Ci sta un gruppetto di giovini in età scolare che teneno tuttquant la
stessa capa, sia metaforicamente che letteralmente parlando. E' palese
che vanno tutti dallo stesso barbiere. Sembrano muoversi all'unisono
come gli strormi di aucielli cacatori e anche loro emettono una raffica
di strunzità a batteria continua di "Par o' pesc", "O'Frat Tuoje", "Si
tutt scem", "eeeecaiiijjj" etc.. mentre si arrobbano e si lanciano a
turno il telefonino. Ovviamente sono tutti maschi, ci sono solo due
femmine; una vaiassa prossima alla gravidanza che ride sguaiatamente ad
ogni cuollo di cazzo e una vaiassa però carina che se ne sta in disparte
e stranamente nessuno la violenta, la stupra o allimite la molesta
sessualmente. I ragazzi la guardano con rattusamma palese ma si vede che
hanno paura di lei, anzi più che paura un timore riverenziale, per
intenderci la guardano come Rizzoli guarda Bonucci.
Non è cambiato niente.
Se li guardi bene puoi distinguere tutti gli steorotipi di piscioni
come quando andava a scuola io (diciamo vent'ani fa): Il tipo suggetto
ma scemo, il tipo suggetto però sicchione, il finto bucchinariello, il
puzzato di fame, quello che si fa i fatti suoi etc.. Solo che sono
vestiti più gay. La loro professoressa a due passi in piumino verde
prato e borsone camomilla fa finta di non conoscerli.
Una vecchia
cuperta sta facendo il paro e lo sparo per attaccare bottone, magari
chiedendo un informazione. Tiene un giubbiniello miezitiempi, un
pantalone slimfit blumarine, gli orecchini piccoli a pendolo e un
foulard azzurro occhi di Gramellini. Effettivamente se non fosse per la
fede potrei essere scambiato per uno speruto di fessa; vestito male,
palesemente povero, faccia da rattuso al punto giusto e quasi viecchio.
Si avvicina, si accorge che feto e allora desiste.
Un zincaro sta
menato a cosce aperte sopra a una panchina, fuma sigarette di
contrabbando serbe che fetano come l’ilva di Taranto, se ti avvicini
bisbiglia qualcosa tipo “monet.. porfavor.. centesim..” ma senza genio
perché sta fuori servizio, in borghese, con il giubbino di finta pelle,
il jeans nero e le nike sfunnate.
Un turista col cappellino di
paglia ci guarda ammirato, si pensa che in capa a lui sta dentro a un
film di MartiScozzese, però si vede che sta cacato sotto.
Ci sta
pure uno studente universitario zainetto in spalla fuori corsissimo;
tiene più rughe di me, gli occhiali, la barba lunga e l’orecchino che fa
tanto indie. Però il cazone e i miezi stivali palesemente arrubbati
dall’armadio di papà stonano troppo con la felpa col cappuccio che si
ostiene a mettersi nonostante i 40 anni passati e se non bastasse lo
tradirebbe comunque la capigliatura a LittleTony/MaicolDaglass che
ammarca a viecchoemmedd ma che è l’unica gli ammacchia un poco la
chierica.
Una mamma rincorre un criaturo che ha tentato una decina
di volte il suicidio negli ultimi 5 minuti e un viecchio con il
pantalone di velluto, il marsupio e il gilet multitasking caca il cazzo
random a chiunque gli capiti a tiro; dallo scupatore nell’esercizio
delle sue funzioni, al frevecatore con la marenna sotto al braccio, a
quel rappresentate folletto/testimone di geova/agente immobiliare
vestito tanto bene e fresco sbarbato che gentilmente cerca un modo per
scenderselo da dosso senza riuscirci.
La Location non sarebbe
neanche male, si vede che è di recente costruzione con rifiniture di
pregio di materiali di scarto e munnezza affussata. Quella architettura
tipica dei finanziamenti a schiovere dell’Unione Europea. Se non fosse
che sta tutto inquacchiato di murales di ogni tipo e fattura;
dall’artistone di strada che si firma “O’ Viking” sotto a un murales che
ritrae la scritta “O’ Viking”, a numerosi dichiarazioni di amore
preadolescenziale che però perdono di romantichezza sperdendosi tra i
più numerosi cazzi, di ogni forma e dimensione, accompagnati spesso da
recapiti telefonici. Ne attrae la mia attenzione uno con la scritta “Ho
Voglia di cazzo” e sono quasi tentato a chiamare ma il cazzo raffigurato
ha delle misure abbastanza riguardevoli e allora rinuncio per mancanza
di requisiti minimi previsti.
