nella scelta delle tue azioni. Oh che infausto giorno che è rischiarato. E dire che io stamane ne avevo il sentore. Oh Nostra Signora di Pompei, perché ad ogni sorgere del sole mi dai la forza e il sostentamento di  rivolger lo sguardo sul nuovo dì e non poni invece fine alle mie sofferenze accompagnandomi nottetempo verso una dolce morte?!”
E lui:
“Egregio Signore colgo l’occasione per informarla che purtroppo il mio autoveicolo è momentaneamente sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria prevista dal codice della strada a causa di mie lievissimi problemi di liquidità, come potrete facilmente intuire. Vorrei altresì renderle noto che il sottoscritto è un rampollo di una nota e nobile casata della zona, aimè famosa per la sua prelazione verso il malaffare e i fatti di sangue, quindi la diffiderei, per il suo bene, dal compiere qualsiasi atto di rivendicazione, se pur legittima, per eventuali danni materiali o immateriali”
A quel punto il mio animo di gentiluomo ha preso il sopravvento:
“Oh, baldo giovine, intuisco la tua triste condizione e me ne rammarico, per questo ho deciso di concederti magnanimo il mio perdono. Porgi gentilmente i miei più affettuosi saluti ai tuoi nobili familiari, riprendi la tua strada e più non dimandare”
“Buona Giornata”
“Buona Giornata a lei”
… era popio un giovine cortese e educato.
Comunque non è stato chissà quale danno, perché, non disprezzando a voi, la mia machina tiene 18 anni, 280000 km, e sta tutta allazzariata che fosse per me i carruzzieri facessero la famma.
Però mi si è venuto a creare sull’autoveicolo uno strano fenomeno.
L’ammaccatura provocata dal trerrote fa si che le lamiere dello sportello e del parafango si tozzino, quindi ogni vota che apro la portiera si sente una botta non indifferente.

Mo’ siccome che io ho una reputazione di ommità da difendere non vorrei che la gente pensasse a male quindi vorrei chiedervi: Secondo voi debbo andare dal carrozziere e rifondere una cosa di soldi o mi tengo la cosiddetta botta nello sportiello?         

martedì 9 luglio 2019

Piscia, Criaturo, Piscia.


L'altro giorno un criaturo si è avvicinato a bordo piscina, si è acalato il costumiello e con il piscitiello tra le manine ha pisciato nell'acqua. Ovviamente la mamma lo ha sucutiato e picchiato. Magari era stata popio essa alla richiesta del bambino "mamma debbo pisciare!" A rispondere "mi sfatereo di portarti al cesso, piscia in piscina!" E il criaturo ha eseguito. Aveva la faccia di quello che ha abbuscato ma ancora non capisce perché. Caro criaturo, volevo dirti che hai ragione tu. Tutti pisciano in piscina; viecchi, giovini e criaturi. È vero criaturo caro, io stesso ci piscio, nella piscina dei criaturi, dove tu fai i tuffi, mi avvicino circospetto fino a che non mi arriva l'acqua alla vita, mi metto con le mani ai fianchi, posizione Mussolini e/o Pisciaturo, e faccio finta di chiamare figli che non esistono "Genoveffo! Sositi che hai fatto le rappe alle dete!" Poi dopo faccio due tre flessioni per scutuliare e mi arritiro scapuziante dicendo "Questi criaturi non stanno popio a sentere!".
Oggi, criaturo, hai imparato che cosa è l'ipocrisia. La vita è tutto un pisciarsi per cuollo uno con l'altro. Tutti lo fanno. Tutti lo sanno. Ma non devi mai farlo o dirlo apertamente. Mo sta a te scegliere; crescere oppresso dalle convenzioni sociali e pisciare di nascosto oppure cacciare il pesce e pisciarci in faccia. Perché è come pensi tu, hai ragione criaturo, la pisciazza è comunque pisciazza, che tu la nasconda oppure no.

mercoledì 22 maggio 2019

Una vita sulagna.

