Una delle conseguenze di non voler arrendersi all’autunno è
che la matina scengo ancora con la magletella a meze maniche (t-shirt, per i
chiattilli). Il fatto è che, stupidiato dal suonno, non mi rendo mai conto
della reale temperatura esterna, e infatti stamattina sono arrivato fuori alla
posta e poi nell’ordine mi sono reso conto che: prima cosa stavo sveglio, anche
se non sapevo come fossi arrivato lì, seconda cosa
che faceva un fetente di freddo con patapati sparsi, grandine a grappoli,
nebbia in valpadana, cavallette dell’apocalisse ecc.. allora mi ho arricurdato
che tempo fa misi un giacchettiello dietro al cuofano, il classico
giacchettiello che saddà jettà, che ti accattò mammà in coppo pugliano e non si
sa come è sopravvissuto a innumerevoli sfratti, che però “mo me lo metto dietro
al cuofano ca un se po mai sapè”, ovviamente il giacchettiello in questione è
qualcosa di apocalitticamente imbarazzante; color rosso SanCiro con rifiniture
in grigio depressione, cappuccio anni 90 con laccio antisuicidio, ammappucciato
come se ci avesse andata in letargo una intiera famiglia di zoccole, odore a
metà tra nafta e umidità, non si esclude che sia stato usato in passato per
controllare il livello dell’olio o come gancio di traino, ma comunque con la
mia t-shirt declathon azzurra ci stava una favola per questo, visto che ormai
ho perso qualsiasi dignità umana e faccio collezione di figure di niente,
decido comunque di indossarlo perché meglio essere scambiato per puzzato di
fame che prendere la bronchita che poi essendo veramente un puzzato di fame non
tengo i soldi per comprarmi le medicine. Per ripararmi dalla pioggia poi ho
ritrovato sotto alla rota di scorta un ricchionissimo ombrellino bianco a pois
rosa con inserti in merletto col manico curto e un asticella spezzata, che
probabilmente dato le dimensioni è stato progettato per riparare dalla pioggia
le capocchie di cazzo. Mi avvio così bel abbardato verso la posta, al che il
necro che chiede l’elemosina fuori mi piglia sotto braccio (il suo outfit era:
maglietta del Barcellona, jeans multitasking, scarpe antinfortunistica sporche
di fraveca) e mi dice. “Fratello questa veramente è zona mia, però ti ho visto
che veramente staje più nguaiato di me, facciamo così, tu ti metti all’entrata
io all’uscita e poi spartiamo” e io gli ho risposto “caro amico necro, dammi il
tempo che pavo ste bollette, chiamo al masto e mi do malato e poi ci apriamo
questa società a responsabilità immigrata che sicuro mi abbosco di più che
andando a faticare”. Traso nella posta, mi scanso quelle 3-4 vecchie che mi
volevano dare i 20 centesimi e una suora che mi voleva purtare alla caritas, e
mi accorgo che è jurnata di pensioni è ci stanno orde di giovani sfasulati che
portano la nonna a riscuotere venerandola come fosse la Venere di Willendorf e
tutta la curva B di vecchi assettati che si allamentano random con gli
impiegati allo sportello “Oilloc mo se soss nata vota” “Oilloc mo se fa a chiacchierata”
“Oilloc mo se pigl pur o’ cafè chill già fatica assai” ecc.. che secondo me li
paga la posta per incentivare gli impiegati e infatti quando gli ho chiesto
“scusate o’ nò che numero tenete?” mi ha risposto “No no io la pensione lo
presa ieri, stamattina so venuto apposta per cacare il cazzo”. Allora ho
desistito e me ne sono uscito, solo che non ho trovato al necro che
evidentemente aveva visto passare una giovina ariana e ha dovuto un momento
violentarla, o forse ha visto passare un italiano che lavorava (è difficile) ed
è andato a rubarci il lavoro, o forse è andato a riscuotere i suoi 40€
giornalieri che gli regala lo Stato italiano per andarli a sperperare in droga
e Snai. Mo sto fuori alla posta facendo il paro e sparo se mi conviene andare a
faticare o prendermi il posto del necro.. male che vada sopra a facebook alla
voce lavoro scrivo “Ricercatore”… Ricercatore di spicci..
sabato 17 settembre 2016
venerdì 16 settembre 2016
La Cazzimma Delle Femmine
Ore 8.45, arrivo in Questura, di turno nella guardiola ci
sta una femmina (mai una ciorta).
Stereotipo di femmina: CriptoLesbo, volgarmente detta Masculone. Divisa d’ordinanza, capelli corti, camminata western con mano al cinturone. Fortunatamente però questo tipo di femmina (che è stata costretta a sposarsi un uomo dalla mamma) sfoga la sua frustrazione sessuale sulle altre femmine quindi noi ommi siamo quasi immuni.
“Buongiorno” (con tutta la gentilezza che tengo in cuorpo)
“Che devi fare?!” (col tono di “favorisca i documenti”)
“Dovrei solo far timbrare questo documento dall’ufficio amministrativo (uso il condizionale e il “solo” per sminuire la cosa e addolcirla un poco)
“L’ufficio apre alle nove!” (col tono di “qualsiasi cosa dirà potrà essere usata contro di lei in tribunale”)
“Si Si lo so.. mi sono avviato un poco prima.. perché poi devo lavorare…capite com’è…ahbsnckskaslacll… (col tono di “scusami, non lo faccio più, dai abbracciamoci, anche io ho dei dubbi sulla mia sessualità”)
“vabbè comunque è il primo! Prenda il numero!” (col tono di “io già mi devo infilare un pene nella vagina malvolentieri poi devo combattere pure tutte le mattine co sti sciemi”)
Mi avvio nella incozzutissima saletta d’attesa e noto che c’è prima di me un altro poverommo, vestito praticamente uguale a me; scarpe da ginnastica nzevate, cazunciello curto fuori stagione, t-shirt scagliata a livello poze di fame. Lo guardo come a dicere “ma che spaccimma! Non ero il primo? Quel masculone di merda m’ha sfottuto?”, lui essendo ommo capisce il mio disagio interiore e mi tranquillizza “No nun te preoccupà, io devo mettere la firma per gli arresti domiciliari” … devo rivedere il mio abbigliamento.