Ho fatto tardi a lavoro, mi fanno
male le cosce, mi è scoppiato un mal di capa che non vi dico e tengo
addosso una strana sensazione mai provata prima; come se sentissi il
bisogno impellente di farmi una doccia. Però sono felice.
Erano 10 anni che non prendevo la Circumvesuviana.
martedì 9 maggio 2017
sabato 22 aprile 2017
Lava e Tufo
Tutte le sere pe m’arritirà facc nu vico.
Nu vico stritt e chine e vasce.
A sott e mure fracete spontano lava e tufo.
Cumfromme saglie o’ vico, a sinistra sta Gennaro che fa o’
fierro viecchio con un trerotte sfunnato, scassa frigoriferi e lavatrici cu na cazzimma
int’ a l’uocchie comm si vulesse scassà coccautra cosa.
Chù ncopp sta na vecchia con un cammeso a fiori che si
assetta sempre ncopp o’ rarillo fuori al vascio, da luntano pare na creatura.
Di rimpetto over sta na creatura con il pigiama, avrà sedici
anni non di più, con suo figlio in braccio guarda le amichette che passano col
borsone per andare in palestra, tene gli uocchie e chi nun tene manco il
diritto di provare invidia.
Ncopp e’ mure “Forza Napoli” e cazzi. A sott semp lava e tufo.
I criaturi che giocano a pallone quando passo con la machina
si accostano e mi menano i chiatammuorti.
Chiù ncoppa sulla destra un da un purtone apierto si vede
l’androne di un palazzo antico, cu doje scale che saglieno ai lati e doje
nicchie con due busti marmorei. Chi sa chi cazz so.
Dal vascio suo Gaetano caccia la capa e me saluta, non può
ascire, sta ai domiciliari, lo saluto e gli scruto i lineamenti. Mha. A me pare
semp nu buono guaglione.
Le porte e le finestre so semp aperte.
Na stanza e lietto Barocca.
Na cucina roccocò.
Nu quadro troppo gruosso int a na stanza troppa
piccerella.
Nu Motorino parcheggiato affianco a nu lietto.
Mure facete, lava e tufo.
Nu vecchie si piazza miez o’ vico con il piezzo di pane sotto
al braccio e nun me fa passà, gli busso, si ferma.
Na vecchia acala il panaro, io aspetto, lui ci ripone il
pane, si gira, mi saluta e mi sorride.
Quasi alla fine del vico ci sta On Armando o’ scarparo,
fatica ancora miez a famma.
Rallento.
I poster del Napoli di Maradona.
Scarpe sparate appesse e fierri che chissà a che servono.
Spuorco e povere.
N’Addore e Crummatina.
Quando il vico fernesce sta nu canciello.
“Zona Archeologica. Vietato Oltrepassare”
Pino Daniele int o’stereo e M’accorgo che so cuntento e sta.
Cu te.
Ca si me spaccano l’ossa, o sott a st’ommo fraceto, escene
lava e tufo.
mercoledì 22 marzo 2017
il Putecaro Curnuto e Piecuro
Quando ero criaturo capitava
spesso che papà si arritirava dopo lavoro con degli generi alimentari.
Quando non si trattava di primizie
di stagione ancora ancora mammà non gli diceva niente; Fravole, Cerase,
Nespole, Ceveze, Mellunesse Americane etc.. o qualsiasi altro ortofrutto da
serra lasciato macerare al sole sulle bancarelle agli “angoli delle rotonde”
della Benedetto Cozzolino.
