sabato 27 aprile 2013

Orip Orap: Giggino Non è sempre un amico.



L’hip pop partenopeo è storia. Ma volendo lo si può raggruppare in due grandi categorie di rapper. Quelli dei centri sociali comunisti che schifano i guardi e Quelli che vogliono fare i malamenti cammurristi che schifano i guardi. Io mo tengo un caro amico che vuole fare il rapper però di mestiere fa la guardia giurata fuori a leruà marlèn. Mo quindi non può fare parte di queste categorie perché si dovrebbe schifare stesso a lui. Allora gli ho creato una categoria apposta di rapper che non schifano i guardi: I rap neomelodici. In particolare lui dice che vuole creare il filone Resina Style e si è dato il nome di Orip Orap. Questa è la sua nuovissima hit!!


GIGGINO NON E’ SEMPRE UN AMICO

Sto 3 juorn ca sto in fila
Pe nu panin addu giggin
Frieriell provola e porchett
Me scenn o cor int’a vrachett
Che tipa bella saggerat
Che sta beven na aranciat
Ncopp pugliano t’aggia addichiat
Staje cu stu turz e nammurat
Metr ordinav e patatin
Se ne sarà accort pur giggin
Ca sta allampann nu wrustel
Che io sul a te te teng ment
Mo sarà a famm o sta peron
O fors addore re puparuol
Ma già me song nammurat
Ma fors è sul ca sto arrapat
mo cu na scus m’avvicin
“scusa bella tien a centtin?”
Ma o nammurat se fa annanz
È già me ven o mal e panz
“uè carino vuoi fumare?”
Che voce strana nun è normale..
“ti offro qualcosa?, si tropp bell!”
ma chist allora è a fungetiell!
“mi fissavi, me ne so accort”
E io già me sent o cul rutt
E pure arrivato o turno mio
Ma forse e meglio che m’avvio
Fuje riun e muort e famm
E ca strisciat int a mutant
Ma po m’appost chiù luntan
E me par e verè nu fatt stran
Ce sta sta tipa cu giggin
nguattat addret o furguncin
pure si è scur nun me sto sbagliann
nun è nu wrustel ca se sta magnann
caro giggino si semp o mast
si o’ nummer 1 cu chella piastr
però scusa se te lo dico
tu non sei sempre un amico!

lunedì 15 aprile 2013

"Chell & Chell" by DD&G



Ho realizzato il sogno segreto di tutti quanti; grazie ai link geniali, alle foto coi filtri e alle battute sarcastiche sull’attualità su facebook e twitter, la mia visibilità sociale è schizzata a livelli esagerati tanto che non solo ho avuto la possibilità di avere una vita sociale degna di un detenuto al 41 bis ma addirittura ho avuto una proposta di lavoro. Io lo sapevo che il cazzeggio totale alla fine avrebbe dato i suoi risultati.
Infatti, grazie a un taggamento di un mio cumpagniello delle elementari, sono stato scritturato per la realizzazione di uno spot televisivo da un noto stilista di San Giuseppe Vesuviano, Di Domenico Gianluca, titolare del marchio DD&G, che dopo aver lanciato la sua collezione primavera-stagione di abbigliamento contraffatto, ha deciso di lanciare anche il suo profumo unisex come i grandi stilisti femminielli, anche se a lui piace anche la patana, è bisex.
Infatti al primo nostro “work up meeting conference” presso l’hotel-ristorante-trattoria-pizzera “Continental” di Ottaviano, proprio mentre addentavo una zuppelella di pastacrisciuta gli ho fatto notare questo fatto: Come mai un vestito, un profumo, un gadget ecc.  che può essere usato sia da un uomo che da una donna viene chiamato Unisex, mentre una persona che può fare le purcharie sia con un uomo che con una donna viene chiamata Bisex??
Allora, sull’insalata di purpo si è accesa la lampadina; lanciamo il primo profumo Bisex della storia! Che è uguale a quello unisex ma comunque è il primo che si chiama così! E ci facciamo un bel spot come quelli degli stilisti importanti che non si capisce niente con inquadrature e testi a cazzo. 
Il nome lo ha scelto lo stilista e a me piace abbastanza: “Chell & Chell” by DD&G da non leggere in francese sennò diventa “Scell & Scell” che come nome per un profumo non è l’ideale.
Mo' ho buttato giù 2-3 idee su come potrebbe essere impostato lo spot. Fatemi sapere quale preferite:

  • Prendiamo un trans, uno bello però, che non si capisce subito che è trans, coi capelli corti, lo mettiamo sopra un letto a baldacchino con le lenzuola bianche di seta che ci coprono le vergogne che così mi sembra un uomo, con una canzone di Giovanni Allevi in sottofondo e un femminone affianco che si fuma una sigaretta elettronica che si capisce che hanno appena fatto le fetenzie, poi bussa uno tipo Bradd Pitt allampato, allora il femminone se ne scappa per la finestra e il trans si scioglie i capelli, si fa la barba a volo a volo e poi si mette il nostro profumo a tipo dopobarba e poi con la voce suadente tipica dei trans sussurra: ”a me me piace Chell & Chell” con la scritta sotto “by DD&G”