Subito dopo sento in lontananza un ondata di schiamazzi fastidiosissimi che aumenta sempre di più fino a scoppiare in tutto il suo fragrore quando entrano 3 ragazze sulla ventina probabilmente parienti tra di loro accompagnate da una genitrice che tenevano scritte in fronte “promessa sposa che deve fare il passaporto per andare in viaggio di nozze a SharmeSheik che non mi guardate proprio che sto troppo esaurita che la sarta mi ha sbagliato a mettere il ricamo sulla vesta e l’autonoleggio non tiene la machina scappottata dell’anno di matricolazione che dico io e il ristorante non mi vuole fare la confettata fuori al terrazzo che a Novembre dice che può piovere e devo ancora dire a tutte le invitate come si devono vestere merò come faccio!?”
Stereotipo di femmina: Professorina, volgarmente detta a’ prufessuressa r’ò cazz. Polo o camicia color pastello infilata in jeans demodè, capelli a coda di cavallo, faccia perennemente schifata.
“Scusi dobbiamo fare i passaporti!” (buongiorno hai visto come sono brava?)
“Signorina deve prendere il numero, ci sta già questo signore prima di voi!” (sor ro cazz)
“Abbiamo già scaricato tutta la documentazione da internet!” (te lo già detto che sono brava?)
“Si si ma dovete aspettare nella saletta qui non potete stare” (sor ro cazz stai pazziann co fuoco!)
“Nella saletta questa qua?” (uè con chi ti credi di parlare? Io mi sono laureata in Lettere con 110 e lode.. anche se non so riconoscere una saletta d’attesa)
“Si” (te lo giuro sul culo di Belen che prima delle 13 non ve ne faccio uscire).
L’orda di schiamazzi arriva nella saletta però un delle Professoresse r’ò cazz nota un cartello che riporta tutta la documentazione necessaria per ottenere il passaporto, si avvicina, la legge lentamente e sbianca in volto:
“Ragazze ma qua sta scritto che ci vuole la fotocopia della carta d’identità?!” (dramma!)
“Ma quando mai! Su internet non c’era scritto!” (non la date aurienza, quella ha preso 110 senza lode)
“Ma qua sta scritto che ci vuole!” (quello perché la professoressa di Filosofia mi teneva sullo stomaco perciò non ho avuto la lode)
“Potremmo domandare alla poliziotta di guardia” (il parrucchiere mi ha sbagliato la prova con qualcuna me la devo pigliare)
Intervengo io per evitare che la ragazza possa ritrovarsi in manette con un manganello infilato nella fessa..
“Ragazze anche io l’ho fatto il passaporto.. effettivamente ci vuole la cartà d’identità” (330 e due lodi e non ci arrivate da sole che per fare un passaporto ci vuole un documento di riconoscimento?)
“Casomai vediamo se la poliziotta di guardia ci può fare una fotocopia” (come osi parlarmi tu diplomato in ragioneria con 46/60, ringrazia a Dio che ormai ho puntato la poliziotta di guardia sennò ti cacavo il cazzo a te)
“ah si sicuramente..” (è stato bello conoscerti)
Guardo l’orologio, sono le 9.04, e chi dice niente? Mi mecco troppa paura..
Entra una altra femmina.
Stereotipo di Femmina: ZoccolaPuttana, volgarmente detta ZoccolaPuttana. Vestitito attillato di gala, trucco pesanterrimo, occhiali oversize, zizze in canno. Scruta l’unico uomo presente che sarei io:
“Devo fare il passaporto!” (oh tu omuncolo abbagliato dalla mia bellezza, ti permetto di arrattiarti con me in cambio di informazioni utili)
“Signorina guardi deve prendere il numero” (figliò a parte che mi pari Vladimir Luxuria, ma stai perdendo il tempo perché io non intosto dal 1999)
“il numero????” (e io che ho speso 10000 euri per farmi sto popo di zizze dovrei fare la fila? Ma che paese è questo?)
“guardi chieda alla poliziotta di guardia” (afamocc! Mo so cazz re tuoje)
“Buongiorno, scusi, dovrei fare il passaporto” ( tu sei femmina non puoi arrattarti quindi mi tocca dirti Buongiorno e scusi)
“deve prendere il numero!” ( mi pari un trans, non sei il mio tipo)
“ma veramente io dovrei solo chiedere se la documentazione è giusta” (possibile mai che in questo ufficio non c’è un rattuso?)
“va bene entri un attimo però poi prenda il numero” (ma giusto perché mi hai fatto vedere una ntecchia di capetiello)
La ZoccolaPuttana entra e non esce più. Le Prufussoresse r’ò cazzo cominciano a scaldarsi. La capoScassacazzi fa un anima e coraggio e va dalla Poliziotta di Guardia:
“Scusi, ma la signorina non doveva solo chiedere” (Lo so che mi odi ma ci accomuna l’odio per la ZoccolaPuttana)
“Perché ancora deve uscire?” (mi sto per trasformare in Hulk però tu non prenderti più queste confidenze)
Intervengo anche io..
“Effettivamente il primo sarei io..” (mi accodo alla lotta contro la ZoccolaPuttana al costo di sembrare ricchione)
“Mo vado a vedere..” (la spiezzo in due)
La ZoccolaPuttana evidentemente aveva finalmente trovato un rattuso che le stava facendo il passaporto senza farle fare la fila ma non aveva fatto i conti con decenni di pompini controvoglia!