Anzi mammà apprezzava quel gesto
di romanticheria omma che aveva come significato: “Donna, ho pavato 10 volte
tanto della frutta cancerogena che tra un mese la vendono 1000lire al quintale
solo per te! Mo miettiti a pulezzare questi 8 chili di cozzeche pelose oì!” e
mammà non prendeva le cozzeche e ce le chiavava in faccia perché all’epoca la
femmina capiva e apprezzava l’ommità, non come adesso che le femmine vogliono
il fidanzato senzibile, emotivo, attento e depilato ( se oggi non ci esiste più
l’ommità è colpa delle femmine) e alla fine si smezzava la fresella spugnata
sotto alla mpepata di cozzeche con papà come dentro a Lillilvagabondo.
Capitava invece altre volte che
papà si arritirava con generi alimentari ordinari. Non perché papà volesse
aiutare in casa e andava a fare la spesa di sua sponte, ma probabilmente perché
aveva perso una scummessa con qualche amico, quei fatti tipo:
“Uà Aità, stamattina mi ho
mangiato un purtuallo di Palermo che era troppo frisco zucuso!”
“Ah, buoni i purtualli di Palermo,
pure a me mi piaciono assai!”
“Si ma tu i purtualli di Palermo
che mi mangio io non te li hai mai mangiati!”
“E Perché scusa?”
“Io li vado a prendere da un
verdummaro che canosco solo io che alla matina si sceta alle 2, si prende il
traghetto per Palermo e va arrubbare i purtualli da dentro a una villa
Borbonica sotto all’Etna, che quella la lava fresca ci da la Zucosità!”
Allora Papà ferito nell’orgoglio
purtuallo (e non avendo nozioni geografiche adeguate) si faceva accompagnare da
questo fantomatico verdummaro ( probabilmente parente dell’amico suo) che ci
ammollava 20 chili di purtualli alla quotazione quotidiana in borza
dell’argento puro e alla fine erano gli stessi fetentissimi purtualli che mammà
comprava dal verdummaro sotto casa e pagava 500lire alla tonnellata però ce ne
stava qualcuno incartato con la carta velina rossa col carretto siciliano
stampato sopra.
Stesso discorso valeva per il
pescatore che andava a prendere le alici a Cetara e invece erano alici del
puorto di Torre del Greco, il pane di Sanbastiano igp cotto a fascine che
invece era cotto con i tauti dei muorti scavati e gli stantoli delle porte, i pomodorini
del piennolo che per coglierli il contadino facava Freeclimbing sul monte Somma
e invece erano cresciuti in una terra adiacente alla discarica fuori al
cimitero etc.. etc..
Allora in quel caso mammà non lo
guardava manco in faccia per non umiliarlo troppo e ci diceva serafica “Aità, t’ann
fatt fess!”. Papà a quel punto capiva e si ritirava in buon ordine.
Mo che pure io sono adulto, mi
capita qualche volta di andare a comprare qualche genere alimentare ed
effettivamente ho notato che il putecaro di turno tiene questa tendenza a
menare dentro l’ommo. Pensa in capa a isso “L’ommo è poco abituato a fare la
spesa mo ci ronco lo scarto dei friarielli tanto isso non se ne accorge”.
Com’infatti quando traso in una puteca vengono subito segnalato con gesti
inconsulti dal giovane di puteca al masto come a dire “Oilloc o pullastro oì” e
quando chiedo qualcosa spesso e volentieri tra un “Dottò, non ve ne incaricate”
e un “Vi farò un servizio che non dimenticherete” mi ritrovo sempre con la
frutta fracica, il pesce scongelato e la robba scaduta che Mugliera giustamente
quando mi arritiro mi mortifica nell’ommità.
Allora ho trovato un escamotiage
per evitare di essere menato dentro, all’inizio provavo a sbattermi un poco a
femminiello, cercando di mascherare la mia ommità, in modo tale da confondere
il putecaro ma il trucco poi si è sgamato perché vesto troppo male per essere
gay. Allora quando vedo che il putecaro sta scavando nel contenitore dell’umido
per riempire le mie buste proclamo solenne la frase: “Datemele buone che non
sono per me. So per le Creature!”.
A quel punto è come se avessi
giocato una specie di Jolly; se il putecaro ha una coscienza si immagina e
queste povere creature che già hanno avuto la sfortuna di ritrovarsi un padre
scemo e mezzo femminiello adesso si devono mangiare pure la frutta faceta?