Vivo una vita sulagna. Ho eliminato consapevolmente qualsiasi contatto umano, non ho amici, limito i contatti con i parenti alle feste comandate, evito di uscire di casa se non strettamente necessario, tipo per andare a fare la spesa o al pronto soccorso. Sono felice della mia scelta di vita, non mi lamento, anzi, tutti i giorni ho conferme continue al fatto che sia stata una scelta più giusta. Capita a volte però che per forza di cose debba inoltrarmi in contesti sociali che prevedono anche un minimo contatto umano. Non mi da fastidio, lo faccio volentieri, anche perché riesco sempre a mantenere un distacco quasi scientifico nei confronti di questi curiosi animali che voi chiamate persone.
Stamane, per esempio, si è scassata la machina e ho dovuto accompagnare le creature a scuola a piedi. Al ritorno ho visto il solito stormo di mamme pancine starnazzanti sedute ai tavolini fuori al bar, puoi udire il loro chiacchiericcio bisbiglioso a centinaia di metri di distanza, si muovono alternanti con movimenti bruschi del busto tendenti, quasi minacciose, l’una verso l’altra ed emettono una raffica di inciuci non indifferente difficilmente decifrabili da altri animali, nel mentre bevono il loro caffè lungo macchiato freddo alla nocciola e cacao amaro che farebbe venire la sciorda anche a un ippopotamo stitico al primo sorso. Ho notato in loro uno strano comportamento; al passare di un altro essere umano esse si bloccano e si ammutoliscono all’unisono come le cicale, riprendono una posizione semieretta e assumono una espressione a metà tra Angelo Rizzo, Berlusconi in Calore e Bombolo e fanno partire una specie di scanner laser invisibile che però la vittima passante può sentire muoversi addosso distintamente dalla punta delle scarpe fino all’ultima ciocca di capelli, che in pochi secondi immagazzina tutti i dati utili ad iniziare un eventuale prossimo inciucio/pettegolezzo/cufecchia. Stamattina ci ho dato soddisfazione: Scarpe inzavate, tango la stessa tuta da 3 giorni con la felpa con la cerniera rotta e la tasca scusuta dalla quale si intravedono una mappata di muccaturi spuorchi causa allergia, non mi faccio la barba da sabato e non mi sono manco lavato la faccia. Lo scanner laser deve però avermi classificato come zincaro e/o barbone, quindi immune da inciucio, e le pancine deluse sono tornate quasi subito al loro moccaccino marocchino tiepido lassativo. Qualcuna deve avermi anche riconosciuto, magari mi ha visto altre volte prendere le creature fuori da scuola, ma non mi ha salutato perché non ero in compagnia di mugliera e il codice etico della pancina non concepisce come moralmente adeguato salutare un uomo ammogliato non accompagnato da consorte perché potrebbe essere interpretato come segno di civetteria dagli astanti.
Una giovine studentessa vestita come un trans brasiliano che deve esibirsi alla Sonrisa dopo la pasta e fagioli con le cozzeche alla comunione del figlio del boss locale, probabilmente in procinto di andare a sostenere un esame universitario, mi intravede e cambia marciapiede, ritenendomi preventivamente indegno di eventuali sguardi rattusi in quanto, come già sopra descritto, non indosso camicie aperte clayton con i pili rasati in bella vista, occhiali cinesi Guccio, pantaloni taglia 58 slimfit a zompafuosso, mocassini scamosciati color pastello e non ho fatto dieci lampade negli ultimi sette giorni.
Un viecchio parcheggiato in divieto di sosta con la sua panda giallo canarino (ci deve essere una convenzione fiat/inps/canarini) tiene lo stereo a tutto volume sulle informazioni del traffico che segue con una certa apprensione emettendo una sequenza jastemma/imprecazione politica/colpa immigrati quasi litaniosa quando viene a sapere che ci sono code sparse sull’A1 tra Roncobilaccio e Barberino in direzione Sud nel mentre io mi domando se quella panda ha mai varcato i confini della provincia di Napoli o meglio se ha mai superato le colonne d’Ercole del Santuario di Pumpei.
Mi arriva l’ennesimo sms dalla tim.  Dopo che ho disdetto l’offerta a causa del mio stile di vita che mi rende quasi superfluo l’uso del telefonino me ne arriva uno al giorno dove la tim mi offre minuti, giga e tante altre cose completamente inutili ribassando continuamente il costo che comunque per qualcosa di inutile è pur sempre troppo.
C’hanno nu poco rutto o’ cazz.
Li chiamo.
“Pronto Tim?”
“Salve sig.Saittello ci chiama per l’ultima offerta che le abbiamo mandato?”
“Si si, come no, Gentilmente mi disattivate pure la connessione dati e gli sms. Grazie. Buongiorno”         