Non so bene cosa è successo in quell’ufficio. So solo che la ZoccolaPuttana è uscita dalla questura senza occhiali e con la capa acalata e la Poliziotta aveva la faccia di una che finalmente si era riuscita a chiavare una femmina.
Mi fa cenno col capo. Le sorrido e entro nell’ufficio pensando “L'universo ha il suo equilibrio e la cazzimma delle femmine alle volte sembra farne parte armoniosamente”.
Stereotipo di femmina: CriptoLesbo, volgarmente detta Masculone. Divisa d’ordinanza, capelli corti, camminata western con mano al cinturone. Fortunatamente però questo tipo di femmina (che è stata costretta a sposarsi un uomo dalla mamma) sfoga la sua frustrazione sessuale sulle altre femmine quindi noi ommi siamo quasi immuni.
“Buongiorno” (con tutta la gentilezza che tengo in cuorpo)
“Che devi fare?!” (col tono di “favorisca i documenti”)
“Dovrei solo far timbrare questo documento dall’ufficio amministrativo (uso il condizionale e il “solo” per sminuire la cosa e addolcirla un poco)
“L’ufficio apre alle nove!” (col tono di “qualsiasi cosa dirà potrà essere usata contro di lei in tribunale”)
“Si Si lo so.. mi sono avviato un poco prima.. perché poi devo lavorare…capite com’è…ahbsnckskaslacll… (col tono di “scusami, non lo faccio più, dai abbracciamoci, anche io ho dei dubbi sulla mia sessualità”)
“vabbè comunque è il primo! Prenda il numero!” (col tono di “io già mi devo infilare un pene nella vagina malvolentieri poi devo combattere pure tutte le mattine co sti sciemi”)
Mi avvio nella incozzutissima saletta d’attesa e noto che c’è prima di me un altro poverommo, vestito praticamente uguale a me; scarpe da ginnastica nzevate, cazunciello curto fuori stagione, t-shirt scagliata a livello poze di fame. Lo guardo come a dicere “ma che spaccimma! Non ero il primo? Quel masculone di merda m’ha sfottuto?”, lui essendo ommo capisce il mio disagio interiore e mi tranquillizza “No nun te preoccupà, io devo mettere la firma per gli arresti domiciliari” … devo rivedere il mio abbigliamento.
Subito dopo sento in lontananza un ondata di schiamazzi fastidiosissimi che aumenta sempre di più fino a scoppiare in tutto il suo fragrore quando entrano 3 ragazze sulla ventina probabilmente parienti tra di loro accompagnate da una genitrice che tenevano scritte in fronte “promessa sposa che deve fare il passaporto per andare in viaggio di nozze a SharmeSheik che non mi guardate proprio che sto troppo esaurita che la sarta mi ha sbagliato a mettere il ricamo sulla vesta e l’autonoleggio non tiene la machina scappottata dell’anno di matricolazione che dico io e il ristorante non mi vuole fare la confettata fuori al terrazzo che a Novembre dice che può piovere e devo ancora dire a tutte le invitate come si devono vestere merò come faccio!?”
Stereotipo di femmina: Professorina, volgarmente detta a’ prufessuressa r’ò cazz. Polo o camicia color pastello infilata in jeans demodè, capelli a coda di cavallo, faccia perennemente schifata.
“Scusi dobbiamo fare i passaporti!” (buongiorno hai visto come sono brava?)
“Signorina deve prendere il numero, ci sta già questo signore prima di voi!” (sor ro cazz)
“Abbiamo già scaricato tutta la documentazione da internet!” (te lo già detto che sono brava?)
“Si si ma dovete aspettare nella saletta qui non potete stare” (sor ro cazz stai pazziann co fuoco!)
“Nella saletta questa qua?” (uè con chi ti credi di parlare? Io mi sono laureata in Lettere con 110 e lode.. anche se non so riconoscere una saletta d’attesa)
“Si” (te lo giuro sul culo di Belen che prima delle 13 non ve ne faccio uscire).
L’orda di schiamazzi arriva nella saletta però un delle Professoresse r’ò cazz nota un cartello che riporta tutta la documentazione necessaria per ottenere il passaporto, si avvicina, la legge lentamente e sbianca in volto:
“Ragazze ma qua sta scritto che ci vuole la fotocopia della carta d’identità?!” (dramma!)
“Ma quando mai! Su internet non c’era scritto!” (non la date aurienza, quella ha preso 110 senza lode)
“Ma qua sta scritto che ci vuole!” (quello perché la professoressa di Filosofia mi teneva sullo stomaco perciò non ho avuto la lode)
“Potremmo domandare alla poliziotta di guardia” (il parrucchiere mi ha sbagliato la prova con qualcuna me la devo pigliare)
Intervengo io per evitare che la ragazza possa ritrovarsi in manette con un manganello infilato nella fessa..
“Ragazze anche io l’ho fatto il passaporto.. effettivamente ci vuole la cartà d’identità” (330 e due lodi e non ci arrivate da sole che per fare un passaporto ci vuole un documento di riconoscimento?)
“Casomai vediamo se la poliziotta di guardia ci può fare una fotocopia” (come osi parlarmi tu diplomato in ragioneria con 46/60, ringrazia a Dio che ormai ho puntato la poliziotta di guardia sennò ti cacavo il cazzo a te)
“ah si sicuramente..” (è stato bello conoscerti)
Guardo l’orologio, sono le 9.04, e chi dice niente? Mi mecco troppa paura..
Entra una altra femmina.
