martedì 15 luglio 2014

Ode al Callo Di Trippa



Il fier trerruote è la tua carrozza

Sovrano incontrastato del mercato

Felere di limon apparano la puzza

 Se sol ti vedo già sono affamato

Della vaccina el puorco tu saresti scarto

Ma per fortuna ancora luogo esiste

dove ti scose come fosse sarto

Il carnaccutaro e l’arte sua resiste

il centopelle come velluto affina

il pere doma con il coltelaccio

la lengua scostumata ancor depila

e il musso affella senza alcun intralcio

ti schiea per dentro a un cuoppo oleato

t’annaffia del sacro limon sfusato

di aulive e lupini al fine sei adornato

e da un bel cuorno lui ti fa salato 

t’annuso come fossi una picchiacca

quel fieto che la femmina respinge

ma l’ommo attira e anche se è una vacca

par che l’ormone non s’accorge o finge

e con le mani al fine io ti agliotto

di sciorda e di colera non curante

del tuo sapore sono troppo ghiotto

e del tuo fetore sono fedel amante

e quando addento una fella di zizza

con tutto il mio sensuale entusiasmo

come fosse di donna a me m’attizza

mi sembra quasi di avere un orgasmo.

Oh caro callo di trippa son tuo schiavo

Al mondo mi confesso senza vergogna

Forse perché è da tanto che non chiavo

Ma io t’amo pure se tu fieti di fogna.