  • Prendiamo un trans, uno bello però, che non si capisce subito che è trans, gli mettiamo una vesta a fiori lunga e una canzuncella allegra in Francese in sottofondo così lui comincia a ballare tutto sbarazzino per la sua villa esagerata, poi arriva in cucina, apre il frigo e ci sta solo una patana e una carcioffola, le mette sul tavolo e fa la faccia indecisa come se non sapesse cosa scegliere, tipo con lo sguardo verso l’alto e che si accarezza il pizzetto con le dita, poi facciamo un primo piano sulla tiella sul fuoco, il coperchio si alza e escono la carcioffola con la patane in umido, allora lui ne prende una forchettata e poi con la voce suadente tipica dei trans sussurra: ”a me me piace Chell & Chell” con la scritta sotto “by DD&G"

  • Prendiamo un trans, uno bello però, che non si capisce subito che è trans, lo vestiamo anni 60 e lo mettiamo alla giuda di una 1100 spider scappotata, tutto in bianco e nero con una canzone di Mal dei Primitives in sottofondo e un femminone seduto affianco tipo Telma e Luise che guidano sulla costiera amalfitana. Poi arrivano sulla spiaggia e la macchina si rompe allora si fanno dare un passaggio su una varchetella da un piscatore tipo Jud Low allampato, una volta in mezzo al mare il piscatore aiza la rezza piena di cefali e nel girasi per scaricarla sulla barca si accorge che le due femmine si stanno maniando per tutto parte, allora si butta pure lui in mezzo ma mette la mano in mezzo alle cosce del trans e alza un cefalo che era scappato dalla rezza. Allora tutti e tre si mettono a ridere e il piscatore con la voce suadente tipica dei piscatori sussurra: ” no fa nient. pure a me me piace Chell & Chell” con la scritta sotto “by DD&G"

giovedì 4 aprile 2013

La Pseudo-Jastemma.



La Jastemma (Bestemmia) è un argomento tabù difficile da affrontare sia per i credenti che per gli atei, anche se è osteggiata da tutti gli autori di reality, nella vita reale quotidiana del paese se ne fa largo uso, quindi penso sia il caso di approfondire.
Personalmente ho sempre ritenuto la Jastemma un fatto religioso abbastanza positivo; un atto di fede eccezionale, se ci pensate bene bestemmiando non solo stai ammettendo senza dubbi o esitazioni l’esistenza di un Dio ma addirittura gli stai riconoscendo il potere di controllare o a limite influenzare gli avvenimenti della tua vita e il tuo destino, insomma con tre parole stai facendo una professione di fede potente e concisa.
E inoltre credo che Dio sia una persona poco suscettibile quindi la gente che jastemma non mi da particolarmente fastidio tranne gli atei, in quel caso a darmi fastidio non è tanto l’offesa al vip religioso di turno ma l’incoerenza e soprattutto la vigliaccheria, infatti è da vigliacchi prendersela con qualcuno che a tuo parere non ci azzecca niente, e poi inoltre ho notato che gli atei se la prendono quasi sempre con Gesù, e in particolare con Gesù nei momenti della sua vita più difficili, infatti l’oggetto della jastemma è quasi sempre “Gesù bambino” oppure “Gesù Cristo in croce” in pratica i momenti della sua vita in cui era più vulnerabile, li vorrei vedere a jastemmare “Gesù che resuscita Lazzaro” oppure “Gesù che esorcizza una vecchia” farebbero la merda nella mutanda per paura di ritorsioni, in pratica se solo fosse riportato in qualche vangelo questi atei vigliacchi jastemmerebbero anche a “Gesù seduto sulla tazza”.
Ci sono popoli che hanno reso la Jastemma famosa in tutto il mondo come i Toscani o i Marchigiani che in  pratica la usano tipo intercalare, o anche per salutarsi, o addirittura quando gli succede qualcosa di positivo in segno di ringraziamento, al sud invece abbiamo più remore nel Jastemmare gratuitamente per due motivi principali; primo abbiamo questo innato timore referenziale nei confronti dell’olimpo cattolico un po’ come gli arbitri qualche anno fa con la Juventus che poi si scoprì che era Moggi che li chiamava, insomma può pure essere che non jastemmiamo perché il pataterno ci chiama, ma non lo sapremo mai con certezza perché in quel caso saremmo morti, secondo ci “apariamo” la cosiddetta palla, insomma nel dubbio evitiamo perché nun se po mai sapè, meglio non inimicarsi nessuno che già stiamo abbastanza inguaiati così.
Quindi con la creatività che lo contraddistingue il popolo partenopeo ha trovato un escamotage a mio parere geniale: la Pseudo-Jastemma, in pratica una bestemmia edulcorata con la quale si lascia intendere solamente, tramite un assonanza o un gioco di parole, il soggetto a cui è rivolta la jastemma senza però mai nominarlo, una specie di blasfemia soft che non va però a incappare nel codice civile o penale cattolico, che pure San Pietro con la sua equipe di avvocati non ti può dire niente.
Io ho classificato le Pseudo-Jastemme in tre grandi categorie che sono le seguenti:

  1. Pseudo-Jastemme Razziste: in pratica come recita il primo Comandamento “non avrai altro Dio all’infuori di me” quindi tutti gli altri Dei ufficialmente non riconosciuti possono essere offesi gratuitamente senza conseguenze. Fanno parte della categoria sia Dei riconosciuti all’estero come Buddha, Allah, Maometto ecc. o anche Dei frutto di pura fantasia, uno su tutti “il Pataturco” che ha solo il sentore islamico ma in realtà, ho chiesto conferma ad un mio amico egiziano, nel Corano non viene mai nominato. È escluso da questa categoria l’ebraismo, perché il Dio da jastemmare in pratica sarebbe lo stesso dei cattolici, però l’antisemitismo viene comunque praticato largamente rivalendosi sul popolo ebraico con offese tipo “Rabbino” che sta ad indicare una persona particolarmente taccagna e stacanovista oppure, come amava epitetarci la mia cara e defunta nonnina quando non volevamo andare a messa, “Ebbrei” (rigorosamente con due B), ad indicare persone senza fede e schifate dal padreterno. Addirittura una volta ho sentito un amico jastemmare gli “Are-Crishna” e con mio grande stupore tutti i presenti gli hanno risposto in coro “Nacc’ Are Are, ‘Nacc Crishna Crishna”.