Stereotipo di Femmina: ZoccolaPuttana, volgarmente detta ZoccolaPuttana. Vestitito attillato di gala, trucco pesanterrimo, occhiali oversize, zizze in canno. Scruta l’unico uomo presente che sarei io:
“Devo fare il passaporto!” (oh tu omuncolo abbagliato dalla mia bellezza, ti permetto di arrattiarti con me in cambio di informazioni utili)
“Signorina guardi deve prendere il numero” (figliò a parte che mi pari Vladimir Luxuria, ma stai perdendo il tempo perché io non intosto dal 1999)
“il numero????” (e io che ho speso 10000 euri per farmi sto popo di zizze dovrei fare la fila? Ma che paese è questo?)
“guardi chieda alla poliziotta di guardia” (afamocc! Mo so cazz re tuoje)
“Buongiorno, scusi, dovrei fare il passaporto” ( tu sei femmina non puoi arrattarti quindi mi tocca dirti Buongiorno e scusi)
“deve prendere il numero!” ( mi pari un trans, non sei il mio tipo)
“ma veramente io dovrei solo chiedere se la documentazione è giusta” (possibile mai che in questo ufficio non c’è un rattuso?)
“va bene entri un attimo però poi prenda il numero” (ma giusto perché mi hai fatto vedere una ntecchia di capetiello)
La ZoccolaPuttana entra e non esce più. Le Prufussoresse r’ò cazzo cominciano a scaldarsi. La capoScassacazzi fa un anima e coraggio e va dalla Poliziotta di Guardia:
“Scusi, ma la signorina non doveva solo chiedere” (Lo so che mi odi ma ci accomuna l’odio per la ZoccolaPuttana)
“Perché ancora deve uscire?” (mi sto per trasformare in Hulk però tu non prenderti più queste confidenze)
Intervengo anche io..
“Effettivamente il primo sarei io..” (mi accodo alla lotta contro la ZoccolaPuttana al costo di sembrare ricchione)
“Mo vado a vedere..” (la spiezzo in due)
La ZoccolaPuttana evidentemente aveva finalmente trovato un rattuso che le stava facendo il passaporto senza farle fare la fila ma non aveva fatto i conti con decenni di pompini controvoglia!
Non so bene cosa è successo in quell’ufficio. So solo che la ZoccolaPuttana è uscita dalla questura senza occhiali e con la capa acalata e la Poliziotta aveva la faccia di una che finalmente si era riuscita a chiavare una femmina.
Mi fa cenno col capo. Le sorrido e entro nell’ufficio pensando “L'universo ha il suo equilibrio e la cazzimma delle femmine alle volte sembra farne parte armoniosamente”.
lunedì 21 dicembre 2015
La Porta Santa di Pumpei
Mo, per chi non ha fatto il catechismo praticamente il Giubileo è una specie di raduno bizzuoco che si fa ogni ventuordici anni, solo che Papa Francesco l’ha voluto fare anche lui pure se non ci attaccava, perché è mirioso, pammoreddio è bravo eh, però tiene un poco di anciarosità.
Mo, a ogni Giubileo il Papa arapa la porta Santa che è una specie di porta magica tipo Stargate che se tu ci passi per sotta immediatamente ti vengono perdunati tutti i peccati, una specie di condono totale alla Berlusconi, che pure se ti arriva la lettera di Equitalia tu ci puoi mettere all’avvocato, che ne saccio, ti hai violentato un criaturo? Trasi per la porta santa e stai apposto.. Hai mangiato il casatiello con la ventresca il venerdì santo? Trasi per la porta santa e stai apposto.. Hai fornificato senza saperlo? Trasi per la porta santa e stai apposto.. Hai scannato a tua suocera? Trasi per la porta santa e stai apposto e asce pure il piccolo coro dell’Antoniano che ti fa l’applauso ecc..
Mo, la nuvità di questo Giubileo 2015 è che Papa Francesco, per mettere acoppa che ve lo detto che è un po anciaroso, ha araputo migliare e migliare di porte sante petuttpart; nei carceri, nei spitali, nei stadi, nei caf, nei patronati ecc.. che tu mussulmano magari stai andando a trovare a cainateto pefattideituoi e passi per sotta a una porta santa senza manco saperlo e fai pigliare collera a Maometto, e cainateto poi ti deve scannare come un puorco.
Mo, ieri a matina ho detto vicino a mugliera “viesti i criaturi e andiamoci a fare una camminata miezo Pumpei”. Pumpei per chi non lo sapesse è una ridente cittadina alle falde del Vesuvio famosa per gli scavi archeologici, il Santuario Pontificio e soprattutto per il fatto che nel degrado totale della provincia vesuviana si distingue un poco per sistimatezza e decoro urbano, che non mi pare mai che stai a Napule, io credo al causa del fatto che standoci il Santuario Pontificio la camorra non ha potuto attecchire più di tanto perché il territorio è già occupato dal Vaticano.
Mo, la camminata miezo Pumpei la domenica a matina è la classica camminata familiare medio borghese domenicale, allora ho detto a Mugliera “Figliola miettiamoci i panni buoni e andiamo a mostrare alle genti che anche se vesti solo Piazza Italia e Ovviesse a livello di purtamento e eleganzia li potiamo metter il scuorno in faccia”, accussì siamo andati e devo dire mo, senza false modestie e non disprezzando a voi, che quella rara volta che scendo da coppa non bade a spese e mi concedo qualche lusso che qua si muore oh! Tipo mi piglio il cafè al bar assettato ai tavulini che invece di 0,90€ costa 1,50€, cambio l’euro sano e piglio due gettoni per le giostre ai criaturi invece di scavalcare di stramacchio, mecco addirittura un euro di grattino così mi faccio la camminata senza lo spanteco che si portano la machina ecc.. insomma capisco anche io cosa si prova ad essere un Briatore, anche se si rompono quelle 10 € che Dio lo sape e a Maronna lo vere che mo stiamo sotto le feste e o’ saccio sul io chell ca ce vò! Che io dovevo nascere col cazone! Ce lo dico sempre a Mugliera! Mugliera io dovevo nascere col cazone!