sabato 5 luglio 2014

I Frati



Un uliveto cingeva la piazzola di sosta, le reti verdi per la raccolta erano ancora vuote, dall’altro lato della strada un canale di bonifica di epoca mussoliniana era stato invaso da un canneto alto almeno 3 metri che chiudeva la visuale sulla vallata, il sole picchiava forte alle 2 del pomeriggio, solo un ronzio di insetti che pulsava regolare e puzza di merda di vacca secca, Enzo scese dalla macchina e allargando le braccia mise in bella mostra le sue ascelle sudate mentre dalla camicia, troppo avvitata per il suo fisico, usciva lardo e pelamma…
“Giuà… ci siamo persi...mannacciocazz…”
Giovanni: “ma il tuo navigatore?”
Enzo: “sta dando i numeri, secondo lui siamo già arrivati da un paio di chilometri..”
Giovanni: “ma almeno sai in che Comune ci troviamo..”
Enzo: “il navigatore dice..Mordor..”
Giovanni: “…ah si… dopo Montesarchio… l’ho vista la freccia...”
Enzo: “ma dico io sta cessa e tua cugina con tanti ristoranti che ci stanno a Torre del Greco..”
Giovanni: “tu hai ragione… ma quella è incinta.. si doveva sposare in un posto lontano dove non la conosce nessuno… per lo scuorno.. è capì?..”
Enzo: “chella cessa..”
Giovanni: “eh..”
Enzo: “intanto io tengo na cazz e famm…”
Giovanni: “a chi o’ dic..… senti Enzù, non ci resta che adottare i vecchi sistemi…domandiamo a qualcuno..”
Enzo: “Giuà ma dopo che ti sei sposato quella vacca di tua moglie hai imparato a parlare il vacchese?” … Enzo salutò Carmela, la moglie di Giovanni, accennando un sorriso e un occhiolino… lei rispose dalla Multipla sigillata simulando meno zoccolaggine del solito forse a causa dell’intontimento da aria condizionata e Biagio Antonacci… “… ccà ce stann sul vacche…”
Giovanni: “enzù… ma la ncopp… che rè? Na chiesa?”
Enzo: “addò?”
Giovanni: “là oì..”
Enzo: “ah si.. agg vist.. me par na specie e Monastero..”
Giovanni: “e ci sarà qualcuno dentro no?.. nu prevete.. nu monaco.. nu sacrestano.. che ne sacc..”
Enzo: “non abbiamo scelta.. jamm a verè..”
I due compagni di matrimonio si incamminarono su quello che sembrava un rettilineo ma che ben presto si rivelò “sagliuta infame”, cercando di camminare più sotto al ciglio della strada possibile e usando lo scolo dell’acqua piovana a mo’ di marciapiede, dopo varie sdunucchiate, un paio di carogne di bestie non ben definite e un sonoro “addò v’arresecat!!” che sovrastò il rombo scostumato dell’apecar da cui era stato con tanto vigore declamato, arrivarono su un piazzale che dava sulla vallata, una specie di terrazza il cui confine era delimitato da panchine e platani disposti alternativamente  in modo regolare, in fondo la visione di un monastero di pietra chiara, bello, maestoso, diede per un attimo ristoro ai fisici e alle menti dei due malcapitati, ma l’effetto durò poco a causa dello scarsissimo livello di  interesse culturale di cui erano provvisti, e infatti si fiondarono sulla fontanina sulla destra la cui forma fallica era stata occultata dal muschio e dalle vespe. Si bagnarono polsi e nuca senza pronunciare parola per risparmiare fiato, e usarono quella illusione di ricarica energetica che l’acqua ghiacciata gli aveva dato per arrivare fino al portone del Monastero..
“Giuà …” affannosamente riusci a dire a stento Enzo… “managgiocazzz….” Segui un’altra pausa teatralmente impeccabile… “abbuss!..” simulando più fatica e affanno del dovuto per esimersi da un compito così pieno di responsabilità, pensando che se li pigliavano a maleparole, o peggio a colpi di libotto, avrebbe comunque avuto meno colpa perché in fondo non era stato lui a bussare…
Giovanni che aveva sgamato la codardia dell’amico fin da subito valutò in un attimo che il rischio di una così futile responsabilità di colpa era comunque ridicolo in confronto alla fatica che sentiva in quel momento e per ridurre i tempi di sofferenza concluse che era meglio abbozzare ed eseguire l’ordine.. “addò s’abbuss??…”
Enzo: “stu cos e fierro ccà.. comm se chiamm?..”
 “stu pirulicchio qua?.. o’ fattappost insomm..” disse Giovanni mentre la mano che a stento aveva alzato quel battente di ferro pesante crollo sul legno del portone sotto il peso della fatica.. “ma che strana forma ten stu coso… me par proprio nu ca..”
“CHI E’???” tuono una voce stridula impostata a solennità ecclesiastica…
Giovanni. “scusate, padre, vorremmo chiedervi un informazione..”
Dal portone si aprì una piccola finestra della cui presenza non si erano accorti e comparvero due monaci, non vi so dire se erano francescani, domenicani o altro, avevano il saio questo si, e il cordone alla vita anche se annodato in modo strano; due nodi grossi da i quali scendeva una specie di cappio…
Fra’ Liborio: “ma qua padre? Io figli nun ne teng!!”
Fra’ Gesuardo: “ihihihihihihi…”
Fra’ Liborio aveva le braccia e le gambe magrissime, ma una panza a melunessa americana talmente gonfia che anche da sotto al saio si poteva distinguere l’ombelico che si era smerzato per lo sforzo, la faccia rugosa e cadente, capelli bianchi contenuti in una fila di lato inpeccabile che profumava di bergamotto, occhi strettissimi e un neo enorme e peloso sulla guancia destra.
Fra’ Gesuardo era magrissimo, basso, la faccia di anziano e lo sguardo di un bambino, il pizzetto, capelli neri e sporchi con la fila in mezzo.
Giovanni: “scusate se vi ho offeso, ma come vi devo chiamare?”
Fra’ Liborio: “chiamaci Frati!”
Giovanni: “giusto.. scusatemi ancora.. frati..”
 “figurati… o frat tuoje!!” disse Fra’ Liborio marcando sul finale e fissando il confratello..
Fra’ Gesuardo: “ihihihihihihi… ahahahhahaha…”
Giovanni: “in realtà.. frati… ci siamo persi…”
Fra’ Liborio: “Non si dice persi… si Dice Spersi!!!”
 “ihihihihihi.. Fra’ Libò stai proprio in forma oggi!” la voce stridulissima di Fra’ Gesuardo vibrò per tutto il convento..
Giovanni e Enzo si guadarono un po’ sorpresi, un po’ avviliti, al che Enzo scansò Giovanni e si fece avanti…
“stiamo cercando….” Si mise gli occhiali da vista e cacciò un bigliettino da visita.. “l’agriturismo… “La Cularda D’Oro”… specialità carni alla brace… Via Santa Eustacchia, 36.. località…..Montetruzzo..”
Fra’ Liborio ormai in loop con un sorrisetto ebete, sempre la stessa cadenza e lo sguardo malizioso rivolto verso Fra’ Gesuardo “Noi non li conosciamo i ristoranti…. Stiamo a Dieta!!”
Fra’ Gesuardo: “ihihihihihihi… uà si proprio nu comico Libò..”
Enzo non  proferì parola, allibì, guardò Giovanni e non sapeva se ridere o piangere…
“Ma almeno mi sapete dire in che paese siamo?” provò a chiedere dando l’ultima occasione ai frati..
Fra’ Liborio: “ o’ paese e’ pullecenelle…!!”
Fra’ Gesuardo: “ihihihihihih…ahahahahah.. me fai murì…”
Intervenì Giovanni “vabbè .. scusate il disturbo frati… buona giornata..”
Fra’ Liborio: “buonagiornata a voi.. figurati… o’ frat tuoje!!” stavolta rise sul finale e abbasso il capo per guardare negli occhi il confratello..
Fra’ Gesuardo: “ahahahahahahaahaha…. O’frat tuoje… ihihihihihihihih… me fatt tropp parià Libò…”
chiusero la finestra lasciando Enzo e Giovanni immobili fuori al portone a fissarsi interdetti mentre dal convento si sentivano risate sempre più fastidiose che aumentavano man man che i Frati raccontavano l’accaduto agli altri confratelli, Enzo fece cennò con la testa a Giovanni di avviarsi verso le auto sussurrando un sommesso e rassegnato “manacciocazz..”
“Enzù… ma che caspita e Frati so’ questi??” ruppe il silenzio Giovanni..
Enzo: “Giuà che t’aggia dicere… a me me paren prop e Frati ro Ca…”
Giovanni: “ENZO ENZO!! Ma guarda le vetrate del Convento… ma che forma strana hanno?…”
Enzo: “addò?..”
Giovanni: “Là.. Oì!!!”