Allora preso da un impeto di Barbaradursismo va nel retrobottega e mi da la
frutta che tiene da parte per i clienti ricchi e mi arregala pure gli odori(che
in verità regala a tutti ma io non lo sapevo e ce la pavavo sempre). Se invece
trovo il putecaro infame, esso rimane impassibile al mio richiamo alle creature
e mi ammolla lo stesso lo sfriddo di
magazzino. Allora capisco che è Putecaro cattivo, cornuto e piecuro e non ci torno più.
Col tempo lo stesso criterio lo ho
applicato ai rapporti umani in generale. Quando intuisci che qualcuno sta
cercando di chiavartelo in culo, sul lavoro, in famiglia, tra gli amici etc..
tu giocati la carta “Criaturo”. Insinua il dubbio nella persona interloquita che
quel danno che stanno cercando di arrecare a te in realtà e un danno che
ricadrà sui tuoi figli perché alla fine, come tutti, tutto quello che fai nella
vita lo fai esclusivamente per loro. Se la Persona rimane comunque impassibile
allora è infama nell’animo e non ci sta soluzione di redenzione. Allò, sient a
me, leva mano e non ci tornare più addù
stu curnuto e piecuro.
La Dieta il mese Prossimo
Funziona così:
Gennaio: Capodanno, le feste, la befana; la criatura ha avuto in regalo ventuordici cazzette di ciucculata; dai nonni, dai zii, dai parienti laschi, dai vicini di casa, dall'idraulico ecc.. quando finisce la ciucculata incomincio la dieta. Il 31 è SanCiro, che fai un cartoccio di sfugliatelle santarosa non te lo mangi?
Febbraio: SanValentino, ammà je o ristorante, sinnò la nammurata cac o cazz. Poi ci sta Sanremo, ce lo volessimo vedere tuttinsieme? porto una mucca imbuttunata, tu porta le birre. La dieta il mese prossimo.
Marzo: SanGiuseppe. Ma tu le zeppole le fai al forno o fritte? Non saranno troppe? Vabbuò se avanzano ce le mangiamo domani. E poi domani. E ancora domani. E poi domani. Ma sti zeppole so comm e gremlins? La dieta il mese prossimo.
Aprile: La festa della Mamma. Mamma ce ne veniamo a mangiare da te. Indora e friggi il frigorifero, noi portiamo le paste. Pasqua. meglio nota come L’Olimpiade dello Sfunno o anche Prova da sforzo del sistema gastrointestinale. La dieta il mese prossimo.
Maggio: La festa dei lavoratori. Ce ne volessimo andare all’agriturismo? O alla sagra della nzogna fritta? Conosco una festa dell’unità dove fanno il pruvulone impiccato, la sasiccia suicida e il capocuollo assassinato. La dieta il mese Prossimo.
Giugno: Ma ci sta il ponte? Over? E che fai non ne approfitti? Ce ne volessimo andare a trovare a zio Tonino in Toscana che quello quando arriviamo accire il puorco? Poi il 27 è pure l’anniversario di fidanzamento della nipote della portinaia, ci ha invitati al ristorante. La dieta il mese prossimo.
Luglio: Sto mese teniamo 3 matrimoni. In totale fanno: 3 antipasti al buffet che corrispondono al fabbisogno alimentare annuale del Kenia. 37 primi. 48 secondi. 29 sorprese delle chef. 19 paste e fasuli con le cozze. 20 kg di cunfietti. Dolci a schiovere. Una quantità non ben definita di cartocci avanzati che a casa tengo il dinosauro. Il tutto procapite. La Dieta il mese prossimo.
Agosto: E che fai stai in ferie ti metti a Dieta? Manco un gelato? Una braciata in cumpagnia? Una pizza con la gnora? Un aperitivo in spiaggia? Un cornetto a mezanotte? Un Ippopotamo all’insalata? La Dieta il mese prossimo.
Settembre: Marò si torna al lavoro! Che depressione! Mangiamoci qualcosa per tirarci su. La dieta il mese prossimo.
Ottobre: Le prime piogge. L’autunno che trase. Le foglie che cadono. Quella pucundria malinconica. Quella voglia irrefrenabile di puorco arrustuto. La Dieta il mese prossimo.