Mo, abbiamo strusciato fino a fuori agli scavi che però si pava 10€ a testa che sinceramente case carute ne vediamo abbondantemente tutti i giorni aggratis e non ne valeva la pena, allora siamo andati al Santuario che lì non si pava per trasire, solo però se sei accompagnato da un criaturo, come nei locali che se non ci sta la femmina che il proprietario si deve arrattiare non ti fa trasire, tale e quale coi criaturi nel Santuario. Sinceramente sono entrato nel Santuario non per un fatto bizzuoco che io manco so cattolico, ma più per un fatto culturale artistico letterario. In pratica mi piace di vedere gli ex-voto appisi in faccia a muri, avete presente quei quadretti inquietanti con la gente che passa i megli guai tipo la gente scamazzata sotto i camion, oppure che si mena da coppa a bascio, oppure che fa le operazioni a cuore aperto ecc… con sangue petuttpart tipo film di Tarantino e la Maronna che ride da sopra alla nuvoletta e sotto scritta la storia del guaio passato e i ringraziamente alla Maronna “Grazie assai Maronna di Pumpei che mi hai fatto passare un brutto guaio però non so morto che potevo pure morire a quel punto Maronna ti abbuffavo di jastemme e co cazz che ti facevo il quadretto co sang pettuttpart” e poi ci stanno gli ex-voto argento 925 della parte del corpo dove hai passato il guaio, tipo la coscia di argento 925, il cuore di argento 925, il polmone di argento 925, il centopelle di argento 925, la prostata di argento 925, l’intestino tenue di argento 925 ecc.. ieri ho visto pure parecchie zizze di argento 925 che non ho voluto indagare più di tanto. Poi dopo gli ex-voto in questo periodo mettono pure i prisepi, che a me mi piace, allora per evitare il burdellone della messa ho trasuto per una porta secondaria laterale e mi ho messo a vedere il prisepio che devo dire la verità sti bizzuochi lo sanno fare proprio bello. Poi sono uscito dal Santuario e mi sono accorto che avevo fatto il guaio; praticamente Papa Francesco aveva araputo una Porta Santa pure nel Santuario di Pumpei e io non ne sapevo niente, solo che invece di entrarci io ci sono uscito! Infatti vedevo che mi venivano tutti i bizzuochi contromano e mi guardavona storto.
Mo, praticamente mi ho informato su Google, sono andato su www.bizzuochiestremisti.it e nel forum ho letto che se tu invece di trasire dalla porta santa che ti vengono perdunati tutti i peccati, se invece ci esci ti vengono accollati tutti i peccati di quelli che ci sono trasuti prima di te! Che io stamattina perciò mi sentivo un peso in cuorpo convinto che era il pane cuotto con le uova che mi ho mangiato ieri sera e invece sono i peccati di tutti i bizzuochi che hanno passato sotto alla porta di Pumpei, che io ce lo detto a Mugliera che ci dobbiamo stare a casa nostra e non dobbiamo uscire che a fare i Vip non siamo capaci.
Mo, praticamente per rimediare mi ho preso una meza giornata di permesso a lavoro, mi metto la tuta di Declathon e accummencio a correre per dentro al Santuario tipo maratona di Niuork impostando il percorso su Runstatic “Trasi da Porta Santa e esci da Porta Laterale semplice, Trasi da Porta Santa e esci da Porta Laterale semplice, Trasi da Porta Santa e esci da Porta Laterale semplice” e così via per almeno 2-3mila volte per vedere se riesco a farmi abbonare tutti i peccati che mi ho accollato inconsapevolmente. Nel caso già ho scritturato un pittore bizzuoco che mi fa un bel ex- voto con me menato per terra sulle scale del Santuario con la sciuma in bocca e con scritto “Questo giovine vestito male trasette nel Santuario e accominciò a correre come un sciemo davanti e indietro, probabilmente posseduto dal dimonio satanasso spurtivo, Grazie oh Maronna di Pumpei che lo hai fatto jettare il sangue in terra alle scale del Santo Santuario liberandolo dal Dimonio malefico, addì 21.12.2015” Accussì faccio il primo ex-voto dove il protagonista muore però ringrazia lo stesso alla Madonna e i peccati me li devono cancellare a forza!
martedì 24 novembre 2015
Ode Al Puparuolo Arrustuto
Ode Al Puparuolo Arrustuto
Al fine dello sfunno ardente è ancor la brace
La cumpagnia si è sciolta e sei rimasto solo
Interroghi la femina con un quesito audace
“Figliola nella cella nascondi il Puparuolo?”
Col vino nelle chiocche e il rutto odor di tracchia
Scopri la panza indomito col dite nel mbellicolo
Il fuoco che scuppietta e i pili ti bruciacchia
E’ esempio di ommità pure il tuo diverticolo
Il puparuolo arrusti e come un Re ti sienti
L’addore che ti avvolge e ammacchia la tua loffa
Stai nella pace e’gli angeli con tutto che jastemmi
Perché la donna indomita la palla ancora abboffa
Avoti il puparuolo con vigile attenzione
E anniri ogni suo angolo con calcoli precisi
Al fin li mietti allerta e tagli lo struppone
Mi parono tanti cazzi di niri circoncisi
L’addore accussì sensuale nel mentre che tu arrosti
Che i nervi ti rilassi e tutti i guai ti scuordi
Mi pare che stai fatto e per poco non intosti
La Gnora, i sordi, i diebbiti.. ormai lontan ricordi
Poi lo pigli in mano che è ancora un poco caldo
Lo allisci e lo accarezzi per togliere la buccia
Al tatto è accussì morbido che ormai già stai sudando
Mi pare di tuccare e’ zizze d’a Belluccia
Li mietti dentro al piatto e ti sienti un po’ abbacchiato
Un amletian dilemma guardando la portata
Ma mo’ m’ho faccio fritto oppure mbuttunato?