lunedì 15 aprile 2019

Ricetta del Casatiello Scostumata

ATTENZIONE: POST LUNGHISSIMO E PIENO DI MALEPAROLE DASI CHE L’ARGOMENTO TRATTATO E’ DI SERIOSITA’ IMPONENTE:
O’ CASATIELLO.
Molti di voi mi hanno chiesto la ricetta del Casatiello.
Accussì.
Come ca niente fosse.
Senza rendersi conto che scrivere una ricetta del genere sul facebook avrebbe fatto implodere l’internet per la massa di cacamienti di cazzo che avrebbe attirato manco che il casatiello fosse il buco nero supermassiccio dei sciemi.
Quindi, premessa:
O’ Casatiello ognuno lo fa come spaccimmo vuole, come tutte le ricette casalinghe della tradizione ogni casa ci ha la sua e nessuna è sbagliata. Cercare di codificare universalmente la ricetta del casatiello è come dover decidere chi ha ragione sul Pataterno tra ebbrei, cristiani e mussulmani. Io vi conto come lo faccio io anticipando i commenti sciemi e le tarantelle indi per cui vi vado a illustrare:
LA RICETTA DEL CASATIELLO DI CASA MIA CON APPICCICHI INCLUSI.
(i commenti e gli appiccichi dei sciemi saranno illustrati in maiuscolo)
Per il mpasto:
1lt di acqua, 1,5kg di farina,1lievito di birra, 40 grammi di sale.
Sto ancora scrivendo il post è il primo sciemo già sta commentando: IN UNA PIZZERIA CON 1 LIEVITO DI BIRRA CI FANNO 500 PIZZE!
... e cacchec o cazz…
I scienziati della lievitazione so assai, i vidii di youtubbe hanno fatto danni che manco la LegaNord, e mo sient a cainateta che mentre fa la pizza chiena parla di idratazione, lievito madre, criscito, fermentazione, che fino a ieri nun sapeva fa manco nu panzarott senza farlo arapire.
Tempi di lievitazione di 24 ore, 48 ore, 72 ore, gente che impasta il casatiello alla befana, gente che rinnova il criscito di pappagone, gente che va a impastare direttamente sul cippo a forcella, la nonna che mentre aspetta il casatiello che cresce si chiede se riuscirà a mangiarlo e lascia comunque scritto sul testamento che la sua fella andrà ai nepoti etc.. etc..
QUELLO IL LIEVITO DEVE ESSERE POCO PERCHE’ E’ PESANTE, SI GONFIA NELLA PANCIA.
…mallanemaechitemmuort.. nzogna, salame, pruvulone, ova, pancetta.. o prublem foss o’ lievito?!
Quindi non esagerate come si faceva prima tipo 1 lievito ogni mezzo chilo di farina ma manco abbuffateci la palla che comunque diciamo in giornata uno il Casatiello se lo volesse mangiare senza aspettare che scade l’uovo di pasqua.
Per l’acqua e la farina le dosi sono indicative, se la nonna mi vedesse pesare l’acqua si facesse le croci con le mane storte, le quantità dipendono da troppi fattori: l’umidità nell’aree, la temperatura esterna, quella interna, quella corporea, se tieni i panni umidi stesi fuori al balcone, se il cano del vicino vi ha pisciato sul pianerottolo, se tieni il ciclo, se hai cambiato l’uoglio alla macchina  etc.. etc.. quindi dovete fare un poco a capa vostra. Insomma atà mpastà. Fino a quando la farina è ben incorporata e l’impasto non è troppo azzeccoso. Na ventina di minuti.
Io sciolgo il lievito nell’acqua a temperatura ambiente, qualcuno ci mette un poco di zucchero perché I LIEVITI SI MANGIANO GLI ZUCCHERI E AIUTA LA LIEVITAZIONE, anche se fosse, per una questione di ommità, il zucchero nel casatiello io comunque non ce lo metto manco se viene cristo in croce con la busta Eridiana in mano e lo zucchero che scorre dai pertugi.
Poi ci mettete la farina; in una ciotola o con la classica fontana, nzomm come cazz vulit vuje. Il Sale io lo metto quasi all’ultimo. Qualcuno ci mette l’olio PERCHE’ DEVE CUOCERE TANTO TEMPO E L’IMPASTO DEVE ESSERE BEN IDRATATO, io lo ritengo inutile perché tanto lo doveste squacchiare di nzogna.
A sto punto mettete il mbasto in una zupparella, arravogliatela dentro a un mesalo, e mettela in un angolo di muro; Sopra a una seggia, sopra al sicriterio, in coppa alla machina per cosere, basta che sta coperto e lontano dai spifferi. Fate conto che è un criaturo di pochi giorni con la brunchita. E scurdatavill per un paio di ore.
Quando l’impasto è raddoppiato lo arrevacate sul tavolo infarinato e cominciate a stenderlo, meglio a mano, ma se non ne tenete in cuorpo va bene pure il matterello. NO SI STENDE CON IL MATTARELLO CHE SI INIBISCE LA LIEVITAZIONE … bello, non disprezzando a voi ma a me con il matterello in mano la lievitazione non si è mai inibita.
Fate una bella pettola rettangolare dello spessore di un mezzo centrimento.
E poi viene la parte zuzzosa sporca rattosa.
La nzonga.
Se pesare acqua e farina è una chiachiellata, pesare la nzogna è proprio una dichiarazione di bottanellospurtiellismo.
La nzogna è a sentimento.
Dovete riempirvi le mane di nzogna e massaggiare sensualmente la pettola del mpasto fino a che non intostate. Le mani, la nzogna e il casatiello devono addiventare una cosa sola. Non siate avari di nzogna, sennò viene il casatiello tuosto, e capirete bene che in una situazione di sensualismo spuorco come questa ritrovarsi qualcosa di tuosto tra le mani non è una cosa omma. SI MA LA NZOGNA FA MALE ALLA SALUTE…
Intafessesoreta.. vi magnate le buste di patatine che se leggi gli ingredienti nientimeno che le patane non ci stanno e po ve fa impressione nu poco e nzogna!