Novembre: I Muorti. Ritiriamoci in preghiera. Ricordiamo i nostri defunti con cordoglio e commozione abbuffandoci di torrone a cioccolato nocciolato aveto quanto una putrella. La Dieta il mese prossimo.
Dicembre: Natale. Le feste. Si accumencia a friere e mbuttunare alla immacolata e non si fernesce più. Per chi sopravvive.. La dieta l’anno prossimo.
Gennaio: Capodanno, le feste, la befana; la criatura ha avuto in regalo ventuordici cazzette di ciucculata; dai nonni, dai zii, dai parienti laschi, dai vicini di casa, dall'idraulico ecc.. quando finisce la ciucculata incomincio la dieta. Il 31 è SanCiro, che fai un cartoccio di sfugliatelle santarosa non te lo mangi?
Febbraio: SanValentino, ammà je o ristorante, sinnò la nammurata cac o cazz. Poi ci sta Sanremo, ce lo volessimo vedere tuttinsieme? porto una mucca imbuttunata, tu porta le birre. La dieta il mese prossimo.
Marzo: SanGiuseppe. Ma tu le zeppole le fai al forno o fritte? Non saranno troppe? Vabbuò se avanzano ce le mangiamo domani. E poi domani. E ancora domani. E poi domani. Ma sti zeppole so comm e gremlins? La dieta il mese prossimo.
Aprile: La festa della Mamma. Mamma ce ne veniamo a mangiare da te. Indora e friggi il frigorifero, noi portiamo le paste. Pasqua. meglio nota come L’Olimpiade dello Sfunno o anche Prova da sforzo del sistema gastrointestinale. La dieta il mese prossimo.
Maggio: La festa dei lavoratori. Ce ne volessimo andare all’agriturismo? O alla sagra della nzogna fritta? Conosco una festa dell’unità dove fanno il pruvulone impiccato, la sasiccia suicida e il capocuollo assassinato. La dieta il mese Prossimo.
Giugno: Ma ci sta il ponte? Over? E che fai non ne approfitti? Ce ne volessimo andare a trovare a zio Tonino in Toscana che quello quando arriviamo accire il puorco? Poi il 27 è pure l’anniversario di fidanzamento della nipote della portinaia, ci ha invitati al ristorante. La dieta il mese prossimo.
Luglio: Sto mese teniamo 3 matrimoni. In totale fanno: 3 antipasti al buffet che corrispondono al fabbisogno alimentare annuale del Kenia. 37 primi. 48 secondi. 29 sorprese delle chef. 19 paste e fasuli con le cozze. 20 kg di cunfietti. Dolci a schiovere. Una quantità non ben definita di cartocci avanzati che a casa tengo il dinosauro. Il tutto procapite. La Dieta il mese prossimo.
Agosto: E che fai stai in ferie ti metti a Dieta? Manco un gelato? Una braciata in cumpagnia? Una pizza con la gnora? Un aperitivo in spiaggia? Un cornetto a mezanotte? Un Ippopotamo all’insalata? La Dieta il mese prossimo.
Settembre: Marò si torna al lavoro! Che depressione! Mangiamoci qualcosa per tirarci su. La dieta il mese prossimo.
Ottobre: Le prime piogge. L’autunno che trase. Le foglie che cadono. Quella pucundria malinconica. Quella voglia irrefrenabile di puorco arrustuto. La Dieta il mese prossimo.
Novembre: I Muorti. Ritiriamoci in preghiera. Ricordiamo i nostri defunti con cordoglio e commozione abbuffandoci di torrone a cioccolato nocciolato aveto quanto una putrella. La Dieta il mese prossimo.
Dicembre: Natale. Le feste. Si accumencia a friere e mbuttunare alla immacolata e non si fernesce più. Per chi sopravvive.. La dieta l’anno prossimo.
mercoledì 15 marzo 2017
Ode al Puorco
Quando il Signor Iddio fece il criato
Coi cristiani, gli animali, e’ piante
Disse tra se “ma c’ aggio combinato?!
Comm si appara mo’ stu guaio pesante!?”
Pensa e ripensa gli venne un’idea
Tutta a nuttata nun chiurett l’uocchj
E lddio, l’Onnipotente, ca tutto puote e crea
Se ne escette con sua maestà: O’ Puorc!