Ma tanto ormai sta sfatto come dopo una chiavata
Poi un lampo nella mente ti viene bell e buono
Un dubbio ti risveglia come folgorazione
“Gerò ma come mai ti piace il Puparuolo?
Non è che veramente fussi un poco Ricchione?”
venerdì 30 ottobre 2015
La Natività di DiegoArmando
La Natività di DiegoArmando ovvero Non esiste altro DiegoArmando prima del Napoli a meno che tu non sia Ebreo o Juventino.
Dal Vangelo secondo Carmando
A quel tempo in terra santa di Galilea e più precisamente a Barcellona, il governatore Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez ordinò che si facesse il censimento di tutti i suoi giuocatori.
Anche DiegoArmando dovette quindi lasciare la terra natia arghentina per presentarsi, nella terra santa della paiella e della Cempions Lig, al cospetto del tiranno.
Ad accoglielo trovò tre re magi venuti da terre lontane, Ferlaino, Juliano e Canè, evidentemente presente solo per fare la parte re magio necro.
I re magi portarono in dono al governatore Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez, oro , incenso, Carannante e 13 miliardi da pagare in comode rate.
Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez accettò l’oro, l’incenso e i 13 miliardi, anche in comode rate, baste che vi portate a Carannante. Lasciando che il figliuol prodigo abbandonasse la casa paterna.
Così DiegoArmando vagò per 40 giorni e 40 notti nel deserto calabro-lucano resistendo alle tentazioni del maligno Giovanni Agnelli e arrivò nella città santa di Napoli il 24 dicembre verso le 24, coincidenze, entrando da Porta Capuana a dorso di un ciuccio pittato di azzurro e accolto da tifosi in giubilo con palme, ulivi e striscioni con scritto JUVEMMERDA.
Fu allora presentato da Ferlaino al cospetto di pastori, zampognari e tutti gli altri giornalisti con queste parole:
Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Omar Sivori, è nato per voi un Salvatore, no Bagni, questo sa giocare. Ecco per voi il segno: troverete avvolti in fasce, adagiati in una mangiatoia Zaini, Diari, Quaderni, Magliette, Portachiavi ecc prendetene e diffondetene tutti perché dobbiamo apparare la prima rata dei 13 miliardi.
Parola di DiegoArmando
Rendiamo grazie a DiegoArmando
Ammen
Dal Vangelo secondo Carmando
A quel tempo in terra santa di Galilea e più precisamente a Barcellona, il governatore Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez ordinò che si facesse il censimento di tutti i suoi giuocatori.
Anche DiegoArmando dovette quindi lasciare la terra natia arghentina per presentarsi, nella terra santa della paiella e della Cempions Lig, al cospetto del tiranno.
Ad accoglielo trovò tre re magi venuti da terre lontane, Ferlaino, Juliano e Canè, evidentemente presente solo per fare la parte re magio necro.
I re magi portarono in dono al governatore Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez, oro , incenso, Carannante e 13 miliardi da pagare in comode rate.
Cesare Augusto Josep Lluís Nuñez accettò l’oro, l’incenso e i 13 miliardi, anche in comode rate, baste che vi portate a Carannante. Lasciando che il figliuol prodigo abbandonasse la casa paterna.
Così DiegoArmando vagò per 40 giorni e 40 notti nel deserto calabro-lucano resistendo alle tentazioni del maligno Giovanni Agnelli e arrivò nella città santa di Napoli il 24 dicembre verso le 24, coincidenze, entrando da Porta Capuana a dorso di un ciuccio pittato di azzurro e accolto da tifosi in giubilo con palme, ulivi e striscioni con scritto JUVEMMERDA.
Fu allora presentato da Ferlaino al cospetto di pastori, zampognari e tutti gli altri giornalisti con queste parole:
Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Omar Sivori, è nato per voi un Salvatore, no Bagni, questo sa giocare. Ecco per voi il segno: troverete avvolti in fasce, adagiati in una mangiatoia Zaini, Diari, Quaderni, Magliette, Portachiavi ecc prendetene e diffondetene tutti perché dobbiamo apparare la prima rata dei 13 miliardi.
Parola di DiegoArmando
Rendiamo grazie a DiegoArmando
Ammen
giovedì 24 settembre 2015
Storie di integrazioni antileghiste
Storie di integrazioni antileghiste. Capitolo 1.