  1. Psuedo-Jastemme Pseudo-Mariane: in pratica per quanto riguarda le maronne il jastemmatore ha l’imbarazzo della scelta (vedi qui http://cirosaittello.blogspot.it/2012/12/festa-al-paese.html) ed anche per le pseudo-Jastemme le vie da seguire sono varie; si può puntare su madonne in realtà non esistenti tipo “Madonna di Portici”: in realtà il territorio di Portici religiosamente è controllato da San Ciro e nessuna Madonna si permetterebbe di sconfinare. Oppure si opta per un luogo di fantasia tipo “Madonna di Purchiano di Nola”  oppure “Madonna di Mordor” ecc… Altra sottocategoria riguarda le assonanze, gli esempi più diffusi sono : “Mannacc a’ Marina” che molti fanno risalire alla marina militare borbonica durante il risorgimento, ma più probabilmente è riferita a Via Marina, strada secondaria partenopea particolarmente trafficata e piena di semafori che quindi incita alla jastemma. Altro esempio è  “Mannacc a’ Marosca” dal sentore ispanico è in realtà una località portoghese, in antichità la jastemma deve essere stata importata dal Portogallo insieme alle arance.

  1. Pseudo-Jastemme No-Sense: in questa categoria i miei compatrioti danno il meglio di sé, anche qui però bisogna fare delle distinzioni: le Pseudo-Jastemme no-senso pure e crude e quelle che hanno comunque un riferimento religioso anche lontanissimo. Esempi di Pseudo-Jastemme no-sense pure sono:

  • “Mannacc Atripalda”  località dell’avellinese.
  • “Mannacc tutt cos” invettiva contro l’intero universo.
  • “Mannacc a’Culonna” letteralmente Colonna, forse introdotta in epoca greco-romana dai non-vedenti.
  • “Mannacc o’can e caccia” cane da caccia, non è una jastemma animalista ma è usata semplicemente per fare la rima.

Esempi di Pseudo-Jastemme no-sense a sfondo religioso.

  • “Mannacc San Bizio a Croc” San Tizio alla Croce, santo non ben identificato.
  • “Mannacc Tutt e Sacripaldi” Tutti i Sacripaldi, antiche divinità di cui non ci sono testimonianze o fonti in letteratura.
  •  “Manacc San Crispino” vera jastemma involontaria perché San Crispino è esistito veramente ma in questo caso si intende una marca di vino di scarsissima qualità.
  • “Manacc o sacrestan ra chies e Pugliano” Manaccia il sacrestano della chiesa di Pugliano, mia personalissima jastemma promulgata una volta in presenza di una signora anziana, vicina di casa di mia nonna, abbastanza antipatica che si offese a morte perché il soggetto della jastemma in questione era suo nipote, ma io non lo potevo sapere, o forse si…

lunedì 25 marzo 2013

ODE AL SUPER SANTOS



ODE AL SUPER SANTOS



Dell’arancia il colore

Del limone la forma

Della nafta l’odore

Una scritta ti adorna.

Quei disegni geometrici

Che ricordan Kandinskij

Linee e solchi asimmetrici

Quando ti buchi fischi.

Il Super Tele è leggero

Ed il Tango oneroso

Tu sei invece sparviero

E vai a viento orgoglioso.

Democratico balocco

Con colletta pagato

E se ti prende l’abbiocco

A cuscin delegato.

Quando al sette ti schiaccio

Con violenza animale

E slogandomi il braccio

Ah che suon celestiale!

Che rimbomba nell’aria

E se colpisci una faccia

La cazzimma arbitraria

All’immenso s’abbraccia.

A pasquetta rinasci

Oh fenice rotonda

E dal cofano esci

Con pression moribonda,

Ma la cura è già nota

Il gommista rassicura

Come fossi una rota

Applicar  bucatura.

Tu regnate d’infanzia

Dei ricordi l’alcova

La tua legge denunzia

Chi ti schiatta ti pava.

Ed ad fine pasquetta

Al finir de’ vivande

Il letargo t’aspetta

dentro ai cul delle Pande.




venerdì 15 marzo 2013

Papi Contro Ricchioni

Dopo Papa Ratzinger fu eletto Papa Francesco, che era quello che era arrivato secondoquando venne eletto Ratzinger, praticamente una specie di ripescaggio, un po’ come al Grande Fratello che quando uno usciva perché aveva jastemmato poi entrava un altro celebroleso di riserva che tenevano chiuso sott’olio nel buccacciello dietro le quinte, in pratica tutto il blocco Benedetto XVI probabilmente è stato costretto a dimettersi perché ha jastemmato, che è una regola del Grande Fratello che non ho mai condiviso però effettivamente nel caso di un Papa ci può anche stare.



Comunque quello che accomuna tutti i papi è sempre l’omofobia, manco se i femminielli gli avessero tolto il bambinello dal presepio, che loro ci tengono assai, giustamente.