A questo punto, quando lo strato di nzogna è ben distribuito, dopo che vi siete fumati una sigaretta, ci rattate sopra pepe nero e pecorino entrambi abbondanti che così si azzeccano ben bene sopra.
E poi passate alla mbuttunatura: 300 gr salame Napoli, 300 gr. Pancetta tesa, 250 provolone piccante, 250 provolone dolce, uova sode a piacere (almeno 4 /5).
Appiccio sulla mbuttunatura:
Mortadella: NO
Prosciutto: NO
Emmental: NO
Cicoli: se po fa.
I Cicoli io li preferisco in purezza, con sale, pepe, ricotta e un panino attuorno allimite una pizza fritta. Sulle lunghe cotture non li preferisco perché mi perdono tanto, si ammollano e addiventano quasi prosciutto cotto, se trovate i Cicoli secchi allò si, che mi mantengono di più la croccantezza, ma sono quasi introvabili.       
IO CI METTO SOLO IL SALAME DOC E LA PANCETTA IGP COSI’ VIENE PIU’ MEGLIO. A questo punto più che chiachiello si pop strunz. Se il pataterno ti ha dato l’agio di accattarti il salame da 50€ al kg, la pancetta del norcino e il provolone del monaco e tu li mietti dentro a un casatiello, allora fratello caro, si strunz. Informati. Ai tempi miei quando andavi dal casantuoglio e chiedevi del salame, isso, che era casantuoglio ommo, ti chiedeva se il salame era da mangiare a sulo o per cucinare, in tal caso ti dava quello più economico. Che comunque era buono. Il Casatiello è (e deve restare) un piatto povero, se mi inventate il Casatiello gurmè come avete arruvinato la pizza pigl e valigie e me ne vado cuncè, me ne vaco ncopp a na montagna, vado a fare il romito (cit).        
Purtroppo di questi tempi se chiedi quello economico è cazzo che ti danno il salame di topo e il capocollo di soya quindi optate per una cosa media, che non sia Salumi Briatore ma manco quelli del discount austroungarico.
Le Ove. Sulle ove l’appiccico si fa gruosso assai. Allivello di neoborbonici pignataro assessore borrelli radiazza interrogazione parlamentare. Ve lo riassumo un attimino:
Se metti le uova sopra allora è Casatiello se le metti dentro allora è Tortano.
Se metti le uova sopra e pure dentro allora si chiama casortano, se invece le metti dentro e pure sopra allora si chiama tortatiello. Se per caso fai un un casatiello e te lo mangi con le uova sode a parte allora si chiama tortano Pret a Porter. Se invece fai un tortano e te lo mangi con le uova sode a parte allora si chiama doppiotortano. Se invece ti mangi solo le uova sode senza casatiello o tortano allora si chiamano uova sode.
In definitiva la differenza tra tortano e casatiello è più o meno la stessa che passa tra pucchiacca e fessa. Dove la pucchiacca è quella coi pili sopra mentre la fessa è quella depilata. Ma fondamentalmente te stai magnann a stessa cosa. Quindi (in entrambi i casi) il consiglio è nun ce scassà o cazz e menati con la capa dentro. Quindi se ti piacciono le ove ce le mietti se non ti piacciono non ce le mietti, senza paura che viene Ferdinando di Borbone in sogno e ti cazzea.
Dopo che avete steso uniformemente la mbuttunatura sulla pettola si passa all’arravogliamento.
Il consiglio ommo è di lavarsi le mani nella nzogna; in pratica prima di arrotolare prendete la nzogna come ca fosse sapone e la spalmatela con cura su tutta l’epidermide della mane come fanno i chirurgi prima di operare. E con le mani belle unte cominciate ad arrotolare ripetendo l’unzione ad ogni piega. Se vi piace su ogni piega ci potete anche fare un’altra rattata di pepe.
A questo punto vi ritroverete uno strunzone di casatiello che deve diventare di forma ciambellica, ungete il ruoto (se non sapete cos’è il ruoto mi chiedo che ci fate ancora qui) con abbondante nzogna (savansadir) e riponeteci il casatiello con delicatezza. Poi con la mane a karatekid ci fate 4 solchi copra dove adagiate 4 ove crude. Se siete battezzati e vi siete confessati ci mettete le crocette di mpasto sopra sinnò no, per rispetto, sennò Gesù si piglia collera e non vi fa crescere il casatiello.
A questo punto lo riponete dove lo avete riposto prima a crescere, sempre coperto, stando attenti a non fargli prendere freddo, ma nemmeno a dargli a parlare, se non lo guardate popio è pure meglio che il casatiello in questa fase è scurnuso e delicato, se prima era un criaturo di pochi giorni adesso è un embrione al congresso delle famiglie. E scurdatavill un paio d’ore.
Il consiglio ommo è dopo due ore andare a controllarlo, senza farvene accorgere, vedete a che punto sta, e poi dopo ogni mezz’ora ricontrollare, se sta crescendo ancora lasciatelo stare, se non cresce più è arrivato il momento di infornarlo.
Prima di infornare, per paura che il colesterolo possa venire meno nelle cusuture, prendete dei piccoli riccioli di nzogna e come fosse un novello e rinsavito Mardizzi e il casatiello fosse il tramonto con papaveri lasciate pennellate abbondanti qua e là a rifinire la vostra opera d’arte.
Infornate a forno preriscaldato a 180 gradi per un oretta. IO INFORNO CON IL FORNO STATICO PERCHE’ I LIEVITATI CON IL FORNO VENTILATO NON VANNO BENE…
..ma accirt oì.. c’ecciss… moccammamt…
Sfornate e servite tiepido.
Colgo l’occasione per ricordare a quelli che fanno il casatiello vegan senza puorco che una chiavata senza femmina si chiama pescimmano.