Tutti gli autri besti si inchinarono
O’ piecuro fece la riverenza
Le Vacche al suo cospetto sdenucchiarono
Sulo la femmina non ci diede aurienza.
Eva gelosa del suo amato Adamo,
Che già per isso la capa aveva perso,
Fece al Pataterno formale reclamo
E cominciò a jastemmare l’universo.
Il Padre Nostro nella sua saggezza
Pensò all’istante di squartare a Essa
Ma Adamo ormai già schiavo della zezza
Si oppose per non perdere la fessa.
“Padre ma si tu me liev a Eva
St’umanità poi comm a facimm?”
Lu Pataterno che un po’ si dispiaceva
Chiamò o’ puorco e dicette “che spaccimm..”
“Fosse pe me io non t’acciress
Ma pure tu ca si nu bestio o’ssaje
Ca Chillo tira chiù nu pil e fess…
Pure chiù do Pataterno ormai”
Pigliò la povera bestia alla spartata
Gli diete pure la sua estrema unzione
E senza indugio ci chiavò una cultellata
Quasi commosso per tanta abnegazione.
Quando Adamo Trovò o’ puorco muorto
Penzò “era meglio ca mo facev mmano!”
Ma non si fece pigliare d’o’ scunfuorto
E arapì na butteglia e’ Gragnano
Facette Sasiccie, Braciole e Custatelle
Poi arravugliai na granda porchetta
Braciole, Capicuolli e tracchiulelle
“Tiè Patattè, arap na Birretta!”
O’ Pataterno accumminciai a magnà
N’addore e’ puorco invase il paraviso
“Uanema Adamo m’è fatt cunsulà”
E sentenziò con un gran sorriso
“Tu Donna, ammunni duje friariell!
Je facc natu puorc ampresso ampresso
Tu Adamo, appiccia a Furnacell!
E c’abbuffamm a faccia e Satanasso.
E da quel giorno il Puorco fu bestio sacro
Il prediletto dell’Onnipotente
Anche se ogni vota era un massacro
Perché del puorco non si jetta niente.
Oh grando Puorco animal divino
Puro io ti venero come Divinità
Quando t’arrosto, forse sarà il vino
Mi pare che lu paraviso è qua.
mercoledì 4 gennaio 2017
Il Mio Pino Daniele
Ad un certo punto dell'adolescenza di un giovane napoletano
si passava (si passa e si passerà) attraverso la fase Pino Daniele, è quasi
qualcosa di biologico, qualche fratello o cugino maggiore te lo fa scoprire e a
quel punto diventa una specie di droga, ne vuoi sempre di più. Adesso c'è
internet, noi avevamo la radio e le musicassette by erry. E' stato l'ultimo Re
di Napoli, l'ultimo vero artista che
dall'innovazione ha creato tradizione, che poi è il vero segreto che spinge la
cultura napoletana da secoli in tutto il mondo. Dopo di lui solo saltimbanchi
che mungevano mamma Napoli dalla zizza del folklore e del luogo comune. Il giorno della sua Morte mi sono svegliato diverso, più triste sicuramente, ma anche più
solo, più sconfortato e più arreso.
Ricordo n.1: quando era guagliunciello io l'internet non ci
esisteva, e anche volendo fare le persone per bene al mio paese non ci stava
manco un negozio di dischi (musicassette) originali, quindi per procurarsi la
musica di Pino Daniele le alternative erano due: o passare pomeriggi interi
ascoltando la radio nella speranza che passassero qualche canzone di Pino e
registrarla sulla tua musicassetta
"vergine", ma ovviamente era difficile tra lo zapping radiofonico
acchiapparne una dall'inizio e senza il dj logorroico che ci parlasse da sopra,
quindi venivano fuori compilascion alquanto strane con pezzulli di canzone
sparsi che ti lasciavano l'amaro in bocca oppure la seconda alternativa era
apparare una 5mila lire e la domenica mattina svegliarsi presto per fare qui 3-4 chilometri a piedi e
arrivare a piazza San Ciro a Portici dove in un angolo parcheggiava la Ritmo
delle meraviglie, apriva il cuofano e sbucavano casciette di plastica piene di
musicassette fauze Mixed by erry con tutta la discografia di Pino Daniele più
qualche compilascion fatta di propria iniziativa da erry in base ai suoi gusti
personali,per poi tornare a casa, chiudersi nella stanzetta, e con le cuffie
quelle giganti e lo stereo coi pallini rosa sulle antenne della Philips
scoprire sensazione fino ad allora sconosciute al tuo organismo, darei 10 anni
di vita per riprovare l'emozione di ascoltare una canzone di Pino Daniele per
la prima volta.. per anni ho creduto che "Tra Musica e Magia" fosse stata
fatta da Erry e solo in età adulta ho scoperto invece che ci esisteva veramente
e iniziava così..