giovedì 26 giugno 2014

Test Dell' Ommità

Ora vanno tanto di moda i test su Facebook, tipo Che animale sei?
un puorco, un gallo sulla munnezza, un totano nella chitarra, un babbuino col culo abbruscato...
Che colore sei?
rosa miccio, fucsian, carta di zucchero, verde pera a spadone...
Che talo personaggio di tala serie televisiva sei?
Bruke, Ridge, uno di lost che non lo so come si chiamano....
Che punta di trapano sei?
da 10, per fierro, per ligname ....
Che acconciatura per patana sei?
brasiliana, a cuoricino, a pentagono, a google maps...
Che pesce di mazzamma sei?
una licia, un merluzziello, un ciciniello... 

Che piezzo di carne di dentro al raù sei?
la pezza a cannella, la purpetta, la braciola, la cotona mbuttunata, la sasiccia...
Che fuoco di artificio sei?
un tracko, un filipazzo, un rentino, un rauto....
Che piezzo di callo di trippa sei?
Il musso, il pero, la zizza, la lengua, il ntestino, il centopelle..
Eh? Eh? che spaccimm si? eh? Eh? eh?
Però diciamo sono tutti test inutili che servono solo a fare le acchiappanze tra disperati tipo “ua pure io sono un Fenicottero!!! … ua sono pure io Blu Cobalto! ... ua pure io sono il cientopelle!! Siamo proprio tale e quali io e te!.. vuò chiavà?”.
Io invece ho sviluppato un test che ha una sua utilità, specialmente per voi femmine, che ormai veramente mi fate una cosa nello stomaco perché vi aizate pure i trans con la barba pur di tenervi un miezo vruoccolo affianco, fate fare il test al vostro compagno e scoprite se è un Ommo oppure no…

Test sulla Ommità:

1. Ogni quanto ti lavi?

A. più volte al giorno devo sempre prufumare di lavanda selvatica.
B. una volta al giorno senza far bagnare a terra.
C. un giorno si e uno per non consumare troppa acqua.
D. il sabato o la domenica ma solo se devo uscire.

2. Con che cosa ti lavi?

A. Quello che compra mia moglie.
B. Vidal unisex.
C. Lel Piatti.
D. Bagnosciuma con nome francese alla lavanda e zucchero filato che costa almeno 30€ al millilitro.

3. come porti la barba?

A. la rado tutti i giorni sennò abbosco.
B. pizzetto, baffetto, basettella ecc..
C. lunga fin quando non mi prude per i pullici.
D. la faccio crescere giusto giusto un pochino come si porta adesso.