Mo quando si parla di Ricchiunamma si corre sempre il rischio di essere scambiati  per omofobi o per persone volgari; adesso spero di non essere scambiato per un omofono perché io non tengo niente contro i ricchioni, figuratevi che tengo pure un amico mezafemmina e non solo non mi fa senso ma addirittura ho avuto la delicatezza di desistere dal chiedergli se è attivo o passivo, e lo conosco da almeno un intera settimana, per dire. Se qualcuno invece mi scambia per una persona volgare, a chi spaccimm o bò insomm!

Quando si parla di omosessualità la prima difficoltà, come avete potuto intuire dalle righe precedenti, è proprio sull’etimologia dei termini da usare, come fai fai comunque sbagli.

Uno dei termini più tollerati è “Omosessuale” che letteralmente significa che ti piace di chiavare con qualcuno dello stesso sesso, per me invece è la definizione più razzista che ci possa essere perché appunto identifica una persona solo per quello che gli piace fare nell’intimità, come se uno fosse obbligato a un certo punto a dire per forza come gli piace chiavare, che ne so come se fosse normale che io per esempio, che mi piace di farmi frustare sul musso da mia moglie vestita da SailorMoon, mi presentassi dicendo: “ ciao, mi chiamo Ciro, ho 33 anni, faccio il commesso, e sono un SadoMangaSessuale”.

Una violazione gratuita e crudele dell’intimità di una persona che tiene conto solo della sessualità e non per esempio della musica di merda che ascoltano, i vestiti imbarazzanti e costosissimi che indossano, la caperaggine innata in ognuno di loro ecc… na cosa razzista assai inzomm!

L’altro termine abbastanza tollerato è “Gay” cioè Gaio, allegro; razzismo a profusione anche in questo caso, come se bastasse vestirsi di fucsia e sentire solo Raffaella Carrà per rimanere sempre allegro, io una volta ci ho provato pure e credetemi tenevo comunque le telecamere di “We Can Dance” nelle cervelle coi cazzi che abballavano, al ritmo di “Tanti Auguri” ma comunque abballavano.

Con “Frocio” invece già si ha il sentore della volgarità, anche se etimologicamente deriva da “Fransè” cioè francese, in pratica deriva dal fatto che gli italiani nell’800 sfottevano i francesi per la loro erre moscia e la loro “raffinatezza”, quindi paradossalmente non c’entra niente con l’omofobia ma al limite col razzismo puramente geografico contro i francesi, quindi se sei ricchione italiano puoi benissimamente sfogare insultando i froci francesi, che praticamente sono ricchioni al quadrato.

Io perciò li chiamo “Ricchioni” che etimologicamente deriva da “Recchia” che in pratica al limite potrebbe offendere solo qualche otorinolaringoiatria particolarmente permaloso.

Mo fatto sta, come li chiami li chiami, questi qua si vorrebbero sposare, però i Papi non vogliono, un po’ perché neanche loro  si possono sposare e quindi o tutti o nessuno e un po’ perché sono tipo quelli che quando li intervistano sui matrimoni gay rispondono “no, per l’amor di dio, quelli possono fare quello che vogliono, però il matrimonio no, mo non è che sono razzista, però ja non mi sembra il caso, cioè io non ho niente contro gli omosessuali però annà murì.”.

Io invece sono favorevole, un po’ perché è giusto, un po’ perché non mi mette e non mi toglie niente, un po’ perché secondo me servirebbe a risollevare anche un po’ l’economia del paese, perché praticamente un matrimonio organizzato da due ricchioni è come se fosse organizzato da due spose quindi stiamo parlando di cifre come minimo a cinque zeri, tra elicotteri, Lady Gaga che canta l’AveMaria , castelli e migliaia di invitati, forse sarebbero inutili i matrimoni tra due lesbiche che è come se fossero due sposi, quindi in pratica 3-4 vassoi di paste di mandorle e un paio di butteglie e tutti a casa.

Vi ho mai raccontato di quella volta che mi sono spruzzato lo spray nasale in mezzo alle pacche?!

No?! Cioè come voi sapete lo spray nasale non è che ti mangia il mucco, ma semplicemente è un vasodilatatore, cioè ti migliora la circolazione dei capillari così la naserchia si allasca e tu arricciati. Mo praticamente io soffro di emorroidi che sono dei trombi circolatori, cioè intasamenti delle vene, quindi ho pensato in capa a me se mi spruzzo il Vics nelle pacche la circolazione ne beneficia e il fetillo arricciata, e invece ho fatto scendere tutto il paradiso nel bidet dal dolore e ho avuto il culo in fiamme per due settimane che non si toglieva manco coi Liuk al limone.

Mo vi starete chiedendo cosa c’azzecca questa storia coi matrimoni gay, il fatto è che sarà stato il dolore o gli effetti collaterali del Vics supposte spray, ogni volta che dovevo defecare pensavo in capa a me e se fossi stato un Ricchione Passivo?! Ero una specie di impotente! come facevo a infilarmi un pene nel deretano se non riesco manco a infilarci un mignolino dal dolore?! E ci ho provato svariate volte! (è un vizio che non riesco a togliermi).

Poi ho pensato: esisteranno dei Ricchioni passivi che soffrono di emorroidi! perché nessuno parla di loro e nessuno li aiuta? Cioè altro che matrimonio gay questa cosa dovrebbe essere la priorità.

Una bella legge bipartisan approvata pure dal Vaticano che prevede cure gratuite a tutti i Ricchioni Passivi con le emorroidi! Saremmo i primi al mondo e nessuno si prenderebbe collera.