Buona Pasqua. 

sabato 6 aprile 2019

Adelina

Quando ero criaturo mammà mi mandava a fare la spesa alle puteche. Allora non era come a mo che i criaturi si debbono accompagnare pure se dal corridoio devono andare nel cesso. Ci lasciavamo pascolare liberi per le strade in preda ai cacauffi senza farsi troppi problemi.
Mammà mi faceva la lista della spesa, molto dettagliata e ricca di particolari cromatici, tipo: VARRECCHINA AURORA BIANCA, AIACS TAPPO BLU, SAPONETTA SOLE GIALLA etc.. etc.. e non sia mai ti arritiravi a casa con l’AIACS TAPPO VERDE, dovevi tornare a portarglielo indietro non prima di avere avuto una solenne cazziata.
Allora io pigliavo la lista e le 10.000 lire e le stringevo forte in pugno, e poi cominciavo a correre. Correvo sempre da criaturo, correvo popio come un pazzo manco se qualcuno mi stesse sucutiando per pigliarmi a paccheri, cosa abbastanza probabile tra l’altro.
E così arrivavo sano e salvo da Elisa La Modellista;  puteca di tessuti, tendaggi, aghi, cutone, cerniere, buttuni, caramelle, giocattoli e detersivi. A Pasqua ci potevi trovare le uova di cioccolato e a Natale i diavulilli per gli struffoli. Diciamo che all’epoca (pure mo a dire il vero in alcune zone di Napoli) la categoria merceologica era lasciata molto al libero arbitrio.
Elisa la Modellista, signora anziana mitologica a cui tutte le donne che si cimentavo nella sacra arte del cosere facevano riferimento, una specie di StivGiobs delle sarte per intenderci, curava solo il reparto tessuti, mentre il reparto detersivi era gestito dalla figlia Adelina.
Adelina teneva gli occhi azzurri (una rarità dalle mie parti), i capelli biondissimi (una rarità dalle mie parti), e doje zizze tante oì!  (una rarità dalle mie parti). Anche se a sette anni non è che avevamo ancora certi istinti eravamo comunque attratti da quella figura fiabesca, quasi fosse una fata o una principessa… nun è over… quelli della mia generazione già a 7 anni era stati unti dal sacro fuoco della rattusamma. Ma comunque non ce ne rendevamo conto ancora appieno.
Adelina prendeva la lista dalle mie mani quasi schifata, e poi cominciava a portare dagli scaffali al bancone tutti i detersivi richiesti, dopo di che prendeva il foglio di un quaderno a righi, lo piegava, ne strappava la metà, e cominciava a fare il conto. Operazione tra l’altro inutile perché mammà sapeva i prezzi a memoria e il conto ce lo aveva già fatto per paura che vedendo a un criaturo i putecari mi facevano fesso. E non sia mai Adelina o chiunque altro mi avessero fatto pure 50 lire sarebbero stati sputtanati in tutto il paese nell’arco di 15 minuti netti e costretti a chiudere l’attività a furor di popolo.
Adelina ci metteva un poco di tempo a fare il conto, evidentemente non era andata troppo a scuola, e faceva i numeri grossi e pieni di ghirigori, poi prendeva i detersivi e faceva una cosa strana; sul bancone teneva una catasta di quotidiani vecchi e cominciava a incartare i detersivi uno alla volta.
Io rimanevo incantato dai movimenti lenti della mani di Adelina, ogni piega, ogni strappo di scotch, ogni movimento del capo, mi procuravano un brivido lungo la schiena e una sensazione di pace mistica tanto era la cura che Adelina ci metteva nel farlo.
Poi Adelina schiattava tutto nella busta e il resto quasi me lo tirava appresso spesso dicendomi qualche malaparola. All’epoca i criatuti venivano maltrattati a schiovere, forse per preparaci alla vita di merda che ci aspettava.
Per molti anni mi sono chiesto perché Adelina mi incartava i detersivi, poi crescendo l’ho capito; All’epoca c’era il culto della riservatezza, tutti si facevano i cazzi propri, nessuno escluso, quindi Adelina incartava i detersivi perché nessuno per strada doveva capire quello che io avevo comprato, magari facendomi i conti in tasca etc.. etc..  
A me questa cosa antica un poco mi è rimasta, questa remora ad esporsi per forza, questo voler avvolgere la propria vita per proteggerla anche solo dagli sguardi altrui.

In pratica questo lungo racconto solo per dirvi che vi dovete fare una carrettella di cazzi dei vuostri.     