4. con che cosa ti fai il Bidè?

A. Near Uomo.

B. nel mio intimo c’è Chilly.
C. Col sapone intimo di mia moglie.
D. con la creolina una volta al mese quando viene lo spurgo.

5. posizione sessuale preferita

A. a pecora.
B. missionario.
C.lei sopra io sotto.
D. a pecora.


6. che dopobarba usi?

A. Balsamo delicato a crema per pelli sensibili e anche un poco suscettibili.
B. Nivea uomo.
C. preta di allume o Denim blu.
D. Dolce e Gabbana avuto regalato a natale.

7. cos'è Kiko?

A. un negozio del centro commeciale pieno di patane.
B. una catena di cosmesi di scarsissima qualità.
C. un insegna davanti a una panchina.
D. il nome di un cane.


8. qual'è la tua pizza preferita?


A. non me lo ricordo più.
B. wustel e patatine.
C. non assumo carboibrati.
D. mezzo metro sasiccie friaielli papacelle e tonno.

9. in quale negozio vai a fare shopping?

A. Declathon.
B. Gucci semiuomo.
C. Alcuozz.
D. Non li scelgo io i miei vestiti.

10. ti piace il calcio?

A. Nientimeno! solo che non incarro una bulletta.
B. Forza Napoli!
C. cerco di assumerne la quantità consigliata dal mio dietologo.
D. Solo quando non devo andare da mia suocera.

11. quanto sei rattoso?

A. malamente..
B. malamente..
C. malamente..
D. malamente..

12. al bar cosa prendi?

A. un caffè macchiato in vetro freddo.
B. due caffè da portare senza zucchero.
C. un mocaccino al ginseng.
D. un ristretto corretto a Vov.

13. Cocktail preferito

A. Negrone.
B. non posso bere perchè dopo devo guidare.
C. quello che si porta più assai.
D. Amaro del Capo.

14. la domenica mattina

A. Bar, Snai, casa mammà.
B. Messa, centro commerciale, casa suocera.
C. Centro estetico, aperitivo, casa di amici.
D. Cesso, Divano, Piedi sotto al tavolo. and repeat..

15. Cosa guardi per prima in una donna?

A. Le zezze.
B. Le scarpe.
C. abbosco.
D. Gli Occhi.

16. La tua birra preferita?

A. Quella con la fella di limone dentro.
B. Peroni.
C. Analcolica.
D. HalfWeiss Tedesca al limite trappista bianca.

17. Hai mai abbuscato da una femmina?

A. Solo nell'intimità.
B. tutti i giorni da femmine diverse.
C. tramite strascino.
D. magari.

18. Balli?

A. conosco a memoria le coreografie di Dirty Dancing.
B. no.
C. i latinimericani per fare le acchiappanze.
D. solo lenti.

19. Che dieta segui?

A. Dukan tisanoproteica all'acqua di cocco.
B. quella che mi ha dato l'istruttore di body building.
C. quella delle femmine.
D. lo sfunno come stile di vita.

20. quanto spesso te rump o cazz?

A. continuamente.
B. coltivo tanti interessi, cerco di essere una persona attiva e allegra.
C. solo quando mi danno il permesso di farlo.
D. spesso, ma non lo ammetto in pubblico.

 PUNTEGGIO:


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RISULTATI:



DA 0 A 26 PUNTI: SEI UNA MEZAFEMMINA.



Fondamentalmente ti piace il pesce, ma non è questa la discrimine con l’ommità, ognuno chiava come gli pare, l’orientamento sessuale non è rilevante per il test ma il mezafemmina è considerato l’anti-ommo per tutto il resto: l’attenzione maniacale alla moda, all’aspetto e all’abbigliamento, la cura personale, lo stile di vita, l’aspetto fisico, le scarpe, il taglio di capelli, i gusti musicali ecc… l’elenco sarebbe infinito. Se siete fidanzate con un uomo così, magari fate capa e muro tutti i giorni però andrete vestite sempre sistimate.



DA 27 A 42 PUNTI: SEI UN PUCCHIACCAINCAPA.