Ricordo n.2: la domenica mattina ti veniva a prendere il
cumpagniello tuo appena patentato con la ford fiesta usata nuova tenuta come
una reliquia, e si faceva il giro di citofonate per apparare la cumitiva di 6-7
scaurachiuvi stipati nella fiesta come alici sott'uoglio per andarsi a fare la
camminata freschi docciati e coi panni buoni, di solito il giro comprendeva 2-3
soste culinarie; pizza fritta e graffa erano
obbligatorie e finiva sul lungomare di Napoli, io ero quello addetto a portare
la musicasetta, e quando c'era una bella giornata di sole schiavo la mia
preferita di Pino Daniele fatta da me medesimo e che dopo "Che
Soddisfazione" portava la canzone che ancora oggi quando la sento
"PizzaFrittaGraffaCumpagnielliMareSoleBraccioFuorialFinestrinoDomenicaMattinaFelicitàAmiciziaCheNunTornaChiù"
ed era questa...
Ricordo n.3: mi presi la patente pure io e mi comprai una
500 del 1994 rossa ferrari, poi mi misi pure a fare all'amore e quindi
finalmente tenevo un alcova per i miei incontri amorosi. Andavo a prendere a
mugliera (che allora era solo nammurata) e ci incamminavano sopra al Vesuvio in
cerca di una piazzola di sosta o una pineta libera. Non mi portavo i giornali
per tappezzare la macchina ma per fare il tipo sciolto e disinvolto la tappezzavo con i vestiti che tenevo addosso, infatti
vestivo a strati pure il 25 agosto. Quando nessun guardone mi constringeva a
guidare nudo per tutto il parco nazionale del Vesuvio riscuscivamo nel nostro
intento e dopo avermi fatto abbronzare le pacche dalla luna, ritiravo tutti i panni, mi mettevo l'amore della mia vita sotto
alla scella, mettevo a folle e scendevo col piede sul freno tutto il Vesuvio,
col panorama del Golfo illuminato davanti, per andarci a mangiare una pizza alla
"Casa Rossa" o alla "Roccia".... il sottofondo dopo
amplesso era sempre lo stesso .. questo qua.. la pace dei sensi popio..
giovedì 24 novembre 2016
Il Femminiellicidio
oggi è la giornata mondiale contro il femminicidio, avrei
potuto postare una mimosa insanguinata e fare un figurone, ma ho pensato di
spendere due parole al riguardo, anche se ho scoperto che nella legge contro il
femminicidio rientra pure mia suocera, perchè è femmina, dicono loro, secondo
me l'ha inserita nel ddl Rosy Bindi all'ultimo momento.