Una legge che sarebbe veramente una conquista di civiltà e poi pure io per non pagare e togliermi queste fiamme dal culo sarei anche disposto a limite a  farmelo metterlo un poco dietro.

giovedì 28 febbraio 2013

Una Canzone Neomelodica



Purtroppo non tutti sono a conoscenza del fatto che originariamente le canzoni neomelodiche napoletane vengono scritte in italiano fluente e solo in un secondo momento vengono tradotte in resinaro e poi infine in napoletano.

Come ha portato alla luce Maria Nazionale a Sanremo, con una canzone scritta da Tony Servillo, sono molti e autorevoli gli autori dei testi neomelodici, anche se per lo più sono grandi poeti semi-sconosciuti al grande pubblico, come Gianluigi Nocella, Giò DiTonno, Giuseppe Lapapaccia, Oscar Scarpariello, Francesco Lafronna, Alfredo Strummolo, Giandomenico Tarallo ecc.. sono per citare alcuni dei più importanti nomi della scuola cosiddetta dei “Nuovi Di Giacomo”.

Durante una mia ricerca portata avanti nel periodo in cui lavoravo per la ditta “Totore O’ Cacauff –sfratti, piccoli trasporti e sgombero Cantine” ho trafugato dal cascione dell’apecar del signor Salvatore uno spartito musicale, proveniente dallo sfratto di un negozio di Caivano “Pasquale Sorrentino Menagement e musicassette”.

Trattasi di un rarissimo spartito di un testo neomelodico ancora non tradotto dall’italiano al napoletano; infatti queste “bozze” nella maggior parte dei casi venivano distrutte perché c’era la convinzione che una volta scoperto l’elevato grado culturale dell’autore, il brano avrebbe potuto perdere appeal per la mazzamma del pubblico a cui era destinato.

Il Testo è opera di uno dei più grandi maestri del genere del XXI secolo, Federico Cuozzo, che scrisse questo capolavoro per una delle voci femminili neomelodiche più interessanti degli anni 80, la famosa Concetta Esposito meglio conosciuta col suo nome d’arte: Assunta Scognamiglio.

Le musiche sono del maestro Giuseppe Verdi (omonimo di Secondigliano) e l’arrangiamento sotto minaccia a mano armata è firmato del maestro Peppe Vessicchio.

Questo rarissimo reperto culturale, ovviamente, è un opera in fase embrionale e quindi scritta in italiano, nel condividerla con voi vorrei che immaginaste quale sarebbe potuto essere il risultato finale, che era nell’intenzioni del Cuozzo, una volta ultimato il lavoro di traduzione:



Di Cuozzo-Verdi-Vessicchio



TITOLO: SONO A CONOSCENZA DEL FATTO CHE MI HAI TRADITA MA SE TI FAI TATUARE IL MIO NOME SULL’AVAMBRACCIO POSSO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IPOTESI DI PERDONARTI.



(Prima Strofa)



Ho appena scontato la mia pena detentiva per il reato di contrabbando di tabacchi e fumo nervosamente nei pressi dei cancelli dell’istituto di detenzione femminile nell’attesa che mia cognata passi a prendermi con la sua autovettura.

In lontananza mi sembra di riconosce una persona cara che non vedevo da svariati anni che affannosamente si precipita verso di me.

Trattasi di Maddalena, una mia cara amica d’infanzia che mi ha sempre stimata ed voluta bene dimostrandomi sempre devozione e sincerità.

Nonostante il lieto evento della mia scarcerazione noto però in lei un velo di malinconia ed un certo imbarazzo nei miei confronti, come se mi stesse nascondendo qualcosa, e allora educatamente glielo faccio notare.

Dopo le mie insistenze mi confessa tra le lacrime di averti visto uscire con numerose donne durante la mia detenzione.

In un primo momento stento a credere a quello che mi dice Maddalena arrivando anche ad ipotizzare che lei potesse essersi immaginata tutto e accusandola di volere intenzionalmente arrecarmi un dispiacere gratuito.

Maddalena allora a testimonianza della sua lealtà nei mie confronti mi rammenta di tutte le volte che durante i controlli della Guardia di Finanzia lei mi permetteva di occultare la mia piccola attività ambulante nella sua abitazione al piano terra.

Dopo aver constatato la sincerità di Maddalena mi faccio prendere dallo sconforto e mentre maledico il tuo nome e piango disperatamente, tento un atto di autolesionismo cercando di schiaffeggiarmi.

Ma tale atto estremo viene prontamente impedito da Maddalena che mi blocca il braccio repentinamente.

A quel punto non posso fare a meno di notare il tatuaggio sul mio avambraccio destro, opera di una mia compagna di cella, che riporta il tuo nome di battesimo “Catiello”.

Questa visione risveglia in me una rinata speranza nella costruzione di un rapporto di coppia con te e un sentimento di compassione nei riguardi della tua persona che mi fanno pensare a quello che potrebbe essere un gesto che adeguatamente mi dimostrerebbe la tua avvenuta redenzione:



(Ritornello)



Sono a conoscenza del fatto che mi hai tradita ma se ti fai tatuare il mio nome sull’avambraccio posso prendere in considerazione l’ipotesi di perdonarti.

L’avvocato, durante i nostri ultimi colloqui, aveva cercato di farmi capire qualcosa ma io pensavo fosse solo una persona incline a mettere zizzania.