Abdul è il mio fornitore ufficiale di frutta e verdura, è marrucchino, che nell'idioma locale significa "proveniente da un posto a piacere tra il Marocco e l'Arabia Saurita", e vende solo frutta e verdura di primissima qualità da agricoltura biologica senza pesticidi esentasse dentro a una barracca col tetto in amianto. Abdul tiene la mia stessa età anche se mi pare il nonno mio con la zella e i denti cacati in bocca perchè fondamentalmente fa na vita e merda tra ramadan e fatica chiuso h24 dentro a quella barracca, ed nonostante ciò è una gran brava persona con un educazione al di fuori della media, a dire il vero non ho mai incontrato un arabo scustumato, a parte Bin Laden (frisco all'anima sua) che uno volta l'ho salutato perchè volevo un autografo e lui non mi cacò proprio che secondo me l'hanno ucciso proprio per questo, forse ha risposto struorto a uno malamento. In realtà l'attività di vendita al dettaglio di ortofrutti non è di proprietà di Abdul ma di On Vicienzo che sarebbe una figura mitologica metà contadino dell'agrosarnese sulla settantina e metà fiasco da 5 litri, che non l'ho mai visto sobrio nemmeno alle 8 di mattina e quando gli chiedi com'è la sua frutta biascica qualcosa tipo "AschMalnemaCommNientimenèNuZuccherPaMaronna". Per questo è Abdul che manda avanti la baracca e si occupa praticamente di tutto. Abdul poi è segretamente innamorato di mugliera ma io non sono geloso anche perchè per questo fatto Abdul quando ci spiccia ci da sempre la meglio robba che se gli dico "Abdul danni due cresommole" lui risponde nella sua lingua arabo-napoletana "Che devi fari questi cresommole, pigliati i percochi, sienti a mè, curnù" e poi quando ci fa il conto mi fa sempre sparagnare e ci arregala gli odori, però non si è mai permesso di offrirmi un cammello per mugliera, che a conti fatti non mi conviene perchè magari col cammello sparagno pure u n poco di nafta ma pure ammaestrandolo per bene il caffè e i chionzi non li saprebbe mai fare. Ci ho provato a offrirgli a mia suocera per un cammello, ma pure un dromedario, ma pure un ciuccio muorto, ma lui mi ha detto "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che io mi piglio a tua suocera". Abdul erano 7 anni che non vedeva sua moglie, ovviamente non ha figli perchè non ha avuto manco il tempo di farli, prima sono andato a comprare la frutta e mi ha detto che però finalmente è riuscito a portare anche lei in Italia (ed è rimasta ovviamente incinta subito) perchè On Vicienzo teneva una casa di proprietà che si è sfittata e gli ha permesso di vivere lì senza pagare il pigione che quando gli ho chiesto "come mai On Vincè?" lui ha risposto "AschMalnemaCommNientimenèCommANuFiglioPaMaronna".
Abdul è il mio fornitore ufficiale di frutta e verdura, è marrucchino, che nell'idioma locale significa "proveniente da un posto a piacere tra il Marocco e l'Arabia Saurita", e vende solo frutta e verdura di primissima qualità da agricoltura biologica senza pesticidi esentasse dentro a una barracca col tetto in amianto. Abdul tiene la mia stessa età anche se mi pare il nonno mio con la zella e i denti cacati in bocca perchè fondamentalmente fa na vita e merda tra ramadan e fatica chiuso h24 dentro a quella barracca, ed nonostante ciò è una gran brava persona con un educazione al di fuori della media, a dire il vero non ho mai incontrato un arabo scustumato, a parte Bin Laden (frisco all'anima sua) che uno volta l'ho salutato perchè volevo un autografo e lui non mi cacò proprio che secondo me l'hanno ucciso proprio per questo, forse ha risposto struorto a uno malamento. In realtà l'attività di vendita al dettaglio di ortofrutti non è di proprietà di Abdul ma di On Vicienzo che sarebbe una figura mitologica metà contadino dell'agrosarnese sulla settantina e metà fiasco da 5 litri, che non l'ho mai visto sobrio nemmeno alle 8 di mattina e quando gli chiedi com'è la sua frutta biascica qualcosa tipo "AschMalnemaCommNientimenèNuZuccherPaMaronna". Per questo è Abdul che manda avanti la baracca e si occupa praticamente di tutto. Abdul poi è segretamente innamorato di mugliera ma io non sono geloso anche perchè per questo fatto Abdul quando ci spiccia ci da sempre la meglio robba che se gli dico "Abdul danni due cresommole" lui risponde nella sua lingua arabo-napoletana "Che devi fari questi cresommole, pigliati i percochi, sienti a mè, curnù" e poi quando ci fa il conto mi fa sempre sparagnare e ci arregala gli odori, però non si è mai permesso di offrirmi un cammello per mugliera, che a conti fatti non mi conviene perchè magari col cammello sparagno pure u n poco di nafta ma pure ammaestrandolo per bene il caffè e i chionzi non li saprebbe mai fare. Ci ho provato a offrirgli a mia suocera per un cammello, ma pure un dromedario, ma pure un ciuccio muorto, ma lui mi ha detto "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che io mi piglio a tua suocera". Abdul erano 7 anni che non vedeva sua moglie, ovviamente non ha figli perchè non ha avuto manco il tempo di farli, prima sono andato a comprare la frutta e mi ha detto che però finalmente è riuscito a portare anche lei in Italia (ed è rimasta ovviamente incinta subito) perchè On Vicienzo teneva una casa di proprietà che si è sfittata e gli ha permesso di vivere lì senza pagare il pigione che quando gli ho chiesto "come mai On Vincè?" lui ha risposto "AschMalnemaCommNientimenèCommANuFiglioPaMaronna".
Storie di Integrazione antileghista. Capitolo 2.
Torre Annunziata,
interno Bar (non diciamo il nome per non fare pubblicità, vi dico solo che una volta ci entrò uno di Caracas e disse "ma addos spaccimmas so' capitatos"). Entra un zincaro:
"dare moneta signor.. io bambini.. fame.. ecc.."
parte coro di sberleffo-disapprovazione; "uèèèèèèèèè nun ce cacà o cazz" "ca nun ce sta na lira" "ci abbruciano le cerevelle" "ma chi ta mannat" ecc... Sfasulato da Bar n.1: "che po' chiagnite sempre miseria voi zincari e po facit e funeral che cavall e gli elicotteri!" Zincaro: "noooo ma quelli non zincari come noi" Sfasulato da Bar n.2: "semp zincari song!" Zincaro: "no quelli so (etnia zincara a piacere) noi invece siamo (altra etnia zincara a piacere)" Sfasulato da Bar n.1: "nun aggio capito.. chill so più zincari di voi?" Zincaro ( che ormai si è assettato e ha ordinato un caffè perchè ha capito che non ci asce niente): "Noi schifiamo quei zincari là" Sfasulato da Bar n.2: "ma comm'è vi schifate zincari e zincari?" Sfasulato da Bar n.1: "si vede che so nata specie e zincari.." Zincaro: "tu non chiamare me (etnia zincara a piacere) perchè potrei anche offendere" Sfasulato da Bar n.1: "comm'è? nun agg capito stu fatt" Sfasulato da Bar n.2: "ma chist over sta facenn?" La coppia di Sfasulati ormai incuriosita cerca di approfondire l'enigma zincaro con altre domande ma interviene Peppe il Barista a risolvere la questione: "Guagliù, praticamente è comm o' Savoia e a' Turris!"