martedì 12 marzo 2019

Le scarpe spertosate

Si sono spertosate le scarpe.
Le scarpe sono un capitolo del fascionblogger ommo che non vi ho ancora illustrato; praticamente, come voi ben sapete, l’ommo non si veste ma si copre, di conseguenza anche le scarpe sono un accessorio del tutto superfluo soprattutto alla stagione quando si preferisce il zucculillo.
D’inverno purtroppo l’ommo non ne può fare a meno ma comunque l’ommo vero possiede solo due paia di scarpe:
- Le scarpe petuttiggiorni; di solito sono scarpini da ginnastica ultra tecnici da atletica leggera comprati in offerta da declathon, le stesse scarpe con cui il maratoneta keniota Mohamed Salvinammamt ha stabilito il record mondiale alla maratona di Niuiork nel 2017  l’ommo le usa al massimo per scendere a iettare la munnezza, come infatti anche io sono sceso al di sotto della soglia dei 7 minuti a rampa di scale (fermandomi per ripigliare ciato solo 2 volte), record del condominio ancora imbattuto a pari merito col viecchio del terzo piano che però usa il bastone perciò è stato squalificato per doping.
 - Le scarpe Class; così battezzate da un mio amico analfabeta che non riusciva a dire Classiche senza arravogliarsi la lengua per un lievissimo problema logopedistico, attualmente candidato alle europee per il M5S. Le scarpe class sono scarpe di scarsissima qualità comprate al mercato di Poggioreale per andare a un matrimonio e servono esclusivamente a tale scopo insieme al vestito di quando l’ommo ha sposato rimesso in occasione di qualsiasi altra cerimonia familiare (battezzi, cresme, cummunioni etc..) però senza panciotto che non ci trase più manco col svitol.   
Voi vi starete chiedendo: e per un'altra qualsiasi occasione l’ommo cosa calza? Un compleanno, una cena, una festa etc..? la risposta è molto semplice: SI STA ALLA CASA SUA! Pure voi però, cercate di stare un poco attenti.
Purtroppo come vi dicevo si sono spertusate le scarpe, quelle petuttiggiorni, è asciuto il pollicione da fuori, per qualche giorno sono andato avanti lo stesso che tento le scarpe sono nere e pure il cazzettino di spogna è nero quindi non si notava, però stamane un zincaro mi voleva arregalare un euro fuori al bar e così ho pensato che le debbo cambiare. Le scarpe pe tuttigiorni comunque a un certo punto si devono iettare pe forza, come quando a casa finisce l’olio extravergine e senza non si può cucinare, perché ovviamente le scarpe si cambiano solo quando si sono spertoste che il reddito di cittadinanza ancora deve arrivare. Praticamente si tratta di Shopping causa di forza maggiore.  
Sono andato al centro commerciale. Lo so non si dovrebbe andare al centro commerciale perché è il simbolo del capitalismo, della pucchiaccaincapità e l’intorzamento supremo e poi si dovrebbe preferire il negozietto sotto casa per aiutare l’economia paesana, i piccoli commercianti cos… però siccome che c’ho il problema che sono bello bellissimo quando vado al negozietto il commesso fungio mi comincia a secutiare appresso manco stessi arrubbando chiedendomi insistentemente “Ha bisogno?” “Posso aiutarti?” “Pure a te ti piace MarcoMengoni?” etc.. etc.. che alla fine uno si sfasterea e nci dice “Sient, a me me piac a fessa! Però comunque il numero lasciamelo lo stesso che non si può mai sapere”. Mentre al centro commerciale l’ommo trase, piglia le scarpe, le pava e esce, senza rischiare ogni volta il culo.
Mo siccome che non facevo shopping da svariati lustri, per le ragioni fin qui descritte, mi ho guardato intorno con curiosità e ho stilato un esame costo/benefici dell’ommità che a breve passerò a DiMaio o al suo segretario Conte:
-         Ovviesse; Ovviesse è per i puzzati di fame semplici, buoni guaglioni, operai, impiegati. Poveri maronni che tengono i figli ma però non sono abbastanza ommi da chiavarsi una tuta scagniata in cuollo per scendere a faticare. Ci sta sia il reparto semiviecchio, coi maglioncini di filo a 14.99€ e i pantaloni di velluto a 19.99€ sia il reparto finto giovane coi maglioncini di filo a 14.99€ però con il cappuccio e i pantaloni di velluto a 19.99€ però con i tasconi.
-         Combipel; Combipel è un Ovviesse per chi tiene i soldi. Vende praticamente le stesse cose a semiviecchio però costano più assai. Target Miedici dell’Asl, rappresentati, statali e parastatali etc.. etc.. genti senza nemmeno un barlume di ommità che non si vergognano a indossare colori pastello come al gaypride.
-         Alccott: Alcott è per i cuozzi, chiachielli e giovinastri puzzati di fame senza fatica che ci tengono a far notare il loro analfabetismo funzionale anche dall’abbigliamento, pantaloni stracciati con la uallera e maglie scusute a schiovere. Praticamente un tronista che ha abbuscato da qualcuno (giustamente direi).
-         H&M: l’ommità qua è un lontano ricordo. Per gay dichiarati però puzzati di fame che non possono spendere di marca ma che comunque manco possono andare in giro come un etero qualsiasi. L’ommo potrebbe trovare qualcosa di accettabile solo al reparto pigiami.
-         Declathon: Ommità a schiovere, pezzenteria allo stato puro abbinata a tute da ginnastica, calzini di spogna e scarpini da calcietto. Per non parlare del reparto camping che equivale per gli ommi a kiko quando arregala i campioncini per le femmine.       