Sono a conoscenza del fatto che mi hai tradita ma se ti fai tatuare il mio nome sull’avambraccio posso prendere in considerazione l’ipotesi di perdonarti.

Ho già preso appuntamento con uno dei più rinomati tatuatori della città, confido nella tua puntualità perché un tuo eventuale ritardo sarebbe da me interpretato come sintomo di scarsa considerazione nei confronti della mia persona.



(Seconda Strofa)



Sono appena rientrata nella mia abitazione e ho trovato ad accogliermi amici e parenti accorsi a festeggiare la mia ritrovata semi-libertà.

I primi a manifestarmi il loro affetto sono i miei sette figli che mi riempiono di attenzioni, tranne Natascia la mia figlia maggiore adolescente che nel mostrarmi una certa freddezza mi fa intuire che forse è a conoscenza delle tue malefatte.

Finiti i festeggiamenti chiedo cortesemente a mia madre se per questa notte potrebbe ospitare la prole nella sua abitazione, lei, con l’innocenza che solo gli anziani possono avere, pensa che dopo 8 anni di detenzione ho desiderio di congiungermi carnalmente con te e quindi accetta accennandomi uno sguardo malizioso.

Una volta rimasti soli, prima ancora che io potessi rimostrarti le mie accuse, tu sembri già aver capito, e ti immoli ai miei piedi in lacrime chiedendomi perdono.

Singhiozzando cerchi di giustificare le tue esperienze extraconiugali apportando varie tesi che vanno dalla debolezza della carne fino alle inevitabili esigenze fisiologiche comuni a tutti gli uomini.

La visione di te in ginocchio piagnucolante però va a minare inconsciamente la mia concezione di Uomo dominante e sicuro di sé al tal punto da farmi dubitare della tua virilità, e te lo faccio notare.

Offeso dalle mie parole, in un impeto di rabbia e di orgoglio, scatti in piedi con un gesto atletico e offendendomi pesantemente cerchi di schiaffeggiarmi.

Fortunatamente, e grazie anche agli anni di duro allenamento nell’istituto di detenzione, riesco a bloccare il tuo braccio prima che tocchi la mia guancia.

A quel punto la visione dei nostri due avambracci, stretti in una morsa violenta, il tuo nudo e il mio invece adornato dal tuo nome, mi inteneriscono il cuore  e mi danno il coraggio di illustrarti quale potrebbe essere la via che potresti intraprendere per dimostrarmi la tua avvenuta redenzione:



  (Ritornello)



Sono a conoscenza del fatto che mi hai tradita ma se ti fai tatuare il mio nome sull’avambraccio posso prendere in considerazione l’ipotesi di perdonarti.

L’avvocato, durante i nostri ultimi colloqui, aveva cercato di farmi capire qualcosa ma io pensavo fosse solo una persona incline a mettere zizzania.

Sono a conoscenza del fatto che mi hai tradita ma se ti fai tatuare il mio nome sull’avambraccio posso prendere in considerazione l’ipotesi di perdonarti.

Ho già preso appuntamento con uno dei più rinomati tatuatori della città, confido nella tua puntualità perché un tuo eventuale ritardo sarebbe da me interpretato come sintomo di scarsa considerazione nei confronti della mia persona.



Breve assolo di chitarra elettrica che introduce la parte parlata:



Non devo più dubitare della sincerità di Maddalena,

lei è a pieno titolo la mia migliore amica,

l’avvocato è una persona discutibile,

sarà mia premura fargli recapitare delle minacce di morte,

in fondo anche io ho sbagliato quando la mia compagna di cella,

a compenso del tatuaggio fattomi, pretese di essere pagata in natura,

il nostro amore è scritto indissolubilmente nei nostri cuori,

è finalmente adesso resterà anche sui nostri avambracci per l’eternità.





  (Ritornello)



Sono a conoscenza del fatto che mi hai tradita ma se ti fai tatuare il mio nome sull’avambraccio……..



Assolo di fisarmonica a sfumare accompagnato da frasi sussurrate:



Maddalena ti voglio bene, l’avvocato morirà, sui nostri avambracci l’eternità.

Fine

giovedì 21 febbraio 2013

La Setta del Sacro Nippolo, Facebook e RealTime



Quando mia moglie mi costringe, il Napoli non deve giocare e non si paga il biglietto d’ingresso, quindi un paio di volte all’anno, vado a visitare un sito archeologico o un museo. La prima cosa che penso vedendo quello che erano stati cazzi di creare i Romani, i Greci, i Michelangeli ecc.. è che effettivamente l’umanità ha fatto una brutta caduta.



Mo io ci ho riflettuto su questo repentino declino e secondo una approfondita analisi riscontrata da numerosi studi e ricerche che ho portato avanti per svariati mesi, seduto sulla tazza, le cose fondamentali che secondo me sociologicamente ed intellettualmente negli ultimi anni hanno dato la mazzata finale all’umanità sono due: Facebook e RealTime.



Nonostante svariati anni passati tra i centri di igiene mentale di mezza Campania, sono ancora convinto che esista una specie di setta oligarchica, la cui gerarchia è basata sulle dimensioni del nippolo di cotone che hanno nell’ombelico, di cui fanno parte le persone più potenti della terra: i politici, le multinazionali, i petrolieri, gli ausiliari del traffico ecc.. che decidono che morte dobbiamo fare e mettono in giro cose intellettualmente al limite della pornografia come Facebook e RealTime per andare a toccare nel profondo le nostre debolezze e tenerci per le palle, in pratica lo stesso principio per il quale se la Saratoga vuole vendermi del silicone mi fa vedere le pacche di Giovanna.. che tra l’altro è una Brava ragazza.