Anche io oggi ho voluto fare un piccolo gesto a favore della causa, infatti ho pranzato con mia moglie senza scorreggiare nemmeno una volta, mi sono concesso solo un rutto a fine pasto, ma ci sta, non è mica il nostro anniversario. Comunque vi volevo dire che questo fatto di picchiare le femmine è veramente una cosa brutta, infatti come si dice a Napoli "Pullicinella a carocchia a carocchia accerett a mugliera" ... aspè forse ho usato il proverbio sbagliato.. com'era? "Cazz e Barelle fann e femmen bell, Barelle senza Cazz fann e femmen Cacacazz" ... non mi ricordo proprio bene... comunque non lo fate, pure perchè in uno scontro corpo a corpo probabilmente abbuscate pure. Al limite picchiate solo alle femmine che nell'intimità gli piace di abbuscare, quelle pervertite proprio, scippimi i pili da pietto ecc.. per evitare denuncie però chiedeteglelo prima, anche se chiederglelo prima potrebbe ammusciare il fattoapposta rattuso della mazziata che quelle le femmine già a vacante vanno buono cariche, allò fate così, fatele male scasualmente, tipo "Amò mi passi quei fili scoperti" oppure "Scusa non ti volevo affocare e che questi reggiseni non li capisco propio come si spontano" e vedete la femmina come vi reagisce, se si arratta allora ntorzatela di paccheri... vabbè manco va bene così... fate una cosa aspettate che ve lo ordina lei di picchiarla, che per le femmine comandare è meglio di fottere. Soprattutto se comandano a te. E se proprio devi picchiare qualcuno perchè giustamente il DinamoChievo viene al San Paolo a fare la partita della vita, Hamsik sdenocchia, Gabbiadini è pronto per la passata di spirito, sky pezzotto ti è inspiegabilemte zompato ametà del secondo tempo e devi sfogare allora stroppea un femminiello, che il ddl contro il femminiellicidio non lo hanno ancora fatto, e grazie al Vaticano probabilmente non lo faranno mai... vabbè però manco è giusto, quelli i gay non lo seguono nemmeno il calcio... fa na cosa... vestiti come Enzo Miccio e poi fai cap e muro... famm sapè se funziona.
P.s. Se leggendo questo post tu femmina ti sei offesa magari ti sei offesa proprio perchè sei femmina...pensaci. (così le tengo a bada per un paio di giorni) P.s. Se leggendo questo post tu femminiello ti sei offeso, comm te vec te romp o' cul (così non si offendono)
Anche io oggi ho voluto fare un piccolo gesto a favore della causa, infatti ho pranzato con mia moglie senza scorreggiare nemmeno una volta, mi sono concesso solo un rutto a fine pasto, ma ci sta, non è mica il nostro anniversario. Comunque vi volevo dire che questo fatto di picchiare le femmine è veramente una cosa brutta, infatti come si dice a Napoli "Pullicinella a carocchia a carocchia accerett a mugliera" ... aspè forse ho usato il proverbio sbagliato.. com'era? "Cazz e Barelle fann e femmen bell, Barelle senza Cazz fann e femmen Cacacazz" ... non mi ricordo proprio bene... comunque non lo fate, pure perchè in uno scontro corpo a corpo probabilmente abbuscate pure. Al limite picchiate solo alle femmine che nell'intimità gli piace di abbuscare, quelle pervertite proprio, scippimi i pili da pietto ecc.. per evitare denuncie però chiedeteglelo prima, anche se chiederglelo prima potrebbe ammusciare il fattoapposta rattuso della mazziata che quelle le femmine già a vacante vanno buono cariche, allò fate così, fatele male scasualmente, tipo "Amò mi passi quei fili scoperti" oppure "Scusa non ti volevo affocare e che questi reggiseni non li capisco propio come si spontano" e vedete la femmina come vi reagisce, se si arratta allora ntorzatela di paccheri... vabbè manco va bene così... fate una cosa aspettate che ve lo ordina lei di picchiarla, che per le femmine comandare è meglio di fottere. Soprattutto se comandano a te. E se proprio devi picchiare qualcuno perchè giustamente il DinamoChievo viene al San Paolo a fare la partita della vita, Hamsik sdenocchia, Gabbiadini è pronto per la passata di spirito, sky pezzotto ti è inspiegabilemte zompato ametà del secondo tempo e devi sfogare allora stroppea un femminiello, che il ddl contro il femminiellicidio non lo hanno ancora fatto, e grazie al Vaticano probabilmente non lo faranno mai... vabbè però manco è giusto, quelli i gay non lo seguono nemmeno il calcio... fa na cosa... vestiti come Enzo Miccio e poi fai cap e muro... famm sapè se funziona.
P.s. Se leggendo questo post tu femmina ti sei offesa magari ti sei offesa proprio perchè sei femmina...pensaci. (così le tengo a bada per un paio di giorni) P.s. Se leggendo questo post tu femminiello ti sei offeso, comm te vec te romp o' cul (così non si offendono)
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