Soffri di una grave patologia.http://cirosaittello.blogspot.it/2014/01/la-pucchiaccaincapita.html E mi dispiace non c'è rimedio, meglio che ti uccidi, senti a me, come quelli che vengono mozzicati dai Zombi, sparati in fronte prima che sia troppo tardi. Se siete fidanzate con uomini così, dovete passare tanta guai a voi e chi vi ha creato.




DA 43 A 61 PUNTI: SEI UN CHIACHIELLO.



fondamentalmente ti piace la fessa. Ma questo non basta per fare di te un vero ommo. Tieni un software per il fantacalcio al posto delle cervelle e vivi nella speranza che una femmina diventi disperata al punto di dartela. Segui le mode più cuozze che ci esistono e non potendotele permettere economicamente ti abboffi di debiti. L'unica differenza tra te e un Mezafemmina è che tu ti puzzi di fame e ti piace la picchiacca. Se siete fidanzate con uomini così potete comunque sfoggiarli come accompagnatori però appena aprono la bocca mi raccomando dateglele sul musso. 

DA 62 A 80 PUNTI: SEI UN OMMO.


compagno, siamo rimasti in pochi, manco i panda stanno più in estinzione di noi, bisogna resistere. Non te lo dico come sei perchè sarebbe una mancanza di rispetto e poi tu già sai.http://cirosaittello.blogspot.it/2014/02/le-regole-base-dellommita.html A sto punto già ti dovresti essere cacato il cazzo di leggere. Se siete fidanzate con uomini così ringraziate la Maronna e il Padreterno e cercate di non cacare il cazzo.

martedì 10 giugno 2014

Il Mio Troisi..



Nei primi anni novanta internet non esisteva, o almeno se esisteva, a Ercolano in provincia di Napoli, a pochi chilometri da San Giorgio a Cremano, di sicuro non sapevamo nemmeno cosa fosse. Per un ragazzino di 10 anni, o poco più, appassionato di Massimo Troisi reperire informazioni certe riguardo al suo cinema, o meglio alla sua filmografia, era quasi impossibile, non era come adesso che clicchi su Google e ti escono 8000 pagine oppure vai su Emule e ti scarichi vita, morte e miracoli, una cosa del genere per me era un'utopia vera  e propria, la mia mente all’epoca non sarebbe riuscita nemmeno a concepirla.

L’unica fonte di informazioni semi attendibile, oltre alla tv, era Don Armando. Don Armando gestiva l’unica videoteca del paese che apriva solo la domenica mattina, immagino fosse la sua seconda attività, era un negozio senza insegna sotto ai portici nel deserto delle case popolari, ancora oggi non ho capito se si trattava di una attività legale o meno, vendeva i duplicati delle videocassette dei film di maggiore successo, andavi lì ti prenotavi il tuo film e dopo una settimana andavi a ritirare la videocassetta.

Non che Don Armando fosse un grande cinefilo, anzi in verità penso di non aver mai sentito il suono della sua voce, però aveva il negozio tappezzato di copertine di videocassette, raffiguranti le locandine dei film che vendeva, ordinate in modo maniacale; per genere, autore, interprete ecc..   per me era come entrare in un sogno; c’era Eduardo De Filippo che occupava mezza parete destra, Totò, una fila intera in alto a sinistra, tutti i Rocky e i Rambo proprio dietro alla cassa vicino a “Quando l’erba si tinge di sangue”  il film di genere più in voga all’epoca, e lì in altro a sinistra dietro al bancone c’era il “reparto” Massimo Troisi, 4 o 5 cinque locandine che erano il mio desiderio più grande, dovevo completare a tutti i costi la mia collezione “La Filmografia Completa di Massimo Troisi in videocassette false semiautorizzate”, perché per me la filmografia di Troisi era quella, ovviamente non era così, ma questo l’ho scoperto anni dopo.

La collezione era iniziata grazie a Tore detto “il Nero”, un amico mio dalla carnagione molto scura, che possedeva “Ricomincio da tre” ovviamente in videocassetta falsa di scarsissima qualità con la copertina fotocopiata storta, una schifezza comprata sulle bancarelle che avrebbe fatto inorridire Don Armando, che ci teneva tanto alla qualità audio-video delle sue videocassette anche se lui non ti dava mai la copertina ma scriveva solo il titolo del film sulla videocassetta con l’uniposca bianco in un codice tutto suo tipo “Ric. Da3” oppure “non ci resta.” Ecc…

C’ho messo mesi per convincere Tore o’nero a scambiare Ricomincio da Tre con varie macchinine e una mazzetta sana di “Dollari” di calciatori, lo vedevo tutti i giorni quel film , ancora oggi ricordo a memoria i refusi dovuti alla scarsa qualità di quella videocassetta e quando rivedo il film mi aspetto sempre che la voce di Franky a quel punto acceleri, o che la faccia di Mirabella si deformi oppure che l’immagine zompi su titoli di coda ecc..