Infatti se qualcuno di voi, nonostante il lavaggio del cervello e la lobotomizzazione quotidiana degli ultimi anni, si ricorda il Pianeta Terra come era prima dell’avvento di queste due mostruosità, ricorderà che non esistevano la maggior parte delle brutture che adesso ci affliggono: la crisi economica mondiale, le agenzie di scommesse Snai, le pizzerie coi forni elettrici, le birre analcoliche, le sale Bingo, le sigarette elettroniche, Equitalia, i pantaloni da uomo attillati a zompafuosso, le chiacchiere al forno, Marchisio ecc…



FACEBOOK



Facebook, come tutti voi ben sapete, è un social network ufficialmente creato da  Mark Zuckenberg che è palesemente la classica “capa di lignammo”  perché basta guardarlo in faccia  un minuto per capire che al massimo poteva creare il gioco pezzotto di Angry Birds con le carcioffole e le cresommole al posto degli uccellini e i maialini.

Questo strumento di tortura è stato creato con l’intento specifico di bloccare l’evoluzione Darwiniana della specie umana; praticamente una volta che l’uomo ha sviluppato i pollici opponibili e riesce a procurarsi del cibo anche stando seduto davanti a youporn per otto ore al giorno, l’unica evoluzione che avrebbe potuto verificarsi è l’evoluzione nei rapporti umani e/o lo sviluppo di una personalità univoca e indipendente o addirittura originale e interessante.

Per quanto riguarda i rapporti umani, questi bastardi della Setta del Sacro Nippolo hanno capito che per non fare arrivare la specie umana alla realizzazione della pace tra i popoli o addirittura alla concezione dell’amore universale dovevano andare a minare le basi e cioè il concetto di Amicizia.    

Mo prima di facebook uno teneva al massimo una decina di persone che poteva considerare amici, persone alle quali uno voleva bene, stimava e si fidava di loro, in pratica qualcuno con cui valesse la pena smezzare le pizze anche se lui quella sera per fare il bucchinariello aveva ordinato una panna mais polipo e papacelle.

Su facebook invece passa il concetto secondo il quale se uno non tiene almeno 200-300 amici può anche considerarsi una mappina, perché appunto la dispersione è la prima arma di distruzione, alla fine sei così spaesato e confuso da tutta questa gente che ti sembra che il fratocugino del tuo amico delle elementari, che ha messo “mi piace” sotto alla canzone appucundriosa che hai postato, è l’unico che ti capisce e che ti vuole bene veramente.

Inoltre i rapporti umani vengono ammazzati da quella che si può definire la socialità virtuale, come per esempio creare “eventi”, cose tipo “Happening con Djset and live show @BlackNeon Lounge bar ex @TotonnoAmmare Torre del Greco (NA)” . Già il termine confonde perché mi sembra abbastanza eccessivo chiamare “evento” andare a bere una birra e poi arritirarti  perché i soldi per la seconda birra molto spesso non li tieni. Poi fondamentalmente nessuno ci va a questi eventi perché significherebbe fare la foto a come ti sei vestito e metterla su fb, fare la foto al locale e metterla su fb, fare la foto al drink e metterla su fb, fare la foto al dj e metterla su fb, fare la foto alle amiche che fanno finta di divertirsi e metterla su fb, quindi passeresti gran parte della serata coi crampi al braccio a fotografare qualunque cosa ad una velocità supersonica come se stessi partecipando a “Scommettiamo Che” senza sapere perché, contro di chi, cosa si vince, e soprattutto senza Magalli che in mezzo a tutti questi sciemi sarebbe l’unico che riuscirebbe a  farti divertire veramente, mentre quella fetente di birra di 3,5€ piano piano si trasforma in brodo di purpo con annesse ranfettelle, forse è per questo che la muniscono di fella di limone.

Quindi alla fine nessuno esce e quando si esce non si socializza, ma siamo tutti comunque convinti che abbiamo tanti amici e non siamo soli anche se stiamo chiusi in camera davanti al computer tutto il giorno con il pigiama e la busta di Fonzies, come una specie di Matrix dell’asocialità senza frisconi e calamari-robot giganti, però non dimenticarti di leccarti le dita e mettere la foto su facebook che cocc strunz lo trovi che ti commenta “sennò godi solo a metà”.

Per quanto riguarda lo sviluppo di una propria personalità prima dell’avvento di fb le persone  per soddisfare il proprio ego ed elevarsi culturalmente si approcciavano ognuno a suo modo alla conoscenza o addirittura all’arte, trovando appagamento nelle proprie creazioni o nell’apprezzare  quelle degli altri. Quei maledetti Nippoliani hanno capito che per soffocare tale bisogno primario dell’uomo bastava trovare un modo per soddisfare l’ego di tutti senza fare evolvere nessuno. Perché alla fine per tutti l’importante non è partecipare, e nemmeno vincere, ma credere che stai vincendo, anche se non sai bene cosa e contro di chi. Quindi in sostanza ci hanno fatto credere che se metti una Canzone dei Led Zeppelin su fb potresti anche essere scambiato per il figlio illegittimo di Jimmi Page, se pitti un muro a strisce e lo metti su fb potresti essere scambiato per il nuovo Dalì, che il fatto che quella frase l’ha scritta Shakespeare e non tu è solo perché lui ci ha pensato prima oppure se citi Oscar Wilde è perché lui prima di morire ha detto a qualcuno che avresti dovuto farlo, e tutti  alimentano l’ego collettivo di tutti con nuovi termini come “figo” “figata” “meme” “lol” ecc oppure usando in modo spropositato quelli già esistenti come “genio” “ti stimo” “pariare” ecc. facendoti in sostanza credere che puoi essere originale con qualcosa fatta da qualcun altro… un ossimoro.