Torre Annunziata,
interno Bar (non diciamo il nome per non fare pubblicità, vi dico solo che una volta ci entrò uno di Caracas e disse "ma addos spaccimmas so' capitatos"). Entra un zincaro:
"dare moneta signor.. io bambini.. fame.. ecc.."
parte coro di sberleffo-disapprovazione; "uèèèèèèèèè nun ce cacà o cazz" "ca nun ce sta na lira" "ci abbruciano le cerevelle" "ma chi ta mannat" ecc... Sfasulato da Bar n.1: "che po' chiagnite sempre miseria voi zincari e po facit e funeral che cavall e gli elicotteri!" Zincaro: "noooo ma quelli non zincari come noi" Sfasulato da Bar n.2: "semp zincari song!" Zincaro: "no quelli so (etnia zincara a piacere) noi invece siamo (altra etnia zincara a piacere)" Sfasulato da Bar n.1: "nun aggio capito.. chill so più zincari di voi?" Zincaro ( che ormai si è assettato e ha ordinato un caffè perchè ha capito che non ci asce niente): "Noi schifiamo quei zincari là" Sfasulato da Bar n.2: "ma comm'è vi schifate zincari e zincari?" Sfasulato da Bar n.1: "si vede che so nata specie e zincari.." Zincaro: "tu non chiamare me (etnia zincara a piacere) perchè potrei anche offendere" Sfasulato da Bar n.1: "comm'è? nun agg capito stu fatt" Sfasulato da Bar n.2: "ma chist over sta facenn?" La coppia di Sfasulati ormai incuriosita cerca di approfondire l'enigma zincaro con altre domande ma interviene Peppe il Barista a risolvere la questione: "Guagliù, praticamente è comm o' Savoia e a' Turris!"
Storie di integrazione antileghista. Capitolo 3.
On Ciccio (L’egregio Signor Francesco) è il mio padrone di
casa. E’ la classica brava persona che ha faticato tutta una vita ( a nero) per
costruirsi la villetta (abusiva) e godersi la pensione in grazia di Dio. Non è
stato sempre così però, una decina di anni fa lo trovarono miezo muorto a terra
e fu operato per dei problemi cardiaci, adesso tiene una cicatrice che gli
parte da dietro alla recchia e gli arriva all’ombelico e tieni più batterie in
cuorpo lui che un muletto, inoltre quando parla coniuga sempre i verbi col
suffisso all, per esempio per dire prendilo lui dice “pigliall”, per dire
chiudilo “nzerall”, per dire pagalo “pagall” ecc.. mo non lo so se è una cosa
che gli ha portato la malatia o parlava così già da prima. All’epoca dovette
lasciare il lavoro (meccanico) e trovarsi un alternativa meno usurante. Nella zona
ad est del Vesuvio ci sono tante fabbriche di cinesi e vige una strana
consuetudine, praticamente i cinesi dovendo faticare quelle 15-16 ore al giorno
(con un pugno di riso cit.) non tengono il tempo di crescersi i figli allora li
danno in affidamento a famiglie autoctone fino ai 2 anni di età dietro compenso
ovviamente. Mo On Ciccio si prese un cinesino in casa ma siccome che è un
piezzo di pane ci spendeva più soldi di quanti ce ne davano i cinesi per non
far mancare niente al piccolino. Mo per non tirarvela a lungo in pratica il
piccolo cinesino adesso tiene 15 anni, passa più tempo a casa di On Ciccio (che lui chiama Nanà, nonno in
cinese) che a casa sua. Nanà gli paga perfino il doposcuola senza ovviamente
prendere più un soldo. Il ragazzino è tifosissimo
del Napoli e ovviamente, anche se probabilmente si chiama diversamente, per
tutti è Francesco.
sabato 25 luglio 2015
Ode alla cacata con l’aria condizionata
Ode alla cacata con l’aria condizionata
Alla stagione l’afa non da arriciato
Nun è tanto il caldo ma l’ummidità
Stai tutto il giorno sempre un po’ abbacchiato
Non tieni genio manco e’ i a’ cacà
Ma il turcimiento arriva all’intrasatto
Non puoi sottrarti allo umano richiamo
Entri nel cesso prima del misfatto
Per appagare il tuo deretano
Ti asseti e la pacca fa da ventosa
Lo sforzo ti fa surare come un puorco
Il fieto che si ammesca all’aria afosa
Mi pare una tortura a culo spuorco
Ma c’è un rimedio a questa seccatura
La scienza viene incontro al cacatore
Per farti cacare senza più paura
Di morire nella merda e nel calore
Ah com’è bello andar di cuorpo
Con l’aria condizionata a 18 gradi
Senza paura che ti piglia un colpo
Ti assetti, cachi e nel frattempo godi
O stitico o co a sciorda poco importa
Lo sfuorzo e mal di panza non accusi
Può chiudere perfino un po’ la porta
E nell’intimità i tuoi peti annusi
Manco una goccia di surore scende
E fredda sembra anche la porcellana
che se il wi-fi del vicino prende
puoi stare sopra al cesso una semmana
ti annetti il culo e l’ano ti sollazzi
e poi ti fai un bidè con l’acqua calda
perfino la emorroide cacacazzi
si affloscia e non ti guarda più spavalda
ringrazio Iddio e la tecnologia
per questo ritrovato della scienza
che rende lo cacare sinfonia
e allevia un po’ l’umana sofferenza.
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