E intanto però, citando il film, “avevo sparagnato 5mila lire..” ..lo so, nel film sono 7mila ma da Don Armando 5mila lire era il prezzo di una videocassetta, per me non era facile apparare quei soldi; regali del nonno, spicci rubacchiati da sopra al comò quando papà svuotava le tasche ecc..  facevo enormi sacrifici, privandomi di dolciumi e Supersantos,  ma quando alla fine ci riuscivo era festa grande , mi vestivo di tutto punto (era domenica mattina, mammà ci teneva a mandarmi in giro sistemato) impugnavo la mia 5mila lire e mi incamminavo verso il negozio di Don Armando. Passavo fuori al bar “Santo Spirito” che faceva una pizza fritta che era qualcosa di meraviglioso, l’odore invadeva tutta la strada, caro Massimo quante volte sono stato sul punto di cedere, ma poi rigavo sempre dritto verso la Videoteca di Don Armando.

Quello era un giorno speciale avrei finalmente completato la mia collezione, arrivai sparato dal Don Armando con la mia 5mila lire in bella vista e ritirai “Pensavo Fosse Amore invece era un calesse”, ovvero “Pens. Fosse Amore” …evvai.. è fatta! Ho finito! Saluto Don Armando, che ovviamente non ricambia, faccio per andar via ma all’ultimo istante manco se me lo sentivo alzo la testa verso il “reparto Troisi” e che ti vedo?... 2 nuovi film!!! Ma come?? E da dove sono usciti??.. chiedere spiegazioni a Don Armando era inutile, rimasi li a contemplare quelle videocassette per qualche minuto, immobile, “Che ora è” e “Il Viaggio di Capitan Fracassa” con Troisi vestito da pulcinella in copertina, e io non ne sapevo niente, provai un misto tra eccitazione e delusione; c’erano ancora film di Troisi che non conoscevo e potevo vedere ma adesso dovevo apparare almeno altre 10mila lire! Un impresa quasi impossibile, almeno a breve termine.

Così mi venne l’idea per completare la mia collezione a costi più accessibili: il videoregistratore!! Avevo studiato tutto nei dettagli, ogni tanto in Tv davano i film di Troisi e io avrei potuto registrarli, dimezzando così i costi!  E potendomi mangiare anche una pizza fritta di domenica mattina alla faccia di Don Armando! Il sistema consisteva nel comprare la settimana prima la giuda tv dal giornalaio, circa 1000lire, studiarla tutta, e quando capitava un film di Troisi passare alla fase successiva, solo però dopo aver ritagliato la locandina del film dalla guida tv.

Andavo nel negozio di elettronica a comprare una videocassetta vuota della durata di 180 minuti, circa 2000lire, ovviamente un film all’epoca durava al massimo 90-100 minuti, però non si poteva mai sapere.

Avvisavo mamma e papà che quella sera la camera da letto, dove era ubicato il videoregistratore, era off limits, e passavo tutta la durata del film seduto a terra con l’indice e il medio sui tasti rec e stop, perché ad ogni stacco pubblicitario dovevo fermare la registrazione e riavviarla nel preciso momento in cui ripartiva il film, guai a perdersi qualche secondo prezioso.

Così riuscii a completare la mia collezione che era esposta in bella mostra sulla parete attrezzata del soggiorno, al sicuro (mamma non avrebbe permesso a nessuno di entrare nel soggiorno senza autorizzazione) e penso che per almeno 3-4 anni ho visto un film di Troisi al giorno, senza mai sgarrare.

Da grande poi lavorando sono riuscito a comprare i dvd addirittura originali,  nella versione Deluxe ecc… però una videocassetta di quelle l’ho conservata, è lì nel mio “reparto Trosi” personale, e quando l’occhio ci cade sopra mi ricordo quanto mi faceva sentire meno solo Massimo Troisi.