-         Auchan: Qua si va nel professionismo ommo. Vestiario per vecchi senza denari e senza dignità alcuna. Maglie cusute storte e tute in finto pail. Non si supera la soglia dei 4.99€. Comprare i vestiti nello stesso negozio dove compri il galbanino è pericoloso, non provateci a casa. Solo per ommi esperti.  

mercoledì 12 dicembre 2018

Il Schianto di Natale

Questo è un post sul fatto che si è perso lo spirito del natale:
Guagliù, si è perso lo spirito del natale.
Mo non voglio fare quello anziano che dice sempre che prima si stava meglio, non è vero, prima faceva schifo uguale, solo che eravamo più bravi a fottercene perché girava una cosa di soldi in più e allora le strunzate se le potevano permettere più o meno tutti e quindi uno tante pippe non se le faceva proprio, "Siamo talmente futili che le distrazioni possono impedirci di ammazzarci!" diceva il poeta.
Ovviamente quando uno era piccolo il natale era un’altra cosa, babbo natale, la befana ecc…  io credevo nella befana, il culto di babbo natale non mi è stato mai inculcato ne tantomeno a natale ci facevamo i regali, il cinque notte mammà e papà andavano miezo al carmine e tornavano coi regali, ovviamente non potevamo sceglierli sennò la befana si offendeva, pazzielle cinesi che all’epoca costavano molto di più e che se li dai in mano a un bambino di oggi è capace che ti sputa in faccia, però noi eravamo felici.
Mi ricordo ancora quando scoprì che la befana non esiste, l’ho scoperto nel più classico dei modi; giocavamo a pallone nel corridoio, il pallone andò a finire sotto al letto dei nonni che abitavano con noi, e la sotto ci stava una specie di contrabbando delle pazzielle, a quel punto non ci dissero niente, non cercarono nemmeno di negare, per un po’ ho pensato che la befana fosse mia nonna, il che mi inorgogliva e allo stesso tempo mi faceva incazzare, comm’è a no’ a befana si tu e comunque ci porti sti regali e’ merda? A che serve allora la raccomandazione? Alla fine poi mi autoconvinsi che non era lei la befana e che i miei nonni erano solo i fornitori della befana, facevano i grossisti quindi una volta venduta la merce alla befana non potevano influire su cosa portare a chi, incassavano l’assegno e non ci potevano raccomandare. Poi i nonni sono morti e la befana non mi ha portato più niente, il che conferma la mia teoria.
Però mo’ al di là di quando uno era bambino io ho visto anche adulti che si entusiasmano ancora per il Natale, persone molto fortunate, io penso che il natale piano piano te lo fottono, se lo mangiano a muorzi, un po’ alla volta, un anno devi lavorare, un altro anno qualcun altro deve lavorare, un altro lo passi all’ospedale, un altro anno qualcun altro lo passa all’ospedale,  poi il primo natale senza il nonno, poi senza la nonna, poi senza mamma, e poi è bello che fottuto stu cazz e Natale, serve solo a farti ricordare come erano belli gli altri natali, una tortura insomma.
Il nostro natale poi aveva tutta una serie di riti anche pagani che si sono persi per esempio:
·        guardare Natale in Casa Cupiello almeno una volta al giorno per tutto il periodo dell’avvento,
·        Fare l’albero con le palle a forma di mele muzzecate ( ho sempre sospettato che la Apple lo abbia copiato da lì) le casarelle brillantinate, gli stivali, i fili d’angelo e luci multicolor e piazzarlo vicino al balcone in modo che si vedesse da fuori.
·        Fare il presepio con i pastori palesemente sproporzionati tipo casetta di 3 cm con pastore di 8 cm, l’osteria nella grotta a fianco a quella di Gesù, Benino in capa alla grotta, i re magi a cammello, la stella cometa di carta, la signora che lava i panni vicino al pozzo, le luci multicolor a intermittenza che mi pareva che a natale l’ha avotavano a rave party, il laghetto col piscatore ecc..
·        E pure i dolci di Natale non sono più quelli di una volta …. Oh ma ch’è stu fridd… m’è passat a mort addret e rin… marò ma chi è chist!! Aitatem!!
Giaccchino: “Gerò non ti mettere paura sono il fantasma dei natali passati!”
Io: “ma tu è passà tanta guai, accussì se fa? mentre uno sta scrivendo?..”
Giaccchino: “se vabbuò Giovanni Manzoni t’essà nguaiat o’ capolavoro?”
Io: “o’ fantasma dei natali passati ma io a te ti conosco.. tien na faccia canusciuta..”
Giacchino: “non è possibile, o’ sistema è la prima volta che mi manda..”
Io: “ma tu si Giacchino o’ Lion, il cammurrista che abitava al piano terra del mio palazzo quando ero piccolo!!”
Giaccchino: “e come hai fatto a riconoscermi??”
Io: “il buco in fronte..”
Giaccchino: “ah già… ahahahah.. quand o’ verett San Pietro nun me vuleva fa trasì.. si credeva che ero induista..ahahahaah”
Io: “ahahahaah.. O’Lion non ti offendere se ti faccio questa domanda..ma possibile che con tanta brava gente morta; santi, beati, persone per bene ecc.. hanno scelto proprio a te per fare il fantasma dei natali passati?”