E nessuno dice niente, nemmeno io perché altrimenti sarei il primo a fare una figura di niente.

La vera benzina di tutto ciò poi è data dal fatto che le gente non si fa i cazzi suoi e dall’invidia “che muovon il sole e le altre stelle” infatti è facile che la Terra giri su se stessa solo per vedere a 360 gradi quello che stanno facendo gli altri pianeti e che i Pianeti girano intorno al Sole da miliardi di anni solo perché nessuno vuole fare la figura di merda di fermarsi per primo, e così via le galassie, l’universo ecc..



REALTIME



Da come avrete intuito io sono un portatore sano di prostata ( da notare che non ho scritto Pene, un po’ per non essere volgare e un po’ perché non so se la normativa europea vigente prevede un numero minimo ufficiale di centimetri garantito dopo i quali uno può chiamarlo così) nonostante ciò non ho difficoltà ad ammettere la mia inferiorità emotiva e intellettuale nei confronti delle Femmine, e non lo sto dicendo nella speranza che poi una me la da, come succede per la maggior parte degli uomini che vi dice una cosa del genere, perché io una che me la da regolarmente già l’ho trovata e poi tra emorroidi, infiammazione prostatica, sciatica ecc.. sono diventato una specie di asessuato come l’arcangelo Gabriele.

Ovviamente se ci sono arrivato io, che al posto del cervello ho un software di gestione per il fantacalcio, figuriamoci un gruppo di persone potentissime e con le cervelle quasi più grandi del Nippolo che hanno nell’ombelico. RealTime infatti è stato creato ad hoc per impedire l’ascesa al potere delle donne e quindi la realizzazione di un mondo migliore.

In un primo momento i Nippolesi hanno semplicemente applicato le norme basi dell’inzallanimiento femminile dettate da Walt Disney, uno dei fondatori della Setta del Sacro Nippolo, secondo le quali anche se tu sei una granda Femmina, che da sola gestisci un orfanotrofio per nanetti, oppure uccidi le streghe del male con l’acqua fresca, oppure puoi mangiarti qualcosa di avvelenato senza morire definitivamente, alle fine della storia se non trovi uno Spruoccolo di marito non sei nessuno.

Allora hanno assunto quel genio del male, figlio di Satana, che porta il nome di Enzo Miccio che ha creato tutta una serie di trasmissioni sul Matrimonio che vanno proprio nello specifico: trucco, bomboniere, vestito, damigelle, la qualità del riso da buttare fuori alla chiesa, il grado di umidità ideale del ristorante, le scarpe che deve usare il sommelier ecc.. fino a farti credere che se il testimone di nozze della tua amica tiene più peli nel culo del tuo allora stai facendo una figura di niente. Naturalmente dopo aver passato i primi anni di vita, formativi della personalità, a vedere quei merdosissimi cartoni animati tutti questi programmi hanno l’effetto di una paccariata all’incoscio o nel migliore dei casi di uno sfruculiamiento della mazzarella di San Giuseppe dell’autostima.

Per completare l’opera poi hanno creato tutta una serie di programmi sulla cucina che già di per se risultano offensivi, come a dire “ti sei voluta sposare per forza?! e mo me a’ cucenà!”.

Quello che contribuisce in modo sostanziale alla paccariata di cui sopra è un programma su un Australopiteco italoamericano che fa le torte come una Masto Fravecatore, non è un caso, infatti una donna appena vede un uomo che ricorda Fred Flinston ne è quasi sempre attratta, e poi per una donna fare una torta meglio di un altro è una questione di principio, anche se è una cosa che provoca piacere agli altri e non a se stessa, come le Minette per gli uomini.

Ovviamente il fatto che le torte a forma di Megalomen palesemente non sono commestibili o che comunque la pasta di zucchero ricorda il sapore di quando da adolescente ti zucavi con la meza pompa la miscela dai Califfoni, non influisce affatto sul risultato della lobotomia.

RealTime, alla fine, ha l’effetto di una specie di sindrome di Stendal che non è, come vi ha spiegato la signorina di PaintYourLife, la fobia di schizzare con la pittura le cornici delle porte di casa.



Mo non è che questi discorsi voglio offendere qualcuno ( certo è che se prendete sul serio uno che si fa chiamare “tombino” fatevi qualche domanda) ne voglio fare la parte del Guru o del Gennaro D’Auria dei poveri, cioè di quelli ancora più poveri, so benissimo che a tutte queste considerazioni ci eravate arrivati anche da soli, tanto è vero che nemmeno io sono immune dal fascino di questi due strumenti di oppressione, li uso assiduamente, e non vi nego che RealTime mi fa lo stesso effetto che a quella bizzoca della signora affianco, sarà l’infiammazione alla prostata.

Quindi alla fine la soluzione e/o la morale non la tengo, ne per me ne per voi, estirpare quei maledetti Nippoli dal loro ombelico è impossibile, non ci resta che, come novelli Andrew Zimmern,  mangiarci il cazzo, oppure per evitare una regressione antropologica ogni tanto sintonizzarci su DMax o collegarci a Twitter.