Giacchino: “ahahhaha.. se ero vivo ti sparavo nelle coscie… ahahahah.. comunque che c’entra?!.. io devo solo rappresentare lo spirito natalizio!..ti ricordi quando eri piccolo.. io a Natale facevo addobbare tutto il parco con le allummate, poi facevo sparare tutti quei fuochi di artificio.. ti ricordi o no??”
Io: “ua comm nun mi ricordo!.. poi veniva pure il treruote del pescivendolo che per noi che per magiarci quel pezzo di baccalà fritto aspettavamo un anno sano era come la slitta di BabboNatale.. e tutti noi bambini ci accucchiavamo vicino a vedere come pisciavano i taratufoli .. e tu come fosse na specie di iniziazione staccavi le ranfetelle alle seccie e ce li chiamavi in bocca che ancora si muovevano.. comm’erano buone!!”
Giacchino: “è vist….”
Io: “ si vabbè ma tu sei un assassino, un cammurrista, comm’è possibile che hanno scelto te?..”
Giacchino: “ahahahaha.. se ero vivo ti facevo squagliare nell’acido.. ahahahah comunque Gerò quello a verità o’ Patatern se ne passa per il cazzo se giù a Natale fate i buoni.. quello Natale è il compleanno del suo unico figlio… vo’ parià.. se vò scurdà a fatic e vuole festeggiare.. e po’ va pazz per i fuochi d’artificio..”
Io: “ma veramente?..”
Giacchino: “oh io sono un uomo d’onore .. strunzat nun è dico..”
Io: “O’Liò ma allora precisamente tu a me che vai truvann??”
Giacchino: “ahahahahah… se ero vivo ti facevo attaccare sopra ai binari… ahahahah comunque mi hanno mandato per minacciarti!.. t’è fa e cazz tuoj e capit!? Che ti miett a scrivere Natale non è più come una volta ecc..? ma allor si scem? Io ti consiglierei di desistere dal finire questo post contro il Natale..”
Io: “no vabbè.. ma io volevo solo scherzare.. no scrivo niente più.. nuje simm gent ca se fa e’ fatt suoje..”
Giacchino: “bravo! Quello pure se io non ti posso uccidere perché so morto.. il mio superioriore nun ce mett nient.. un infarto.. un incidente.. quello fa dei lavoretti puliti puliti..”
Io: “nun te preoccupà o’Lion .. sta senza penzier.. si o’ voglio fa sul per l’amicizia..”
Giacchino: “a proposito di amicizia… ma stamm sott Natale.. so passati gli amici degli amici per il regalo per i carcerati??”
Io: “a verità no..”
Giacchino: “Gerò mi hai quasi convinto.. Natale non è più come una volta…”
Io: “e vist!... comunque o’Liò.. ma mo mi viene a trovare anche il fantasma del Natale Presente e il fantasma del Natale Futuro??... sai comm’è.. ho visto il film..”
Giacchino: “no il fantasma del Natale Presente s’è dato malato..”
Io: “ma comm’è?..”
Giacchino: “ e s’è rutt o’ cazz.. ogni anno a Natale addà fatica semp.. a mugliera o’ scassav o’ cazz… e craiture chiagnevano.. allò s’è fatt fa nu certificato di 8 giorni.. tant si vene l’arcangelo e’ controllo o’ trov che pier sott a tavola..”
Io: “a fatt buon…”
Giacchino: “ vabbuò mo t’aggià lascià…devo andare a cazziare a uno che ha messo già il bambinello nel presepio..”
Io: “ a sfaccimm ra gent…”
Giacchino: “M’arraccumann Gerò.. fatt e cazz tuoj!”
Io: “sta senza pensier.. omm bell!!”
Giacchino: “ahahahaah se ero vivo ti tagliavo le dete dei piedi…ahahahah.. comunque Buon Natale! Ahahahaha”
 Io: “Oh è semp stat nu simpaticone Giacchino, comunque stavamo dicendo, pure i dolci di natale non sono più quelli di una volta…. Oh ma che r’è??.. me facit scriver doje righe?.. nacc e’ Re magi…Tu devi venire a essere il fantasma dei Natali Futuri??.. che c’è non parli?... ah già .. mi ricordo pure nel film non parlavi.. mo mi devi portare a vedere quanto faranno schifo i natali futuri.. vabbuò sparagnatell sta cammenat .. tanto già lo so.. oh ma io a te pure ti conosco!.. aspè lievet nu poc o cappuccio.. ma tu si Pepp o’ rattuso!… vabbuò non faccio domande.. non lo voglio sapere perché hanno scelto te.. vabbuò ja famm verè sti natale e merd… ecco qua… BabboNatale sarà sostituito da Steve Jobs perché la apple prenderà l’appalto mondiale del Natale, i bambini avranno in regalo solo prodotti apple, anche quelli di pochi mesi.. vabbuò già o’ sapev vai avanti… al cenone ci mangeremo una pasta aglio e uoglio perché i cinesi hanno importato un batterio che si abboffa di baccalà e vungulelle.. vabbuò già o’ sapev vai avanti… i presepi saranno sponsorizzati da Peppa Pig con le statuine di mamma puoco, papà puorco e o’ frat mj Giog (cit.) … vabbuò già o’ sapev vai avanti… i dolci!! Ecco lo stavo scrivendo prima che tu e Giacchino mi interrompeste, era quello che volevo dire.. eccolì la..non sonopiù quelli di una volta… tutti ricoperti di cioccolata… o’ roccocò.. ricoperto al ciccolato.. gli struffoli… ricoperti al cioccolato… i susamielli… ricoperti al ciccolato.. i mustacciuoli.. ricoperti al cioccolato.. aspè questi lo sono sempre stati.. comunque è uno schifo.. si perderanno tutti i sapori del Natale.. saprà tutto uguale.. saprà tutto di cioccolata!!”
Peppe: “nun è cioccolata..”
Io: “ah.. buon Natale..”

Peppe: “Buon Natale o’ cazz..”